Vorrei sapere in quale situazione è utile/necessario usare il ; (punto e virgola)…(da Treccani)


Per sapere quando usare il punto e virgola, può essere molto utile consultare, tra i numerosi testi disponibili, il volume di Luca Serianni Italiani scritti (edito dalla casa editrice bolognese Il Mulino nel 2003), in particolare alle pagine 50-51 (ma andrebbero lette tutte le pagine da 43 a 60), e quello di Bice Mortara Garavelli Prontuario di punteggiatura (edito da Laterza la prima volta nel 2003; qui ci riferiamo all’edizione del 2009), alle pagine 67-74. Vale la pena riportare le righe con le quali Mortara Garavelli apre il paragrafo dedicato a tale segno di interpunzione: «Marginale o trascurato non solo nella comunicazione pratica informale, ma anche in scritti che richiedono una certa elaborazione e compostezza compositiva (mi riferisco a tesi e tesine, a relazioni di lavoro, ad ampie zone di scritture aziendali, burocratiche, giuridiche), questo segno è ignorato o evitato quasi del tutto nella scrittura online» (p. 67). Nella coscienza linguistica comune, si pensa al punto e virgola come a una (più o meno facoltativa) pausa intermedia tra la virgola e il punto. Volendo, in sintesi, andare oltre questa credenza, si può, riassumendo quanto scrive Serianni, dire che il punto e virgola si usa: 1.      per «scandire i membri di un’enumerazione complessa» (questa tipologia è forse l’unica che la maggioranza dei parlanti scolarizzati ha nel proprio bagaglio almeno passivo di competenza); 2.      quando, in una frase coordinata o giustapposta piuttosto complessa, il soggetto è diverso da quello della reggente o «quando un elemento è presente in funzione di un soggetto in una delle due frasi e con un diverso regime sintattico (per esempio come complemento oggetto o complemento di specificazione)» (es.: «l’amicizia tra i membri di due gruppi diversi può rischiare di introdurre elementi percepiti come ambigui; nei gruppi può farsi strada la sensazione che l’identità collettiva sia messa in discussione» [cambio di soggetto]; «l’appartamento è arredato in modo molto convenzionale; tra le sue caratteristiche non ve n’è alcuna che spicchi per originalità» [l’appartamento, soggetto della reggente, si presenta nella frase giustapposta attraverso l’aggettivo possessivo sue, vale a dire un complemento di specificazione = «tra le caratteristiche dell’appartamento»]); 3.      nei casi in cui si traggono le conseguenze di un ragionamento, davanti a un connettivo “forte” (quindi, pertanto, perciò, dunque, insomma, ecc.): «la politica del governo è tesa a ridurre drasticamente gli sprechi; perciò verrà immediatamente proposta l’eliminazione di tutta una serie di ingiustificati privilegi di cui godono in primo luogo i parlamentari».