Presidi siciliani: dopo la magistratura palermitana anche il TAR Lazio squaglia come neve al sole il teorema “Virgilio” costruito sulla sabbia…(da Dirpresidi)


 



L’ostinazione dei ricorrenti e dei bocciati al concorso ordinario per dirigenti scolastici in Sicilia del 2004 li aveva portati alla disseminazione di una miriade di trappole giudiziarie per demolire l’impianto della procedura e delle conseguenze trovando purtroppo l’aggancio favorevole presso il presidente del CGA Sicilia il magistrato Virgilio che ne aveva recepito integralmente le ragioni con esiti che avrebbero potuto minare alla radice tutto il sistema scolastico siciliano.
Il Teorema “ Virgilio” però ha resistito sino a quando il CGA Sicilia ha potuto ed avuto la possibilità di gestire la procedura giudiziaria; non appena però si è passati agli ordini e gradi della magistratura, com’era ampiamente prevedibile, il teorema si è liquefatto e non ha più retto a quella che era l’interpretazione consolidata seguita da tutti i TAR d’Italia.


La magistratura palermitana del TAR ha già nei giorni scorsi respinto la richiesta di blocco cautelare del provvedimento dell’USR Sicilia di rinnovo delle prove previste per il giorno 11 e 12 luglio ed ora giunge notizia che il TAR del Lazio, anch’esso adito dai ricorrenti, che insistono nella richiesta di incostituzionalità della Legge n. 202 , ha rinviato alle calende greche la discussione del ricorso tendente ad ottenere la sospensione dell’atto impugnato o alternativamente l’ammissione con riserva degli istanti alla prova del 12 luglio.
Insomma tutto tranquillo; la prova si farà e tutta la macchina procede serenamente e tranquillamente verso la rinnovazione del concorso secondo le prescrizioni del D.M. n. 2 e del decreto dell’USR Sicilia.
C’era stato anche un giallo in questi giorni suscitato sempre dagli ambienti di contrasto per creare apprensione e turbativa e cioè le notizie, alimentate anche da qualche studio legale, secondo cui gli elaborati delle prove concorsuali del 2006 custodito presso l’archivio della Direzione Generale avrebbe subito danni a causa del principio d’incendio avvenuto il giorno 6 maggio scorso.
L’USR Sicilia in data odierna, con Avviso prot. n. 11722 del 04/07/2011, pubblicato nel sito ufficiale, ha smentito le notizie non veritiere diffuse anche a mezzo stampa.
Gli elaborati dei bocciati sono ben salvi e pronti per essere riesaminati dalla nuova commissione.
Svanisce ogni pretesa o aspettativa circa un possibile e ancora perseguito tentativo da parte dei ricorrenti di arrivare a un pronunciamento anche postumo di incostituzionalità della L. n. 202, ritenendo che così si potrebbe avere un ulteriore annullamento delle prove dell’11 e 12 luglio.
Infatti una sentenza della Corte Costituzionale, ammesso e non concesso che ci si possa arrivare in un immaginario futuro, non potrebbe mai avere effetti retroattivi rispetto alla data della pronuncia e quindi non potrebbe mai e poi mai incidere sui diritti acquisiti; cioè le prove dell’11 e 12 luglio sono inattaccabili.
Qualsiasi legale sa bene che : “L’efficacia retroattiva della sentenza dichiarativa dell’illegittimità costituzionale di norma di legge non si estende ai rapporti esauriti, ossia a quei rapporti che, sorti precedentemente alla pronuncia della Corte Costituzionale, abbiano dato luogo a situazioni giuridiche ormai consolidate. (Trib. Roma 14 febbraio 1995)“.
Questo significa che una legge, anche se fosse dichiarata incostituzionale, continuerebbe ad esplicare i suoi effetti per quei rapporti costituitisi prima della sentenza della Corte Costituzionale per un principio che può definirsi “di legalità”.
Quindi fallito il tentativo di incendio, andato a buca l’intervento del TAR di Palermo e quello del Lazio non resta che auspicare che la vicenda si possa chiudere onorevolmente per tutti e cosa ben più importante per la scuola siciliana.
Dopo la conclusione della procedura incomincerà la fase del redde rationem e la sede più ovvia sarà il Consiglio Superiore della Magistratura.