Mythos Opera Festival, grandi emozioni con “Tosca” al Platamone

Floria Tosca: Puccini amò da subito questa figura di donna combattiva e sicura del dramma di Victorien Sardou, capace di decisioni drastiche, con un temperamento d’acciaio che si rivela nel suo coraggio di uccidere e uccidersi.  E scrisse: “Tosca è un’opera che richiede una donna ultradrammatica  e un buonissimo baritono.”

Proprio questa è stata la chiave vincente della messa in scena che ha inaugurato il 10 agosto la seconda edizione del Mythos Opera Festival, evento fortemente voluto dal pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara, nell’incantevole scenario del Cortile Platamone di Catania.

E’ stata infatti una serata di bella musica e di intense emozioni, innanzitutto visive, grazie all’azzeccata scelta registica del maestro Enrico Stinchelli, direttore artistico del Festival, di fare del Platamone uno scenario naturale, abbellito solo da pochi elementi aggiuntivi, alle passionali vicende di Tosca, Cavaradossi e Scarpia. Ma soprattutto assolutamente centrata è apparsa la lettura in chiave sentimentale, quella di una donna vittima della gelosia e nutrita di sentimenti assoluti, proprio come la intendeva Giacomo Puccini.

Sulla scena hanno davvero tenuto banco due grandi cantanti: nei panni di Scarpia Alberto Mastromarino, un “buonissimo baritono” di fama internazionale, di grande presenza scenica e notevoli capacità attoriali, e il soprano americano Emma McDermott, al suo debutto sui palcoscenici italiani, davvero una “donna ultradrammatica”, che ha saputo imprimere alla protagonista la giusta dimensione, manifestando doti di soprano lirico, finanche lirico-spinto, un forte temperamento, un accento drammatico e un grande talento di attrice.

Fin dalla sua apparizione Scarpia ha davvero fatto tremare il folto pubblico, ergendosi a uomo dinanzi a cui si inchina tutta Roma; Mastromarino ha mostrato di sapere usare la voce in mille sfumature, dispiegandola  in un canto disteso, ma anche modulandola in modo versatile nel recitativo. Davvero una personificazione del male, complice la calzante mole fisica, elegante e arrogante quanto basta, ma non a sedurre una donna libera e ribelle come Floria Tosca. La McDermott ha davvero saputo offrire una eroina ampiamente sfaccettata,  innamorata e divorata da sciocca gelosia nel primo atto,  tormentata e spaventata per il suo amore nel secondo e tragicamente illusa nel terzo, con una bella voce corposa che ha dato il meglio di sé nel “Vissi d’arte”, cantato con intensa partecipazione emotiva.

Bravo anche il giovane Roberto Cresca nel ruolo di Cavaradossi che, dopo una misurata “Recondita armonia”, si è riscaldato via via con il procedere dello spettacolo, fino a riscuotere calorosi e convinti applausi nell’ultima dolente aria.

A dirigere l’Orchestra Filarmonica della Calabria, che si è contraddistinta soprattutto per la pulizia del suono e per le capacità dinamiche, è stato  il Maestro Hobart Earle, con una concertazione connotata dalla giustapposizione di drammaticità teatrale e musicale. Ottima prova anche del Coro Lirico Siciliano diretto dal Maestro Francesco Costa,  dal suono compatto e potente nel “Te Deum” e opprimente al punto giusto durante l’interrogatorio di Mario Cavaradossi.

Tanti, meritati applausi finali in attesa trepidante di Aida (24 agosto) e Traviata (28 agosto) a Taormina per la degna continuazione di questo splendido Festival.

Silvana La Porta

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