Sarebbero non più di 25mila, di cui l’80% docenti, i pensionandi con decorrenza 1° settembre 2014 ai sensi del dl 201/2011, mentre senza la riforma Fornero il loro numero avrebbe potuto essere compreso tra 70mila e 80mila unità…(da ceripnews)

 

 

 


Lo scrive Nicola Mondelli su ItaliaOggi/Azienda Scuola di ieri (19 novembre) precisando che si riducono nel breve periodo le chance di immissione in ruolo per l’esercizio dei precari. “Si tratta – scrive Mondelli – dell’ennesima conferma che la riforma previdenziale entrata in vigore dal 1° gennaio 2012, nello stabilire una età anagrafica non inferiore a 66 anni e una anzianità contributiva non inferiore a 41 anni per le donne e 42 per gli uomini, ha ridotto ai minimi termini il numero del personale della scuola (80% Docenti, 18% Ata e 2% Ds) che teoricamente potrebbe andare in pensione sia il 1° settembre 2014 che nel settembre 2015.