Osservatore Romano, Lucetta Scaraffia e il suo staff lasciano il mensile “Donne Chiesa Mondo”

Lucetta Scaraffia lascia la collaborazione e  la direzione del mensile dell’Osservatore Romano “Donna Chiesa Mondo” denunciando un clima di sopraffazione soprattutto dopo la denuncia dello scandalo degli abusi sessuali sulle suore, come scrive l’agenzia Ap.

Caro papa Francesco, 
con grande dispiacere Le comunichiamo che sospendiamo la nostra collaborazione a “donne chiesa mondo”, il mensile dell’Osservatore Romano da noi fondato, del quale Benedetto XVI ha permesso la nascita proprio sette anni fa e che Lei ha sempre incoraggiato e sostenuto. Gettiamo la spugna perché ci sentiamo circondate da un clima di sfiducia e di delegittimazione progressiva, da uno sguardo in cui non avvertiamo stima e credito per continuare la nostra collaborazione.

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Osservatore Romano, Lucetta Scaraffia e il suo staff lasciano il mensile “Donna chiesa mondo”

La decisione sarebbe legata a una mancanza di libertà di scrittura soprattutto dopo lo scandalo delle suore abusate. Il nuovo direttore Andrea Monda: “Sua decisione, ho sempre garantito l’autonomia”

26 marzo 2019

Lucetta Scaraffia

Lucetta Scaraffia lascia la collaborazione e  la direzione del mensile dell’Osservatore Romano “Donna Chiesa Mondo” denunciando un clima di sopraffazione soprattutto dopo la denuncia dello scandalo degli abusi sessuali sulle suore, come scrive l’agenzia Ap.

Nel prendere atto della “libera e autonoma decisione della professoressa di interrompere la collaborazione e di considerare chiusa la sua direzione” del mensile, il direttore del quotidiano Andrea Monda precisa: “Da quando sono stato nominato direttore ho garantito alla professoressa Scaraffia e al gruppo di donne della redazione la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l’inserto mensile da quando è nato, astenendomi dall’interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento”.

Nella sua lettera di congedo la Scaraffia si rivolge al Papa: “Caro papa Francesco, con grande dispiacere Le comunichiamo che sospendiamo la nostra collaborazione a “donne chiesa mondo”, il mensile dell’Osservatore Romano da noi fondato, del quale Benedetto XVI ha permesso la nascita proprio sette anni fa e che Lei ha sempre incoraggiato e sostenuto. Gettiamo la spugna perché ci sentiamo circondate da un clima di sfiducia e di delegittimazione progressiva, da uno sguardo in cui non avvertiamo stima e credito per continuare la nostra collaborazione. Con la chiusura di “donne chiesa mondo” si conclude, o meglio si spezza, un’esperienza nuova ed eccezionale per la Chiesa…”

Nel ringraziare la storica per il lavoro svolto in questi anni, Monda spiega che “quanto al futuro del supplemento, posso assicurare che esso non era in discussione. E che dunque la sua storia non si interrompe ma continua. Senza clericalismi di alcun genere”. Monda annuncia per il prossimo 1 aprile una tavola rotonda a partire dalla pubblicazione di un saggio pubblicato da 17 teologhe e studiose di chiara fama, ‘La voce delle donne’

§https://www.repubblica.it/vaticano/2019/03/26/news/osservatore_romano_lucetta_scaraffia_lascia_la_direzione_del_mensile-222531755/

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LA LETTERA AL PAPA FRANCESCO

Mensile femminile dell’Osservatore, dopo le denunce di abusi sulle suore si dimette Lucetta Scaraffia

Lascia tutto lo staff di “donne chiesa mondo”: la decisione dopo l’arrivo del nuovo direttore Monda e in seguito alle denunce degli abusi sulle suore: «Ora ci sembra che un’iniziativa vitale sia ridotta al silenzio». Il neo direttore: «Garantita totale autonomia»

di Gian Guido Vecchi – 26 marzo 2019
Mensile femminile dell’Osservatore, dopo le denunce di abusi sulle suore si dimette Lucetta Scaraffia

CITTÀ DEL VATICANO Si sono dimesse tutte: la direttrice Lucetta Scaraffia e tutto lo staff di “donne chiesa mondo”, il mensile femminile dell’Osservatore Romano che sotto la direzione precedente di Giovanni Maria Vian aveva rappresentato una svolta storica per il quotidiano della Santa Sede. La lettera di Scaraffia a papa Francesco spiega le ragioni di una decisione maturata dopo l’arrivo del nuovo direttore Andrea Monda, a dicembre, e il nuovo assetto della comunicazione vaticana: «Ora ci sembra che un’iniziativa vitale sia ridotta al silenzio e che si ritorni all’antiquato e arido costume della scelta dall’alto, sotto il diretto controllo maschile, di donne ritenute affidabili. Si scarta in questo modo un lavoro positivo e un inizio di rapporto franco e sincero, un’occasione di parresia, per tornare all’autoreferenzialità clericale. Proprio quando questa strada viene denunciata da Lei come infeconda». Da ultimo, la rivista aveva denunciato lo scandalo degli abusi sessuali e di potere sulle suore commessi da sacerdoti e vescovi. Uno scandalo ammesso dallo stesso Francesco, il mese scorso, sul volo di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti, dopo l’uscita del mensile: «È vero, dentro la Chiesa ci sono stati dei chierici che hanno fatto questo. In alcune civilizzazioni in modo più forte che in altri. Ci sono stati sacerdoti e anche vescovi che hanno fatto quello. E io credo che si faccia ancora: non è che dal momento in cui tu te ne accorgi, finisce».

La replica del nuovo direttore

Andrea Monda, per parte sua, ha replicato: «In questi pochi mesi da quando sono stato nominato direttore, ho garantito alla professoressa Scaraffia e al gruppo di donne della redazione la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l’inserto mensile da quando è nato. In nessun modo ho selezionato qualcuno, uomo o donna, con il criterio dell’obbedienza. Semmai, al contrario, evitando di interferire con il supplemento mensile, ho sollecitato nella fattura del quotidiano confronti realmente liberi, non costruiti sul meccanismo degli uni contro gli altri o dei gruppi chiusi». Il direttore dell’Osservatore aggiunge: «Quanto al futuro del supplemento mensile, posso assicurare che esso non era in discussione. E che dunque la sua storia non si interrompe ma continua. Senza clericalismi di alcun genere».
Di seguito il testo della lettera di Scaraffia al Papa:

Caro papa Francesco, 
con grande dispiacere Le comunichiamo che sospendiamo la nostra collaborazione a “donne chiesa mondo”, il mensile dell’Osservatore Romano da noi fondato, del quale Benedetto XVI ha permesso la nascita proprio sette anni fa e che Lei ha sempre incoraggiato e sostenuto. Gettiamo la spugna perché ci sentiamo circondate da un clima di sfiducia e di delegittimazione progressiva, da uno sguardo in cui non avvertiamo stima e credito per continuare la nostra collaborazione. Con la chiusura di “donne chiesa mondo” si conclude, o meglio si spezza, un’esperienza nuova ed eccezionale per la Chiesa: per la prima volta un gruppo di donne, che si sono organizzate autonomamente e che hanno votato al loro interno le cariche e l’ingresso di nuove redattrici, ha potuto lavorare nel cuore del Vaticano e della comunicazione della Santa Sede, con intelligenza e cuore liberi, grazie al consenso e all’appoggio di due papi. La nostra iniziativa, come saprà, ha avuto e ha un successo non comune, con un’edizione cartacea in spagnolo pubblicata in spagnolo da “Vida Nueva”, una più recente in francese con “La Vie” e un’edizione in inglese diffusa in rete. In questi sette anni il nostro obiettivo di dare voce alle donne che, come Chiesa, lavorano nella Chiesa e per la Chiesa, aprendosi a un dialogo con le donne di altre religioni, si è realizzato e ha coinvolto migliaia di laiche e di consacrate, confrontandosi di continuo con il pensiero e con la visione di laici, di consacrati, di presbiteri, di vescovi. I temi affrontati sono stati tanti: dalle scoperte scientifiche alla presenza politica; dalla rilettura arricchita dalle acquisizioni della storia più recente di sante dottori della Chiesa, come Teresa d’Avila e di Ildegarda di Bingen, al diritto canonico; dalle speciali qualità femminili emerse nell’annuncio del Vangelo e nelle azioni di pacificazione nel mondo alle richieste delle consacrate nella Chiesa di oggi. 
In ogni numero è stato dato spazio alla meditazione dei testi evangelici, a cura delle sorelle della comunità monastica di Bose, e all’esegesi biblica da parte di studiose anche non cattoliche. Da questo secondo filone sono nati tre libri sulle donne dell’Antico Testamento, su quelle dei vangeli e su quelle di san Paolo, curati da Nuria Calduch Benages e pubblicati anche in spagnolo. La nostra redazione, che si è riunita annualmente per un ritiro spirituale di tre giorni presso il monastero di Bose, ha lavorato come laboratorio intellettuale e interiore, attenta ad ascoltare e ad accogliere quanto le lettrici segnalavano come luogo fecondo e come realtà di ricerca, convinte come Lei che la realtà è superiore alle ideologie, per aprire nuove strade di dialogo. E siamo state pronte a percorrere cammini anche inesplorati. Particolarmente ricco e interessante è stato l’approfondimento del rapporto con le donne musulmane, che è stato accompagnato dalla riscoperta di una fitta presenza femminile nell’antica tradizione islamica, oggi quasi ignorata. Ci siamo sentite spesso come minatori che scoprivano filoni metalliferi preziosi e li portavano alla luce e alla conoscenza di tutti: una vera ricchezza umana e universale, e in questo senso “cattolica”. Certo, fra le molte lettere che abbiamo ricevuto dalle lettrici, fra cui numerose consacrate, sono emersi anche casi e vissuti dolorosi che ci hanno riempite di indignazione e di sofferenza. Come ben sa, non siamo state noi a parlare per prime, come forse avremmo dovuto, delle gravi denunce dello sfruttamento al quale numerose donne consacrate sono state e sono sottoposte (sia nel servizio subordinato sia nell’abuso sessuale) ma lo abbiamo raccontato dopo che i fatti erano emersi, anche grazie a molti media. Non abbiamo più potuto tacere: sarebbe stata ferita in modo grave la fiducia che tante donne avevano riposto in noi. Ora ci sembra che un’iniziativa vitale sia ridotta al silenzio e che si ritorni all’antiquato e arido costume della scelta dall’alto, sotto il diretto controllo maschile, di donne ritenute affidabili. Si scarta in questo modo un lavoro positivo e un inizio di rapporto franco e sincero, un’occasione di parresia, per tornare all’autoreferenzialità clericale. Proprio quando questa strada viene denunciata da Lei come infeconda. Santo Padre, a Lei e al Suo predecessore dobbiamo la gratitudine per questi sette anni di lavoro appassionato che – ne siamo sicure – ha contribuito, se pure in piccola parte, a dare coscienza, pensiero e anima femminili alla Chiesa nel mondo: perché davvero, come si legge nella Sua esortazione apostolica Evangelii gaudium (104) le donne “pongono alla Chiesa domande profonde che la sfidano e che non si possono facilmente eludere”. Lucetta Scaraffia

§ https://www.corriere.it/cronache/19_marzo_26/mensile-femminile-dell-osservatore-le-denunce-abusi-suore-si-dimette-lucetta-scaraffia-154078d4-4fa5-11e9-9cdd-977ff5d346c8.shtml
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L’Osservatore Romano: Monda (direttore), “prendo atto” delle dimissioni di Lucetta Scaraffia. “Donne-Chiesa-mondo” non è in discussione
26 marzo 2019 @ 11:00

“Prendo atto della libera e autonoma decisione della professoressa Scaraffia di interrompere la collaborazione con ‘L’Osservatore Romano’”, e di considerare chiusa la sua direzione di Donne-Chiesa-Mondo. “A lei, insieme all’augurio di ogni bene, va il nostro sincero ringraziamento per il prezioso lavoro svolto in questi anni con grande impegno e in piena libertà”. A dichiararlo è oggi il direttore del quotidiano vaticano, Andrea Monda, in una nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede. “In questi pochi mesi da quando sono stato nominato direttore – spiega Monda – ho garantito alla professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l’inserto mensile da quando è nato, astenendomi dall’interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento”. “Il mio impegno non è stato in alcun modo quello di depotenziare il mensile Donne-Chiesa-Mondo, al quale è stato semmai confermato integralmente il budget ed è stata garantita la traduzione e la diffusione in altri Paesi nonostante la necessità generale di contenere i costi della Curia”, precisa il direttore: “Il mio impegno è stato e rimane quello di potenziare l’edizione quotidiana de ‘L’Osservatore Romano’ (non certo in termini di concorrenzialità ma di complementarietà con il supplemento) come è naturale e giusto che sia. In nessun modo ho selezionato qualcuno, uomo o donna, con il criterio dell’obbedienza. Semmai, al contrario, evitando d’interferire con il supplemento mensile, ho sollecitato nella fattura del quotidiano confronti realmente liberi, non costruiti sul meccanismo degli uni contro gli altri o dei gruppi chiusi. E l’ho fatto proprio nel segno della apertura e della parresia chiesta da Papa Francesco, nelle cui parole e nel cui magistero tutti ci riconosciamo”. “Se, sulla base della attualità ecclesiale e culturale, ho dedicato attenzione a temi come quello della pluralità e della differenza nel mondo della Chiesa, ciò deriva solo dalla centralità che questi temi, proprio grazie al ruolo delle donne, hanno acquisito”, osserva Monda: “Il prossimo lunedì 1 aprile – solo per fare un esempio – si terrà nei locali della redazione una tavola rotonda a partire dalla pubblicazione del saggio, firmato da 17 teologhe e studiose di chiara fama, ‘La voce delle donne’ (Ed.Paoline)”. “Quanto al futuro del supplemento mensile de ‘L’Osservatore Romano’, posso assicurare che esso non era in discussione”, precisa il direttore: “E che dunque la sua storia non si interrompe ma continua. Senza clericalismi di alcun genere”.

§ https://agensir.it/quotidiano/2019/3/26/losservatore-romano-monda-direttore-prendo-atto-delle-dimissioni-di-lucetta-scaraffia-donne-chiesa-mondo-non-e-in-discussione/

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Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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