Magie Barocche, quando la viola è scarlatta d’amore…

Serata d’eccezione domenica 18 novembre al Teatro Machiavelli per l’ennesimo appuntamento del Festival Magie barocche ormai giunto alla sua ottava edizione di successo: il tradizionale concerto di musica barocca, infatti, è stato preceduto da una vera e propria chicca, la proiezione del film-documentario Santini’s Netzwerk (La rete di Santini), del regista tedesco Georg Brintrup.

Una pellicola del 2014 col pregio di narrare, a tratti anche poeticamente, la vicenda di un appassionato musicologo, l’abate romano Fortunato Santini, vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento e protagonista di un’eroica impresa filologica: strappare all’oblio migliaia di partiture e spartiti di prestigiosi musicisti, due tra tutti Händel e Bach, altrimenti destinati all’oblio.

E’ stato un momento di grande arricchimento culturale per tutti gli intervenuti, grazie anche all’appassionata presentazione del prof. Antonio Marcellino, presidente della rassegna, e del maestro Flavio Colusso, entrambi doviziosi commentatori della pellicola e del ruolo storico  del provvidenziale abate: fatto che conferma la vocazione divulgativa della rassegna Magie barocche nel panorama della musica catanese.

Poi la parola… è passata alla musica, con il concerto dell’ensemble Seicentonovecento, che ha eseguito passionali cantate e mottetti vari e una bella fiaba musicale, La viola scarlatta appunto, ideata dal maestro Colusso, in cui l’indiscussa protagonista è stata la viola d’amore, deliziosamente suonata da Valerio Losito, che ha accompagnato il canto di un soprano d’eccezione come Maria Chiara Chizzoni, brava interprete dotata di una tecnica ineccepibile e anche di una capacità empatica notevole. Il maestro Colusso ha, dal canto suo, confermato la sua statura di interprete senza sbavature, dotato di grande dolcezza e stile nel comporre e nell’eseguire.

Intrigante in particolare la cantata per soprano, viola d’amore e basso continuo del famoso  Farinelli, che è stato anche protagonista di un breve ma intenso bis, una preziosità inedita, Seguidillas nuevas.

Scarlatta, dunque, è stata la viola, come l’amore, fuoco perenne che mai si estingue…

Silvana La Porta

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