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Scontro ai vertici sulla regionalizzazione della scuola. No a una scuola classista che mina l’unità culturale!

di Cinzia d’Eramo – 9 aprile 2019

 

Subito dopo l’incontro svoltosi al tavolo con  le 9 regioni richiedenti l’autonomia differenziata, il ministro  degli Affari Regionali e delle Autonomie del Governo Conte, Erika Stefani, ha spiegato che  non si è trovato l’accordo su alcuni punti, tra cui la scuola:

“Ad oggi non sono stati sciolti i nodi su alcune richieste delle Regioni relativamente a una serie di materie. Sono nodi politici che devono essere analizzati e sviscerati“.

Il ministro Luigi Di Maio non ci sta!  Ha tempestivamente dichiarato:

“Non vogliamo creare una scuola classista, che penalizzi i nostri figli, gli studenti, a seconda del loro luogo di nascita” 

E il ministro Matteo Salvini  ha replicato:

“Se qualcuno ha dubbi se li faccia passare perché c’è nel contratto di governo. Abbiamo lavorato come matti, i governatori hanno lavorato e il mistero Stefani ha lavorato. È ora di fare e di mettere il primo mattone perché è un passaggio storico che fa bene a tutti e non solo a Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, ma a tutta Italia”.

https://www.repubblica.it/politica/2019/04/07/news/salvini_pensioni_quota_41_polemica_di_maio-223483392/

 Oltre al M5S non sono d’accordo con il vicepremier Salvini  i sindacati Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA.  Denunciano, infatti, le gravi conseguenze che deriverebbero dal conferimento di maggiori poteri alle Regioni in materia di istruzione.Secondo Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Giuseppe Turi  “Quello che si ipotizza  non è un semplice decentramento amministrativo: siamo in realtà in presenza di un progetto di vera e propria devoluzione, che investirebbe in pieno il sistema scolastico del Paese, minando l’unità culturale della nazione, per dare vita a progetti formativi regionali e localistici ben al di là di quella giusta attenzione alle specificità territoriali che, già a sistema vigente, sono assicurati dall’autonomia scolastica prevista dalla stessa Costituzione”.

I segretari generali dei sindacati scuola confederali concludono  che “si tratterebbe di un vero e proprio tradimento del lavoro che quotidianamente la scuola svolge per promuovere in ogni angolo d’Italia l’effettivo esercizio del diritto allo studio e rafforzare la coesione della comunità nazionale”.

§ http://www.professioneinsegnante.it/index.php/news/585-scontro-ai-vertici-sulla-regionalizzazione-della-scuola-no-a-una-scuola-classista-che-mina-l-unita-culturale-3

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