La tendenza distruttiva dell’affidabilità dell’Istituzione Scuola si è manifestata dapprima con le contestazioni sistematiche delle valutazioni. A genitori e studenti non va mai bene niente: né il 5, né il 6, e neppure il 9. Poi sono cominciati gli insulti e le diffamazioni nelle chat e su whatsapp. Adesso si passa alle mani.

[1) il problema non esiste per politici, governo, ministri e sindacati: appena pochi giorni fa è stato rinnovato – malamente – il contratto e nemmeno una riga al riguardo, per quello che si sa; 2) da non crederci, ma è vero: la ministra attuale ha avviato pratica per una onorificenza alla docente accoltellata alla guancia!]

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Prof aggrediti: sì la scuola sta fallendo, ma è specchio della società

di Anna Maria Bellesia, La Tecnica della scuola, 12.2.2018

Ormai succede ogni giorno: prof. aggrediti, insultati, picchiati, accoltellati. Fra qualche mese questi casi di cronaca non faranno neppure notizia. Finché, al primo morto, la questione tornerà alla ribalta nazionale nei Tg e nei talkshow.

Intanto i docenti dovranno vedersela da soli. Foggia, Palermo, Como, Siracusa, Caserta … basta guardare il nostro giornale negli ultimi 10 giorni per capire che anche la Scuola sta deragliando, specchio della società intera, come purtroppo ci dicono le cronache.

La tendenza distruttiva dell’affidabilità dell’Istituzione Scuola si è manifestata dapprima con le contestazioni sistematiche delle valutazioni. A genitori e studenti non va mai bene niente: né il 5, né il 6, e neppure il 9. Poi sono cominciati gli insulti e le diffamazioni nelle chat e su whatsapp. Adesso si passa alle mani.

C’è chi sostiene che il ruolo del docente è ormai del tutto svilito. Ma non è solo questo. Di fatto la Scuola oggi è più attenta agli aspetti burocratici che educativi, con conseguenze rovinose. La “corresponsabilità educativa” è rimasta una parola vuota, scritta in documenti che nessuno legge. Richiederebbe un sforzo di “alimentazione” continuo, che nessuno è in grado di fare perché schiacciato da altre incombenze.

Da tempo s’è rotta una sintonia fra noi docenti e le famiglie” afferma uno dei prof. aggrediti nei giorni scorsi, e nella scuola adesso “non esiste disciplina, autorità, governo”. Di giorno in giorno siamo arrivati alla situazione attuale. Basta un niente perché scoppi l’aggressività e la violenza.

La Scuola sta fallendo perché non è riuscita a seguire la bussola della propria mission e mantenere un argine. Troppo difficile, impegnativo e forse impossibile. È passata, per quieto vivere, la linea del “laissez faire laissez passer”, ovvero il buonismo senza responsabilità.

Per far rispettare le regole e i ruoli sono necessarie le famose virtù dell’educatore: la pazienza, la fortezza, la giustizia, la verità, come diceva Don Antonio Mazzi. Ma chi possiede più, oggi, queste virtù? Non il singolo docente, perché non è questo che gli viene chiesto dal sistema vigente. E poi, se anche il singolo docente fosse un ottimo educatore, si trova ad agire in un consiglio di classe dove spesso prevale da linea “buonista” e in un contesto scolastico dove per primi i presidi seguono la linea di non “urtare” studenti e genitori.

Eppure sono i ragazzi stessi, quando si discute con loro a mente fredda e non sull’onda dell’emotività, a riconoscere che servono la fermezza nel dialogo educativo e le punizioni quando occorre, giuste e tempestive.

La scuola tuttavia è semplicemente lo specchio di una società intera che sta deragliando, perché “non esiste disciplina, autorità, governo” né dentro la scuola, né fuori. Nell’ultimo decennio, in particolare, abbiamo assistito a tutti i livelli all’eclissi dell’autorità riconosciuta come tale.

Prima la famiglia, che ha mollato completamente sul piano educativo, accontentando e giustificando i figli sempre e comunque.

Poi lo Stato, sempre più incapace di mantenere e di far rispettare quello che i filosofi illuministi chiamavano il “contratto sociale” finalizzato al bene comune e all’utilità sociale. “Obbedire alle leggi è come obbedire a se stessi” scriveva Rousseau. È il fondamento dello Stato e della democrazia.

Oggi invece, troppi sono coloro che non riconoscono né leggi, né regole, e la “fanno franca” in svariatissimi settori, mandando alla società tutta un messaggio devastante. Lo vediamo quotidianamente, nelle cronache e nei telegiornali. E non bastano certo le belle parole del ministro di turno, a fattaccio avvenuto, per dimostrare di “esserci”, come Stato.

link: http://www.gildavenezia.it/prof-aggrediti-si-la-scuola-sta-fallendo-ma-e-specchio-della-societa/

https://www.tecnicadellascuola.it/prof-aggrediti-si-la-scuola-sta-fallendo-specchio-della-societa

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Fedeli incontra la docente sfregiata: “Scriverò a Mattarella per onorificenza”

La Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha incontrato al MIUR la professoressa Franca Di Blasio, la docente che insegna italiano e storia all’Istituto superiore professionale Majorana-Bachelet di Santa Maria a Vico (Caserta) e che è stata aggredita con un’arma da taglio da un alunno.

Oggi stesso la Ministra Fedeli scriverà al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere un’onorificenza come Cavaliere della Repubblica per la docente, come forma di riconoscimento per l’impegno e l’amore profusi ogni giorno nella sua professione. E come atto simbolico di valorizzazione del ruolo chiave che le insegnanti e gli insegnanti hanno nell’educazione delle nuove generazioni, soprattutto nei contesti di maggiore difficoltà.

“Incontrare la professoressa Di Blasio è stato un onore – sottolinea Fedeli -. Ha vissuto un momento difficile e ha saputo affrontarlo con grande serietà e compostezza. La sua dolcezza, la sua voglia di tornare in classe, i messaggi di affetto che sta ricevendo da tutte le sue alunne e tutti i suoi alunni, quelli di oggi e quelli di ieri, sono il segno tangibile della qualità della nostra classe docente, che ogni giorno fa un lavoro incredibile in tutto il Paese. Un lavoro che dobbiamo e vogliamo riconoscere socialmente ed economicamente. Ringrazio la professoressa Franca e quanti con lei si impegnano, con il loro lavoro e anche con l’esempio civile, per dare alle ragazze e ai ragazzi gli strumenti per affrontare il presente e il futuro in modo consapevole, da cittadine e cittadini attivi”.

https://www.tecnicadellascuola.it/fedeli-incontra-la-docente-sfregiata-scrivero-mattarella-onorificenza

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