Perché in Italia non c’è la rivoluzione? Da ML Professione Insegnante di  Marino Bocchi…

Bella domanda, anzi la domandissima, quella che attraversa, sovra traccia o sotto traccia, tutta la riflessione dei nostri intellettuali piu’ illuminati e raffinati, da Gobetti a Gramsci a Pasolini, per citarne solo alcuni. Fra le tante risposte possibili, ce n’e’ una che Beppe Grillo di certo conosce, visto che ha accompagnato la vita e l’opera del suo piu’ caro amico, Fabrizio De Andre’, di cui ha avuto l’onore di accompagnare le ceneri a Staglieno. La riassumo cosi’, prosaicamente. L’italiano ama le maggioranze ed odia le minoranze.
Qualunque maggioranza e qualunque minoranza….Ci deve sempre essere qualcuno nel quale riconoscersi, questo o quello, Andreotti o Bossi o Berlusconi non fanno differenza, Franza o Spagna basta che se magna.
Prima di tutto la famiglia. Va da se’ che quando il vento muta direzione, e si ha il fondato sospetto di un’altra maggioranza possibile dietro l’angolo, si cambia cavallo e ci si adegua, non si sa mai che ci si trovi spiazzati. E allora si transita (si transitava) dalla DC al PCI, ci si cambia d’abito, si sposano le mode. Bella questa rivoluzione dei costumi, questa liberta’ dirompente, che figata questo ’68. Facciamo tutti il ’68. Poi i figli diventano padri, le figlie madri, ci si mette un po’ di sale in zucca e si rinnegano le idee della bella gioventu’ senza peraltro sensi di colpa o reali pentimenti, perche’ a quelle idee non si e’ mai creduto fino in fondo, ma solo per accomodarsi, mettersi in fila, come sempre. E dopo essere passati di la’ si ritorna di qua, ai soliti valori di una Tradizione che non c’e’
mai stata, perche’ come ci puo’ essere una rivoluzione senza una Tradizione da abbattere, violare, profanare? Ne’ Rivoluzione ne’
Tradizione. Solo una rassicurante Finzione. Che a qualcuno piace immaginare sia una diavoleria recente, frutto di effetti speciali, trucchi scenici, astuzie mediologiche al servizio dell’Unto, del Caimano, del Satrapo che ci obnubila le menti. Dimenticando che con altri mezzi, meno tecnologicamente avanzati, l’ha inventata qualcun altro prima di lui la Propaganda: l’intossicazione fraudolenta, l’arte del raggiro. Pero’ e’ senz’altro piu’ comodo isolarla, restringerla.
Sarebbe terrificante ammettere che la Finzione ce la portiamo dentro, che e’ una costante storica, anzi che addirittura l’abbiamo ideata noi, esportandola in giro per il mondo. Che e il nostro autentico made in Italy. Siamo il popolo della Commedia e del melodramma, abili a schivare la Tragedia. O meglio, le tragedie le viviamo anche noi, le abbiamo sempre vissute, perche’ l’angelo della storia non fa sconti ma non le vediamo, non le abbiamo mai volute vedere. Cosi’ per esempio scambiamo le Restaurazioni con le Rivoluzioni e anche l’estremismo e’
sempre stato da noi una forma, la piu’ beffarda, di conformismo, le parole mutano di segno e di significato, le rappresentazioni sostituiscono i fatti e ci piace vivere cosi’, gaiamente. E peggio per quelli che ci hanno creduto, che hanno lottato, rischiato, sofferto, magari rimettendoci la loro vita di insignificanti minoranze.
Un caro saluto. Marino Bocchi