«Ho solo trasferito dal mondo della sanità alla scuola l’intramoenia che già esiste»

[Bugiardino. 1) L’intramoenia della Sanità NON è un buon esempio ed è una forzatura copiarlo e trasferirlo alla Scuola. Sanità e Scuola sono due servizi che devono/dovrebbero essere gratuiti e gestiti pubblicamente. L’intramoenia è una forma di privatizzazione (c’è chi lo indica e lo critica come “business intramoenia”) in cui la parte pubblica può causare – per proprio interesse o inadeguatezza – il ricorso necessario alla parte privata. Sia chiaro, è l’aspetto a pagamento che viene criticato, non il tipo di servizio che appare valido e dovrebbe essere reso fruibile da tutti ma senza richiedere esborsi alle famiglie. 2) La pubblicità al M5S è del tutto involontaria. v.p.]

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Ripetizioni in intramoenia, a scuola per battere il «nero» senza flat tax

di Eugenio Bruno, Il Sole 24 Ore, 7.11.2018

 

Se non è l’uovo di Colombo poco ci manca. Una possibile soluzione per combattere la “piaga” delle lezioni private in nero – che il governo punta a sconfiggere con la flat tax al 15% prevista nel disegno di legge di bilancio – arriva da Valenza. Nella piccola cittadina in provincia di Alessandria, nota in tutto il modo per la produzione di preziosi, c’è un istituto comprensivo di 1.100 studenti che da tre anni apre le sue aule di pomeriggio per ospitare le ripetizioni destinate a gruppi di 2-4 studenti. Una strada alternativa e aggiuntiva rispetto ai corsi di recupero tradizionali (e gratuiti) previsti dal contratto collettivo. Tutte in “chiaro” e tutte “tracciate”. Con le famiglie che pagano con bollettino di conto corrente intestato alla scuola e quest’ultima che versa l’importo dovuto ai docenti trattenendo tasse, oneri accessori e un piccolo contributo per i servizi aggiuntivi.

L’ideatore di questo sistema apparentemente semplice se visto da fuori, ma terribilmente complesso se si ha un po’ di dimestichezza con le vicende dell’istruzione di casa nostra, si chiama Maurizio Primo Carandini. Dal 2004 dirige l’Istituto comprensivo Valenza “A” e al Sole 24 Ore spiega come gli è venuta l’idea: «Ho solo trasferito dal mondo della sanità alla scuola l’intramoenia che già esiste». Applicando alcune piccole regole di buon senso che possono aiutare a scongiurare gli abusi. La prima è che i docenti non possono fare ripetizioni ai loro alunni. La seconda è che i destinatari possono essere piccoli gruppi di alunni (da 2 a 4). La terza è che ogni quattro lezioni il docente debba fare una relazione per la scuola e la famiglia in cui illustra lo stato dell’arte.

Risultato? Dopo il rodaggio dell’anno scolastico 2016/2017 nel 2017/2018, i dieci prof coinvolti hanno erogato 112 ore aggiuntive “intramoenia” ai ragazzi delle medie. Il corso più gettonato è stato matematica con 52 ore. A seguire francese (20), lettere (16), disegno tecnico e inglese, entrambe con 12. Tutto ciò in aggiunta ai corsi di recupero e potenziamento collettivi previsti contrattualmente, che tutte le scuole dovrebbero organizzare ma non sempre lo fanno. Ad esempio sfruttando l’organico di potenziamento che è stato introdotto dalla Buona scuola e che si è trasformato spesso in un “bacino” per le supplenze brevi.

A sentire Carandini la misura è piaciuta da subito a tutte le parti in causa. Ai docenti che non devono aprire le porte di casa ai ragazzi e ottengono in busta paga direttamente l’importo netto (circa 17 euro l’ora). Ai sindacati che non sempre vedono di buon occhio iniziative del genere. Alle scuole che possono recuperare qualche risorsa per i servizi aggiuntivi (segreteria o fotocopie). Ai genitori che possono monitorare passo passo i progressi dei figli e spuntare un prezzo concorrenziale rispetto alle lezioni private classiche: 12 o 18 euro a seconda che i destinatari siano 4 o 2. E questo era un altro obiettivo esplicito come racconta lo stesso dirigente: «Ho fatto una piccola indagine demoscopica e siamo riusciti a battere di 5 euro i prezzi applicati nella nostra zona». Un’iniziativa che se ripetuta in altre città, visti i prezzi che girano, potrebbe generare risparmi ancora maggiori per le famiglie. E un beneficio per la collettività, in termini di emersione dal nero, forse più efficace di tante flat tax.

§ https://www.gildavenezia.it/ripetizioni-in-intramoenia-a-scuola-per-battere-il-nero-senza-flat-tax/

§ http://scuola24.ilsole24ore.com/art/scuola/2018-11-06/ripetizioni-intramoenia-scuola-battere-nero-senza-flat-tax-182256.php?uuid=AERi4AcG

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Business intramoenia, Piccinini (M5S): “Una lista di attesa unica per interventi e ricoveri contro le discriminazioni”

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17 LUGLIO 2017 – Come dimostrano i dati che riguardano gli ospedali di Bologna, il rischio che il business dell’intramoenia abbia pesanti ripercussioni sul sistema sanitario “pubblico” è alto, altissimo. Da quando siamo entrati in Regione abbiamo sempre sostenuto la necessità di istituire un’unica lista di attesa per i ricoveri e gli interventi chirurgici evitando discriminazioni tra cittadini di serie A (che ricorrono all’attività libera professionale che garantisce servizi in giornata senza alcuna attesa, pagando i servizi ospedalieri con camere di lusso e ristorazione di alto livello) e cittadini di serie B che si servono del “normale” servizio costretti ad aspettare mesi per un ricovero o un intervento chirurgico.

Gli ospedali pubblici non possono e non devono essere un luogo di discriminazione tra chi è facoltoso e chi ha poche risorse economiche. In tutte le sedute di bilancio dell’Assemblea ed anche in Commissione siamo stati gli unici a fare questo tipo di proposta ma PD e Giunta hanno sempre rifiutato qualsiasi ipotesi di modifica a questo sistema sostenendo che il fenomeno dell’intramoenia rivestisse numeri insignificanti. Da quanto viene pubblicato oggi invece, con un giro di affare che solo a Bologna può contare sulla bellezza di oltre 50 milioni di euro, ci sembra che la realtà sia ben diversa. Noi crediamo che la Sanità non debba andare alla ricerca degli utili di bilancio ma il suo unico obiettivo debba essere quello di tutelare la salute dei cittadini ed in particolare degli indigenti, come recita la nostra Costituzione. Tutto il resto è semplicemente business sul quale da tempo chiediamo più controlli.

Silvia Piccinini
M5S Emilia-Romagna

http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2017/07/business-intramoenia-piccinini-m5s-una-lista-di-attesa-unica-per-interventi-e-ricoveri-contro-le-dis.html

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E, nonostante lo storytelling del miglior sistema sanitario d’Italia, gli sprechi sono tanti, come dimostrano le cicliche inchieste con arresti che hanno costellato la storia della sanità lombarda da Roberto Formigoni in poi.

Sull’attività svolta dai medici pubblici fuori dall’orario di lavoro nelle strutture pubbliche per la quale i SSN incassa una percentuale (secondo il rapporto Eurispes 2017 in Lombardia si sono spesi in intramoenia circa 262 milioni, 18 dei quali confluiti nelle casse della Regione), gli ispettori sottolineano la necessità di:

• Introdurre metodi di controllo sistematico dei volumi di attività intramoenia e istituzionale, da affiancare al controllo sulle timbrature già effettuato.

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Il lato oscuro della sanità lombarda nel documento segreto della Regione

di Andrea Sparaciari – 12/10/2018 12:11:27

§ https://it.businessinsider.com/il-lato-oscuro-della-sanita-lombarda-nel-documento-segreto-della-regione/

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Una «vergogna che produce una drammatica discriminazione sociale». Ha usato parole pesanti, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, per descrivere quello che avviene in alcuni reparti della sua Regione. «Se passa attraverso il percorso pubblico deve aspettare sei mesi, se paga c’è posto dopodomani», si sentono rispondere troppo spesso i cittadini che vogliono prenotare una visite oppure un esame. Per questo motivo, il piano per l’abbattimento delle liste di attesa presentato da Zingaretti all’interno di un lungo elenco di misure prevede anche il blocco della libera professione nelle unità operative dove non si riescono a rispettare i tempi di attesa massimi fissati dalla Regione in base alla gravità dei casi.

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Le Regioni contro l’intramoenia “Così tagliamo le liste d’attesa”

§ https://www.miowelfare.it/news/le-regioni-contro-lintramoenia-cos%C3%AC-tagliamo-le-liste-dattesa

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Sanità in libera professione, Marchetti e Mugnai (FI): “Errore limitare intramoenia”

§ https://www.gonews.it/2018/11/06/sanita-libera-professione-marchetti-mugnai-fi-errore-limitare-intramoenia/

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