Madia, dilettanti allo sbaraglio dalla Gilda degli insegnanti di Venezia…

L’incredibile conclusione della vicenda dei docenti “quota 96” che sembrava essere arrivata a soluzione dopo più di due anni di contenzioso con l’amministrazione dimostra ancora una volta quanto sia difficile passare dalle promesse ai fatti per chi è abituato a vendere speranze per tornaconto politico di breve periodo.

L’ineffabile Ministra Marianna Madia (vedi qui una rapida e significativa biografia), evidente controfigura di Renzi, Del Rio, Amato e Cottarelli, ha dimostrato la sua palese incapacità e di fronte a tale incompetenza è difficile immaginare che la “grande″ riforma della Pubblica Amministrazione tanto sbandierata produca i promessi effetti concreti.

Intanto 4000 docenti,che hanno diritto ad andare in pensione e che sono stati penalizzati per un chiaro errore legislativo, rischiano di vedere prolungata la loro carriera obtorto collo in attesa di altri provvedimenti salvifici prospettati da Renzi

In  compenso non si tocca la situazione delle italiche caste (magistrati, professori universitari e primari) che potranno andare in pensione dopo i 68 anni…. Complimenti al governo dei rottamatori e dei giovani competenti e rampanti. L’Italia cambia verso???

Caro Matteo Renzi, un consiglio: la vera rivoluzione nella Pubblica Amministrazione sta solo nel far funzionare regolarmente la macchina burocratica obbligandola a rispettare scadenze e la qualità dei servizi che tanto promette ai cittadini. Meno burocrazia, meno leggi inesplicabili scritte da uffici legislativi fatti da dirigenti ottusi e fatte per non essere comprese e che portano nella loro applicazione a confusione e contenziosi. Non servono riforme epocali, basta eliminare le storture amministrative create ad arte dalla burocrazia. Si pensi alla situazione della scuola dove ormai non c’è più certezza del diritto a suon di deroghe, slittamenti di date, interpretazioni, esenzioni, ricorsi, sentenze dei giudici.. In tutto condito da un sistema informatico che fa ancora acqua da tutte le parti e che non garantisce il normale funzionamento per tutto ciò che riguarda graduatorie e organici.

Aspettiamo con fiducia un vero provvedimento che dia certezza ai docenti non solo di quota 96, ma di tutti coloro che nel futuro sperano di andare in pensione dopo più di 40 anni di lavoro. Si chiarisca una volta per tutte che la finestra per i docenti è al 1 settembre dell’anno di riferimento per la pensione. Oppure si abbia il coraggio di equiparare il personale della scuola a tutto il resto del pubblico impiego garantendo l’uscita in itinere durante l’anno dopo il conseguito delle condizioni previste dalla legge per la pensione.

Esprimiamo preoccupazione per il promesso Piano Scuola sul quale nessuno sa ancora nulla. Non vorremmo che si stemperasse nella solita lista di riforme “popolari” ma inconsistenti e addirittura dannose per la scuola pubblica statale. Siamo in attesa.

Venezia, 7 agosto 2014

Gilda degli insegnanti,
Federazione Gilda-Unams,
della provincia di Venezia