Il primo dato è proprio questa risposta spontanea, nata direttamente nella società, a dimostrazione di una riserva di solidarietà e di una capacità di reazione auto-organizzata, che è già il fondamento di una nuova politica, irriducibile, generosa, appassionata, capace di capire, di giudicare e di prendere parte al momento giusto.

E non si è fatta attendere la risposta degli italiani, Caritas e Acli di Lodi hanno aperto una sottoscrizione per aiutare quei bimbi che non possono permettersi la mensa. Ed è stato subito boom tant’è vero che per diverse ore il sito della Caritas è risultato inaccessibile per i troppi accessi.

La protesta delle famiglie straniere a Lodi (foto del Coordinamento uguali doveri via Facebook)

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Lodi, prima che sia troppo tardi

La miseria della fase che stiamo vivendo rivela che l’impietosità è un plusvalore alla borsa slabbrata della politica, e la ferocia delle parole produce un sicuro reddito a breve al banco di un sistema impazzito

Forse ci sono ancora due, tre cose da dire a margine della vicenda di Lodi, mentre i bambini stranieri (esclusi dalla mensa per l’impossibilità di reperire nei loro Paesi d’origine i documenti sul patrimonio richiesti dalla sindaca leghista) sono tornati al pranzo comune grazie alla colletta privata organizzata in tutt’Italia, che ha permesso alle famiglie di far fronte al maggior costo preteso dal Comune. Il primo dato è proprio questa risposta spontanea, nata direttamente nella società, a dimostrazione di una riserva di solidarietà e di una capacità di reazione auto-organizzata, che è già il fondamento di una nuova politica, irriducibile, generosa, appassionata, capace di capire, di giudicare e di prendere parte al momento giusto.

Fondamento anche di qualsiasi nuova opposizione popolare.

Nello stesso tempo, però, questo slancio solidale deve tenere presente che la beneficienza e la carità sono dei nobili interventi umanitari di soccorso individuale, ma in un Paese civile la compassione non può sostituirsi al welfare, perché la spesa sociale deve fare la sua parte per compensare le disuguaglianze e ridurre le sofferenze, e i cittadini devono pretenderlo. Oggi la crisi più lunga del secolo ha prosciugato i concetti di solidarietà, di responsabilità e di umanità, lasciando sul campo un’inedita invidia del lavoro, una gelosia del welfare, una privatizzazione dei diritti sociali: e tutto questo con una linea di separazione immediatamente molto netta tra gli italiani — i moderni indigeni — e gli stranieri. Strumenti nati come mezzi di riequilibrio sociale, per garantire stabilità attraverso una convivenza più regolata, diventano appannaggio dei più forti, da cui i più deboli devono essere esclusi. Come se i diritti si potessero mutilare nella loro concezione d’uso, senza trasformarsi in privilegi per alcuni a danno di altri, dunque stravolgendosi nell’arbitrio.

C’è poi il carico ideologico, consapevole o meno, che spesso si deposita nelle misure amministrative dei Comuni, come quello di Lodi. Nell’ombra della lunga periferia italiana, dietro una questione apparentemente neutra, contabile e monetaria, va invece ogni volta in scena una vera e propria procedura implicita di selezione, che si accompagna a una pratica sperimentata della discriminazione. La tecnica è sempre la stessa. Prima si individua una minoranza ( gli stranieri), poi si trasforma politicamente quella minoranza in devianza ( la povertà come moderna colpa), quindi si allude alle sue condizioni come a un abuso o a un privilegio (i “furbetti”), infine si interviene per mettere fine a tutto questo, naturalmente a salvaguardia dei diritti degli italiani, che intanto, favoriti da questo clima, si sporgono in televisione a chiamare “zecche” i bambini degli immigrati: senza che sindaci, vescovi o ministri sentano il bisogno di prendere le distanze.

Quei bambini separati dai loro coetanei per vizio di povertà sono vittime tre volte. Prima di espulsione simbolica, davanti ai compagni e alla scuola. Poi di esclusione sociale, davanti alla comunità cittadina. Quindi di esclusione discriminatoria, quando il caso è diventato di rilevanza nazionale ed è stata chiara la compressione dei loro diritti, e la riduzione del loro spazio di cittadinanza. C’è qui, in nuce, la distinzione tra la popolazione “legittima” e gli altri, e tutto avviene attraverso l’ottusità della pratica amministrativa, della documentazione mancante, del povero a cui tocca l’onere di provare di essere tale, mentre il ricco si volta dall’altra parte e tira dritto.

L’obiettivo evidente è quello di discriminare, selezionare, distinguere, stanare, additare il nuovo fantasma italiano: il migrante, lo straniero. Separandolo, segregandolo, spingendolo in un mondo a parte, obbligandolo ad accettare condizioni speciali, riducendolo a una vita particolare. Come se avesse sulla pelle il segno del diverso, dell’abusivo che con la sua pretesa di vivere tra noi contagia il corpo mistico intatto della nazione.

Infine, va pur detto che tutto questo riguarda dei bambini. Ora è il momento di domandarsi (in realtà il momento è passato da un pezzo) che fine ha fatto molto semplicemente la civiltà italiana dei nostri padri e delle nostre madri. Perché possiamo anche provare a prendere per buoni — per un momento — la paura, il bisogno di protezione, il sentimento di esclusione, l’ansia di insicurezza, la mancanza di rappresentanza che gonfiano il grande risentimento dell’epoca: ma tra tutto questo e la disumanità che stiamo dimostrando, c’è un abisso. Perché? Non era necessaria questa ostentazione di brutalità programmatica, questo ricorso alla crudeltà verbale, questa inclemenza costante. La miseria della fase che stiamo vivendo rivela che l’impietosità è un plusvalore alla borsa slabbrata della politica, e la ferocia delle parole produce un sicuro reddito a breve al banco di un sistema impazzito. Salvo pagare dazio domani: quando per il Paese sarà troppo tardi.

http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/lodi-prima-che-sia-troppo-tardi.flc

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Mensa negata ai bimbi stranieri a Lodi, interviene il ministro Bussetti: coniugare diritti con doveri delle famiglie
Il Pd attacca: “La Lega se la prende coi più indifesi”. La Caritas apre una colletta ed è boom. Salvini: “No ai furbetti, tutti paghino”
13 ottobre 2018 13:13

“Sono certo che si troveranno le giuste soluzioni che tengano insieme i diritti dei bambini e i doveri delle famiglie di rispettare le modalità di accesso ai servizi”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sul caso delle mense scolastiche a Lodi. “Sono pronto – ha poi aggiunto – a incontrare il sindaco, se necessario, per affrontare insieme la questione. Sono sicuro che il primo cittadino di Lodi conosce bene la propria realtà”.

Salvini: non devono esserci i furbetti – “Non devono esserci furbetti: tutti devono pagare, tutti devono essere trattati alla stessa maniera”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini sul caso delle mense scolastiche a Lodi, parlando da Ala, in Trentino. “Il fatto che qualcuno, certamente non i bambini ma i genitori, che potrebbe pagare ritiene di non doverlo fare, rappresenta un insulto a genitori italiani e stranieri, che invece pagano quello che devono. Quindi fa bene qualunque sindaco, e l’hanno fatto anche quelli di sinistra – ha concluso Salvini – a chiedere che non ci siano genitori furbi e altri meno furbi”.

Pd:”La Lega se la prende coi bambini” – “Ho solo una domanda: come fa ad addormentarsi sereno un sindaco che caccia bambini da una mensa scolastica? A quale livello di meschinità siete arrivati? Cosa aspetta il governo a intervenire? Ministro Bussetti risponda subito alle interrogazioni urgenti del PD e fermi questa vergogna. Subito”. Aveva scritto su Facebook il Segretario del Partito democratico Maurizio Martina, prima dell’intervento del ministro. “Vedere dei bambini discriminati alla mensa scolastica per ragioni economiche fa male al cuore. La politica basata sull’odio e sulla paura genera mostri. Quello che sta accadendo a Lodi per me è disumano. Dicono: zitti voi, siete minoranza. Sì, siamo minoranza. Ma non staremo zitti, non rinunceremo mai a essere civili. A essere umani. Chiamiamo le cose con il loro nome: quella di Lodi è una vergogna nazionale”. Lo scrive su Facebook l’ex premier Matteo Renzi.

La Caritas apre una raccolta fondi ed è boom di offerte – E non si è fatta attendere la risposta degli italiani, Caritas e Acli di Lodi hanno aperto una sottoscrizione per aiutare quei bimbi che non possono permettersi la mensa. Ed è stato subito boom tant’è vero che per diverse ore il sito della Caritas è risultato inaccessibile per i troppi accessi.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/mensa-negata-ai-bimbi-stranieri-a-lodi-interviene-il-ministro-bussetti-coniugare-diritti-con-doveri-delle-famiglie_3168818-201802a.shtml

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Lodi, mense scolastiche vietata ai bimbi stranieri: raccolta fondi per aiutarli

Continuano le polemiche sulla decisione del comune di Lodi che, di fatto, ha reso inaccessibile le mense scolastiche a centinaia di bambini figli di famiglie extracomunitarie, chiedendo ai nuclei famigliari documenti impossibili da reperire nei Paesi di provenienza. Mentre la giunta guidata dalla sindaca leghista Sara Casanova fa muro e in attesa dell’udienza al tribunale civile di Milano sulla vicenda, attesa per il 6 novembre, un’associazione creata per sostenere le famiglie extracomunitarie penalizzate ha lanciato una raccolta fondi.

continua su: https://milano.fanpage.it/lodi-mense-scolastiche-inaccessibili-per-i-bimbi-stranieri-scatta-la-raccolta-fondi-per-aiutarli/
http://milano.fanpage.it/

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