Magie barocche: una deliziosa “Lezione di canto”a Palazzo Biscari

E’ stato un concerto delizioso e allegramente  frivolo la Lezione di canto andata in scena  mercoledì 18 ottobre, nel bel salone delle feste di Palazzo Biscari, nell’ambito dell’Ottavo Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche”,  grazie al suo infaticabile presidente Antonio Marcellino e alla solerte direzione artistica di Michele Gasbarro.

Uno spettacolo insolito, con costumi dell’epoca, il pasticcio musicale in un atto di Luca Dardolo, una chicca anche filologicamente parlando, in quanto ispirato all’intermezzo musicale Cantarina e il Maestro di fine Seicento del compositore partenopeo Giovanni Antonio Costa, di cui resta, unica testimonianza manoscritta, una copia presso la Sächsische Landesbibliothek di Dresda.

Un evento quotidiano come la lezione di musica impartita dal bel maestro alla sua bella allieva è diventato così un momento di bel canto e una pièce divertente, che spesso ha suscitato le risa degli spettatori: Debora Troìa è stato un mezzosoprano gradevole, con una voce piena, calda e ottime capacità attoriali, soprattutto grazie alla mimica facciale, che spesso ha parlato più di mille parole e suoni.

Insieme al tenore Luca Dordolo, dotato di una sicura tecnica e di una voce modulata sapientemente, hanno duettato a puntino, dilettando i numerosi ascoltatori con le belle arie e duetti contenuti nel pastiche, in particolare con  “Bel pastor dal cui bel guardo”, il leggiadro  duetto di Valletto e Damigella da L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi.

Bravissimi  Basilio Timpanaro (al clavicembalo) e Silvio Natoli (alla tiorba, chitarra barocca e viola da gamba) che non hanno esitato a partecipare alla messa in scena con simpatia e un accompagnamento preciso e sempre attento a lasciare il giusto spazio alle voci.

Il bis ha piacevolmente stupito tutti: ancora il grande Monteverdi con un’aria che resta nella mente, quella “Pur ti miro”, che ha degnamente concluso una serata speciale di raffinata e divertente musica, ancora barocca, ancora magica…

Silvana La Porta

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