Magie barocche, il pianoforte di Stefania Cafaro incanta romanticamente

Le sue mani, danzando sui tasti del pianoforte, hanno davvero creato un’estensione naturale dello strumento stesso; ed è stata una serata di grande emozione e raffinatezza quella di domenica 11 novembre al Teatro Machiavelli di Catania, che ha visto sulla scena, per l’ennesimo affascinante appuntamento di Magie Barocche, il recital di una delle più affermate pianiste attuali, la catanese Stefania Cafaro.

Il programma aveva già di suo fascino, proponendo un significativo viaggio nella Sonata da Scarlatti attraverso Mozart fino a Schubert; ma la pianista, appena giunta alla tastiera, ha lasciato che dal pianoforte si sprigionassero note decise che hanno aggiunto fascino  a fascino, interpretando con grande maestria e le loro peculiarità le sonate in programma.

Bravissima nelle sonate di Scarlatti, in particolare nella K. 380, un bellissimo Andante dalla struttura tipicamente barocca, e sottilmente imparentato con gli schemi dell’Aria: qui la Cafaro non ha mancato di sottolinearne la dimensione di brano barocco atto ad essere colto come romantico, insistendo sulle tecniche di divisione della melodia che si sono configurate, alle orecchie degli ascoltatori, come una sorta di improvvisazione, mentre le sovrapposizioni di note generate dagli andamenti contrappuntistici hanno avuto il gustoso sapore, nell’abile esecuzione della pianista, di vere e proprie arditezze armoniche.

Nell’esecuzione poi della Sonata n. 20 in la maggiore D 959 di Schubert la pianista ha manifestato tutta la sua superba padronanza tecnico-stilistica. La Cafaro è subito apparsa del tutto libera da preoccupazioni di tipo formale, rivolta com’era solamente a convogliare la propria attenzione sulla pura bellezza delle pagine schubertiane, con le sue raffinatezza timbriche, le sue preziosità di tocco, alternando  passi di rarefatta bellezza e intime sonorità a momenti più brillanti e briosi attraverso un controllo straordinario della tastiera, soprattutto nei passaggi che richiedevano esattezza assoluta nel fraseggio.

Meritatissimi i lunghi applausi finali, omaggio a un’artista generosa e sensibile, che speriamo di riascoltare presto per un’altra serata di grande, grande musica.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.