Tutto il piano assunzioni è un errore legislativo

A tutti i politici locali e nazionali, In merito alle richieste degli immessi in ruolo con la legge 107/15, che se fossero applicate lederebbero i diritti acquisiti dei lavoratori della scuola, dove ognuno degli iscritti alle Graduatorie Permanenti, poi diventante ad Esaurimento, attendeva il proprio turno, sapendo che per legge era previsto lo scorrimento delle graduatorie, così come previsto dalle normative scolastiche della Pubblica Amministrazione, si fa notare che…
1) Il piano di assunzione straordinario della 107/15 mirava a coprire le cattedre di diritto in tutto il territorio nazionale, aggiungendo a questo, un organico cosiddetto dell’autonomia, ovvero, come più volte affermato dal Governo portare nuovi docenti che supportassero l’azione didattica e le scelte in autonomia delle singole scuole.
Partendo da quanto enunciato al punto 1) si evince che tale piano non era teso ad eliminare l’organico di fatto che solitamente si costituisce annualmente in ogni provincia, in quanto tale piano non trasformava tutte le cattedre di fatto in cattedre di diritto, tanto è vero che solo quest’a.s. sono state autorizzate circa 15mila cattedre oltre quelle normalmente previste dalle precedenti leggi in materia scolastica.

2) Nella legge 107/15, la partecipazione al piano straordinario di assunzione era volontario e non vi era nessun obbligo di partecipazione, quindi vi era una chiara e palese volontà di scelta di ogni singolo docente e risulta non veritiero quanto affermato da chi sostiene di essere stato costretto, poiché la costrizione comporta un obbligo perentorio ad adempiere da parte della controparte;

3) In merito alle varie fasi previste dalla Legge, era evidente, che completate le due fasi 0 e A, le quali rientravano nelle normali procedure annuali relative alle immissioni in ruolo, la fase successiva era la fase B, che prevedeva la copertura dei posti di organico di diritto rimasti vacanti e disponibili in tutto il territorio nazionale ed era palese, che in questa fase sarebbero stati immessi in ruolo coloro che avevano maggior punteggio nella graduatoria e che quindi ricoprivano le prime posizioni nelle varie classi di concorso. Si fa notare, inoltre che, in tale piano assunzionale non sono stati esplicitati i posti per ogni provincia e per classe di concorso, ma è stato data una generica quantità totale di previsione di immissioni in ruolo, cosa che ha ovviamente disorientato chi non ha accettato di partecipare in quanto non era possibile prevedere in quale provincia sarebbe stato immesso in ruolo poiché nella domanda doveva obbligatoriamente indicare tutte le 100 province italiane;

4) Nella successiva fase C, erano indicati solamente i posti nelle singole regioni e per ordine di scuola, e suddivisi solo per posto comune e posto di sostegno, senza indicare per quale classe di concorso relativa alla secondaria sia di primo grado che di secondo grado, e non essendo ben chiaro quanto stabilito dalla legge non poteva essere accettato come domanda al buio, soprattutto da chi aveva una famiglia e soprattutto da chi aveva particolari necessità di non potersi spostare dal proprio territorio;

5) Inoltre, molti che hanno accettato di partecipare, oggi lamentano che non partecipando, non avrebbero lavorato più, ciò non risulta vero, soprattutto, se vediamo il numero totale di supplenze effettuate in questi anni per ricoprire le cattedre di fatto, che non sono dissimili da quelle degli anni precedenti nel numero, ma nell’ubicazione geografica, questo ‘grazie’ all’emendamento Puglisi che ha derogato le assegnazioni provvisorie, così da far spostare i docenti assegnati al nord al centro e al centro-sud d’Italia, che come effetto, ha lasciato scoperte molte cattedre al nord e saturato quelle del centro e del sud Italia in modo particolare.
Non risulta vero, anche perché il limite posto dalla legge sui 36 mesi, non riguarda né le supplenze brevi e saltuarie, né gli spezzoni orari, né le cattedre su organico di fatto, ma esclusivamente le cattedre su organico di diritto, che da diversi anni sono pochissime rispetto alle 100mila supplenze annuali date ogni anno.

6) Ed ancora, alla domande di assunzione attraverso il piano straordinario sono stati coinvolti anche i docenti della GAE Infanzia che pur partecipando non hanno avuto il piano di potenziamento come tutte le altre Graduatorie ad esaurimento, quindi, tale legge ha discriminato una categoria di lavoratori rispetto ad un’altra che per legge avrebbero dovuto avere gli stessi diritti;

7) Come ammesso dalla Puglisi stessa, le richieste di assegnazioni provvisorie è stato un ulteriore errore politico di una legge che mancava della necessaria progettualità e delle ricadute alla sua applicazione sugli effetti prevedibili e negativi, le problematiche relative create con la 107/15 non si possono risolvere mettendo pezze o meglio derogando la legge stessa, per risolvere le sue storture;

Premesso tutto ciò, è palese, che tutto il piano assunzionale è stato un errore legislativo, che mancava dei basilari presupposti progettuali di analisi delle problematiche scolastiche, di una visione particolareggiata relativamente alla situazione di fatto delle varie province italiane e delle molteplici classi di concorso sia della secondaria di primo grado che della secondaria di secondo grado, e che “punivano” chiaramente chi aveva maggiore punteggio, chi con molta probabilità era ed è più anziano, che come elaborato, tali docenti sarebbero stati collocati con certezza in una delle 100 province, in quanto andava a coprire le cattedre sull’organico di diritto dell’intero territorio nazionale, diversamente da quelli della fase successiva che andavano a coprire i posti di potenziamento e ‘punivano’ in particolar modo tutti i docenti del Sud e del Centro Sud d’Italia.
Ed è stato un piano assunzionale errato in quanto ha disatteso le premesse volute dal Presidente del Consiglio in quanto non ha portato effettivi benefici alla scuola pubblica italiana, né ha diminuito considerevolmente la cosidetta ‘supplentite’, ma ha diminuito i valori democratici della scuola, gerarchizzandola.

Un qualsiasi movimento e qualsiasi docente onesto, nonché politico locale o nazionale chiederebbe l’abrogazione di tale legge con un piano assunzionale che rispetti i diritti di tutti e non solo per propri interessi personali che ledono palesemente i diritti di chi è rimasto in GAE, per questo pensiamo che si stia conducendo un battaglia contro chi è rimasto nelle GAE, ed è stato più volte espresso dai vari movimenti di chi ha fatto domanda, con frasi molto spesso pesanti verso coloro che li precedevano.

Alcuni lamentano che avevano un alto punteggio e meritavano di essere stabilizzati nella loro provincia, ma che dovrebbero dire coloro che hanno punteggi ben superiori e si trovano nella situazione di dover racimolare supplenze, mentre molti degli immessi in ruolo, non sono mai partiti, stavano facendo un altro lavoro e avevano un punteggi molto bassi e si trovano a ricoprire una cattedra che con le vecchie procedure sarebbe spettata a chi li precedeva?

Quindi, ci aspettiamo che, qualsiasi politico locale o nazionale, non guardi i particolari interessi di un ristretto gruppo di docenti che orientativamente sono circa 1/10 di quelli che risultano ancora iscritti nelle GAE, ma che guardi le problematiche distorsive della legge 107/15 nel suo complesso, in quanto se un docente viene assegnato provvisoriamente al Sud o al Centro Sud, un precario risulterà privato del suo lavoro.

Rudy Guzman per CO.N.GAE (Comitato Nazionale Docenti Iscritti in GAE)

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