Moscovici, “Salvini sbaglia su migranti”. Su questione Rom: “rispetto, frasi raggelanti” / mini dossier

“Sono pronto ad incontrare il ministro tunisino la prossima settimana”

Infine, una battuta sull’obiettivo di effettuare un censimento sui rom in Italia: “Commentare questa o un’altra dichiarazione scioccante o raggelante, interferendo negli affari interni di un Paese, può essere una tentazione a cui è difficile resistere ma resisterò con tutte le mie forze. La commissione dell’Unione europea eserciterà le sue competenze con le regole di cui dispone. Ci sono regole in materia economica e finanziaria ma anche per ciò che concerne lo stato di diritto: sono le regole comuni e tutti le devono rispettare”.

[Bugiardino. 1) Di settimane ne sono passate due e nessun ministro tunisino vuole incontrare Salvini che rimedia sonore sberle dalla UE. 2) Cercare in rete “Salvini magliette” da”Padania is not Italy”, a “Prima il Nord”, via via fino a “Prima gli italiani” passando per “Trimòn”.]

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Matteo Salvini, quando paragonava gli zingari ai topi

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Matteo Salvini, quando paragonava gli zingari ai topi

 

L’ultimo spot autopromozionale di Matteo Salvini sul “censimento dei rom” mi ha fatto tornare in mente un breve audioritratto che gli avevo dedicato nel 2011, quando l’ipotesi di una sua ascesa al ministero dell’Interno avrebbe provocato al massimo una risata. Lo pubblico, riadattato ai giorni nostri, compresa quella volta che paragonò gli zingari ai topi (preferendo i topi).Naturalmente lo metterò su Facebook e su Twitter, come molti indignati antisalviniani fanno da giorni, sottolineando derive razziste e rischi per i diritti. 

Credo però che postare e cliccare non basti. Ecco alcune modeste opinioni personali:

1. noi che lavoriamo nei giornali dovremmo trovare il modo di fare cronaca politica senza diventare il megafono della suapropaganda, anzi opponendole fatti documentati;

2. chi si indigna sui social non dovrebbe far mancare la propria testimonianza fisica a manifestazioni, pacifiche e democratiche, organizzate per marcare il dissenso nei confronti delle sue iniziative;

3. i partiti di opposizione dovrebbero mostrare di avere, fin da ora, una solida visione alternativa sul tema immigrazione. Non è difficile, dato che la percezione dell’opinione pubblica si basa per di più su elementi distorti o gonfiati. E soprattutto dovrebbero arrivare al prossimo appuntamento elettorale, presto o tardi che sia, con una proposta solida e convincente. 

Milanese, classe 1973, vaghi trascorsi di sinistra, compresa una mitica frequentazione giovanile del centro sociale Leoncavallo di cui però nessun militante storico conserva memoria, Matteo Salvini è un giornalista che collabora con diverse testate leghiste e in particolare con Radio Padania, che ha diretto dal 1999 al 2004. Deputato (ed ex deputato europeo), è un campione delle preferenze, circa 70mila alle elezioni europee del 2009, secondo solo a Umberto Bossi, e per un soffio.

Una popolarità conquistata anche (o soprattutto) con una sfilza di «sparate» dal sapore preferibilmente razzista, che più di una volta lo hanno messo in difficoltà con gli alleati del Pdl, che pure su certi temi sono solitamente di bocca buona. Come quella volta che, in una conferenza stampa in vista delle elezioni provinciali del 2009, presentò la sua personale idea per i mezzi pubblici milanesi: «Prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi» (qui l’audio pubblicato dal Corriere.it il 7 maggio 2009).

Fu poi un caso nazionale quando finì su Youtube un video in cui Salvini cantava il coro da stadio «Napoli merda, Napoli colera, sei la vergogna del’Italia intera», brandendo un boccale di birra nel backstage della Festa di Pontida il 13 giugno 2009. Riuscì a farsi definire «privo di intelligenza» persino da Mariano Apicella, il menestrello di Berlusconi, in una delle sue rare prese di posizione politiche.

Un semplice coro da stadio, si difese il giovane leghista, ma con lo stadio non c’entrano certi suoi interventi su temi delicati e scottanti della politica milanese. Il 9 aprile 2008, durante una diretta di Radio Padania dal mercato del quartiere periferico della Bovisasca, Salvini affermò che «i topi sono più facili da combattere degli zingari» (ascolta l’audio dal meritorio blog di Daniele Sensi).

A proposito di un possibile trasferimento dei grossisti cinesi dal quartiere Sarpi al Gratosoglio di Milano, l’allora segretario provinciale della Lega Nord si oppose a modo suo: «L’area Sud non è la discarica della città. C’è già il depuratore, un campo rom, ed è identificata per un nuovo termovalorizzatore». Esseri umani peggio dei topi, o come spazzatura.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/19/matteo-salvini-quando-paragonava-gli-zingari-ai-topi/4438421/

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“Quel Paese esporta galeotti” Scontro tra Salvini e Tunisia

Nuovo naufragio nel Mediterraneo. Salvini parlerà col suo omologo tunisino: “Spesso e volentieri esportano galeotti”. Tunisi: “Profondo stupore”, l’ambasciatore italiano: “Parole fuori contesto”

http://www.ilgiornale.it/news/politica/salvini-ora-accusa-tunisia-paese-che-esporta-i-galeotti-1536268.html

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Minniti attacca Salvini: “Io da ministro feci accordi con laTunisiaSalvini al primo giorno ha aperto una crisi”

http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-minniti-furioso-io-feci-patti-tunisi-salvini-1536740.html

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Salvini-Tunisia: perché si è sfiorata la crisi diplomaticaLe parole del ministro sui migranti tunisini hanno rischiato di mettere in crisi gli accordi che consentono di rimpatriare 80 irregolari a settimana

https://www.panorama.it/news/politica/salvini-tunisia-perche-si-e-sfiorata-la-crisi-diplomatica/

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Dopo la Tunisia, Salvini litiga anche con Malta. Durissimo botta e risposta sui migranti

https://www.huffingtonpost.it/2018/06/08/dopo-la-tunisia-salvini-litiga-anche-con-malta-durissimo-botta-e-risposta-sui-migranti_a_23454461/

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Rom e migranti, Moscovici a Salvini: «Rispetti lo stato di diritto o l’Ue farà valere le sue regole»

Il commissario Ue all’Economia sulla strategia migratoria del vicepremier leghista: «Messaggio sbagliato, ma l’Italia non può restare da sola davanti alla crisi»

https://www.corriere.it/cronache/18_giugno_19/rom-migranti-moscovici-salvini-rispetti-stato-diritto-o-ue-fara-valere-sue-regole-8ad10d2c-739e-11e8-ab58-f8ac6497bfa0.shtml

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Moscovici, “Salvini sbaglia su migranti”: il commissario Ue sottolinea, “non si lasci Italia da sola”. Su questione Rom: “rispetto, frasi raggelanti”.

Infine, una battuta sull’obiettivo di effettuare un censimento sui rom in Italia: “Commentare questa o un’altra dichiarazione scioccante o raggelante, interferendo negli affari interni di un Paese, può essere una tentazione a cui è difficile resistere ma resisterò con tutte le mie forze. La commissione dell’Unione europea eserciterà le sue competenze con le regole di cui dispone. Ci sono regole in materia economica e finanziaria ma anche per ciò che concerne lo stato di diritto: sono le regole comuni e tutti le devono rispettare”.

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2018/6/19/Moscovici-Salvini-sbaglia-su-migranti-Ultime-notizie-commissario-Ue-Non-si-lasci-Italia-sola-Su-rom-/826481/

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Salvini: «Sul censimento rom non mollo».Poi frena: «Non è priorità»

Il ministro dell’Interno ribadisce la proposta di lunedì. «Prima gli italiani e la loro sicurezza» cinguetta su Twitter. E annuncia: «Già abbattuta una casa abusiva in un campo Sinti». In serata corregge il tiro: «La priorità? La sicurezza»

https://www.corriere.it/politica/18_giugno_19/salvini-sul-censimento-rom-non-mollo-vado-dritto-49b85244-73c3-11e8-ab58-f8ac6497bfa0.shtml

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Rodomonte

Persona prepotente, gradasso

Dal nome di Rodomonte, personaggio della letteratura epico-cavalleresca, presente ne “L’Orlando innamorato” di Boiardo e ne “L’Orlando furioso” di Ariosto.

Nei poemi di Boiardo e di Ariosto, Rodomonte non è propriamente un personaggio positivo: re di Sarza e Algeri, è fra i grandi nemici di Carlo Magno. Senza dubbio è un condottiero coraggioso, ma a prevalere sono i suoi caratteri di superbia, di litigiosità, di violenza , di rozzezza e di disprezzo degli altri. È sempre pronto ad imporsi con la forza, tanto da essere temutissimo anche fra le proprie file, è facile alla vanteria e alla rabbia. Anche lui (come molti personaggi di questi poemi) vive diverse sfortunate vicende d’amore, che però non valgono a renderlo più simpatico. Tant’è che finisce ucciso dal prode Ruggiero, che lui stesso aveva sfidato a duello, e muore bestemmiando.Sicuramente, a dar vigore all’antonomasia secondo cui “rodomonte” vale per prepotente e spaccone, ha contribuito l’uso che ne fa Manzoni nel IV capitolo dei Promessi Sposi, dove presenta la splendida figura di padre Cristoforo (“il conte Muzio suo padre aveva saputo, in quella famosa congiuntura, far stare a dovere il marchese Stanislao, ch’era quel rodomonte che ognun sa”).

Oggi pare una parola difficile da usare – non essendo molti i contesti in cui può essere intesa immediatamente. Ma proprio per questo rimane cifra di un parlare forbito, raffinato, che rivela una cultura attenta.

Si potrà dire che ai tempi delle scuole medie, le rodomontate di un paio di compagni di classe rendevano le mattine un inferno; sfortunatamente ci si potrà trovare a ragionare con un rodomonte che non sopporta d’essere contraddetto; e l’incontro con un rodomonte in divisa può essere funesto.

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Gradasso

    Sbruffone, fanfarone

    Dal nome di Gradasso, personaggio della letteratura epico-cavalleresca, presente ne “L’Orlando innamorato” di Boiardo e ne “L’Orlando furioso” di Ariosto.

    La colossale popolarità dei poemi di Boiardo e di Ariosto ha fatto sì che i nomi di molti personaggi che li abitano siano diventati delle antonomasie.Gradasso, re di Sericana, è uno dei molti nemici di Carlo Magno; è un tipo sanguigno, impulsivo, che rincorre con temerarietà la conquista della spada di Orlando, Durlindana, e del cavallo di Rinaldo, Baiardo. Ma è più sbruffone che valoroso, e troverà la morte proprio sotto i colpi di quella Durlindana che tanto bramava (della serie: agognare uno status symbol può essere pericoloso). Questi caratteri di Gradasso hanno fatto tanta presa sull’immaginario collettivo da far diventare Gradasso il fanfarone per antonomasia: infatti oggi chiamiamo gradasso il millantatore, lo spaccone, facile al vanto e alla minaccia – che si presenta come molto più forte e coraggioso di quel che sia. È interessante notare come la locuzione più comune in cui viene usata questa parola, cioè “fare il gradasso”, comunichi bene che si tratta di un’antonomasia: fa il gradasso chi si comporta come Gradasso.

    Il ragazzino di terza media farà il gradasso con quelli di prima (non è un bullo, cerca solo di farsi più grande di quel che è); il gradasso stolido che ha un lavoro modesto chiederà un finanziamento cinquantennale per comprare un’auto di lusso con cui girellare per la via del paese dandosi grandi arie; e l’accademico più celebre che dotto farà il gradasso raccontando di essere stato in lizza per il Nobel – a cui ha nobilmente rinunciato per più alti impegni.

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    Su Vincenzo Pascuzzi

    Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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