Per il dirigente un alunno non può peggiorare rispetto al primo trimestre: un alunno al primo periodo dell’anno aveva sette sia in matematica che in fisica, effettivamente lo meritava, si è impegnato tanto. Al secondo trimestre no: ha iniziato a dare fastidio, non si è minimamente impegnato o interessato. Ha conseguito la media del 3.8 che visto i suoi attributi precedenti non ho alzato a quattro, io non seguo la media aritmetica. Il dirigente cosa ci ha obbligato a fare? Alzare il voto da tre a sette, perché altrimenti l’alunno rimaneva male con il voto abbassato. Questo è vergognoso.

[Bugiardino. 1) I presidi-ds che obbligano ad alzare i voti, lo fanno perché indotti dal Miur o dagli UST, per timore delle famiglie oppure per infiocchettare la loro scuola? E li chiamano MANAGER? Possibile che in venti anni simili comportamenti suicidi non siano arrivati al Miur e ai ministri di turno? Che nessuno abbia provveduto? Che i Sindacatoni – ANP inclusa – siano ciechi, sordi, distratti o complici? 2) Presidi-ds e Sindacatoni sono i tappi che bloccano i mali della scuola. v.p.]

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“Non credo più nella scuola”, lo sfogo di un prof costretto dal ds ad alzare i voti agli studenti

Una maestra, lettrice di OggiScuola, ha segnalato alla nostra redazione lo sfogo di un collega all’interno del gruppo Facebook Professione Insegnante. Come mostra lo screen inviatoci dalla maestra e che abbiamo oscurato per ragioni di privacy, il docente lamenta due questione.

In primo luogo il costante atteggiamento volto a sminuire una materia come l’educazione fisica. In secondo luogo, dato ancor più grave, l’obbligo da parte del dirigente scolastico ad alzare immotivatamente il voto di un alunno per non creargli dispiacere.

Poco fa agli scrutini del secondo trimestre:

1. docenti che sminuivano la materia e l’operato della docente di scienze motorie che, come tutti gli altri docenti voleva semplicemente mettere le insufficienze gravi e non per gli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in scienze motorie e sportive. Sono indignato. È una materia importantissima e se non la si studia è giusto avere tre o quattro in pagella. Per i colleghi e il dirigente è una materia inutile e hanno fatto passare a sei i quattro e i cinque. Le insufficienze gravi (1,2,3) sono passate a cinque. Che vergogna.

2. Per il dirigente un alunno non può peggiorare rispetto al primo trimestre: un alunno al primo periodo dell’anno aveva sette sia in matematica che in fisica, effettivamente lo meritava, si è impegnato tanto. Al secondo trimestre no: ha iniziato a dare fastidio, non si è minimamente impegnato o interessato. Ha conseguito la media del 3.8 che visto i suoi attributi precedenti non ho alzato a quattro, io non seguo la media aritmetica. Il dirigente cosa ci ha obbligato a fare? Alzare il voto da tre a sette, perché altrimenti l’alunno rimaneva male con il voto abbassato. Questo è vergognoso.

Io non credo più nella scuola italiana. >>

 

Il post è chiarissimo. Nel primo caso e dunque per ciò che concerne l’insegnamento dell’educazione fisica, il docente titolare della materia si è visto praticamente modificare ed alzare i voti per non influire negativamente sul resto del profitto. Nel secondo caso, invece, ci si riferisce ad un caso specifico. “Per il dirigente – scrive il prof – un alunno non può peggiorare rispetto al primo trimestre: un alunno al primo periodo dell’anno aveva sette sia in matematiche che in fisica. Effettivamente lo meritava, si è impegnato tanto. Al secondo trimestre no. Ha iniziato a dare fastidio, non si è minimamente impegnato o interessato. Ha conseguito la media del 3.8 visto che i suoi attributi precedenti non ho alzato a 4. Io non seguo la media aritmetica. Il dirigente cosa ci ha obbligato a fare? Alzare il voto da tre a sette, perché altrimenti l’alunno rimaneva male con il voto abbassato. Questo è vergognoso. Io non credo più nella scuola italiana”.

UN FATTO PER NULLA NUOVO

Purtroppo, quanto raccontato dall’insegnante in questo lungo post, non è affatto una novità. Anzi, si tratta di una “pratica” assolutamente illegale, ma che nelle scuole si verifica troppo spesso. Così si va a svilire ulteriormente il ruolo dell’insegnante, ma soprattutto non si influisce positivamente sulla crescita dello studente che si ritroverà un sette senza sapere come. Pur sapendo di non aver studiato, pur essendo a conoscenza del fatto che fare confusione in classe, penalizza, avrà comunque un buon voto. Per la gioia sua, del preside, di mamma e papà. Ma non per il futuro della scuola e della futura classe dirigente.

§ http://www.oggiscuola.com/web/2019/03/12/non-credo-piu-nella-scuola-lo-sfogo-di-un-prof-costretto-dal-ds/

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