“Riforma” 2° grado – Report sull’assemblea cittadina del Liceo ” Boggio Lera” di Catania…(da cgilcatania)

Report sull’assemblea cittadina del Liceo ” Boggio Lera” di Catania
Tanti, da riempire l’aula magna di una scuola. L’11 marzo al Boggio Lera i docenti catanesi, provenienti da molti Istituti della provincia, hanno affermato in maniera chiara e inequivocabile la loro assoluta contrarietà alla mortificazione della scuola pubblica voluta dal governo Berlusconi e, in particolare, dal “duo” Gelmini-Tremonti.
La partecipazione allo sciopero del 12 marzo rappresenta la prima tappa di una mobilitazione che si preannuncia ampia e articolata. I partecipanti hanno innanzitutto sottolineato che quello all’istruzione è un diritto e non un servizio e che parlare di riforma in presenza di un progetto che prevede solo “tagli” e che svilisce la funzione stessa della scuola pubblica è una palese mistificazione.
Come potrà, infatti, migliorare l’offerta didattica se ci saranno meno ore a disposizione e se aumenterà il numero di alunni presenti nelle classi, nonostante le strutture scolastiche “facciano acqua” da tutte le parti? Come potrà esserci maggiore integrazione se diminuiscono le ore per il sostegno? Quali garanzie di pari opportunità potrà fornire una scuola in cui si abbassa la soglia dell’obbligo scolastico e si favorisce l’apprendistato? La logica seguita dai presunti riformatori è incomprensibile sotto ogni profilo: se si fossero volute cambiare le cose (e ce ne sarebbero tante da modificare), si sarebbero dovuti indicare prima i nuovi programmi scolastici e poi i nuovi quadri orari. Aver ridotto il tempo scuola, lasciando inalterati i programmi, dimostra che l’obiettivo del risparmio ha prevalso su ogni considerazione pedagogica.
In questa prospettiva si inserisce l’arrogante pretesa di dare il via alle iscrizioni per l’a.s. 2010-2011 prima che il decreto diventi legge (i regolamenti attuativi non sono ancora stati pubblicati sulla G.U.), che sta costringendo i genitori a iscrivere “alla cieca” i loro figli senza essere consapevoli del percorso formativo al quale verranno avviati. La confusione, del resto, riguarda anche l’attivazione di insegnamenti facoltativi attraverso l’uso della quota di autonomia da parte dei singoli istituti, che rischia di provocare una tragica “guerra fra poveri”, sia nella forma della lotta fra docenti delle diverse discipline che fra le stesse istituzioni scolastiche, come purtroppo accade in questi giorni attraverso discutibili forme di propaganda finalizzate a “conquistare” iscrizioni.
I presenti hanno ribadito che c’è assoluto bisogno di una vera riforma per migliorare la qualità dell’istruzione e si impegneranno perché questo tema divenga oggetto di riflessione fra tutti e non solo tra gli addetti ai lavori. Non si tratta soltanto di difendere posti di lavoro, obiettivo certo di primaria importanza in questa congiuntura economica, ma di riflettere sul valore e sul futuro della scuola pubblica. Per questo motivo si è formato un coordinamento provinciale, composto da delegati delle varie scuole e da esponenti del movimento dei precari, che stanno già pagando il prezzo delle scelte scellerate di questo governo. Tante le iniziative in cantiere per sviluppare una tale riflessione, ma tante anche le iniziative di contrasto: dalle più immediate, come quelle di contestare la validità delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, di promuovere l’approvazione di mozioni di dissenso nei collegi dei docenti, di organizzare assemblee permanenti con genitori e personale ATA, a quelle più estreme, come lo sciopero in occasione degli scrutini di fine anno.
Dall’assemblea, insomma, è emersa l’unanime e netta opposizione a quella che sempre più assume l’aspetto di una “controriforma” della scuola pubblica, che, al di là dei tanti indirizzi presenti, è una sola e va salvata.

Il coordinamento si riunirà martedì alle ore 16,00 presso i locali del Liceo “E. Boggio Lera” per definire le prossime iniziative di lotta.
 
Catania 11 marzo 2010