I docenti italiani, poi, sono ai primi posti in Europa per il numero di ore settimanali di insegnamento: 22 rispetto a una media di 19,6 per la scuola primaria (superano Spagna e Francia, rispettivamente con 25 e 24 ore), 18 ore per le scuole medie (la media Ue è di 18,1) e 18 per le scuole superiori (per una media europea di 16,3).

È invece il rapporto Eurydice del 2013 che racconta il confronto con le retribuzioni: un docente della scuola primaria guadagna tra i 23 mila e i 33 mila euro lordi all’anno. In Spagna, si va da 28 mila ai 40 mila. In Germania dai 40 mila ai 53 mila. Molto simile la proporzione per gli altri livelli.

Scuola, in 7 anni “scippati” 12 mila euro a lavoratore

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Blocco dei contratti. La denuncia della Cgil

Scuola, in 7 anni “scippati” 12 mila euro a lavoratore

Il mancato rinnovo dell’accordo nazionale, il deficitario adeguamento all’andamento dei prezzi e l’inefficacia dell’indennità di vacanza contrattuale gli autori del salasso dei prof

di Virginia Della Sala – IOl Fatto Quotidiano – 9 settembre 2017 – pagg. 1 e 6

La cifra lievita di anno in anno. Si parte dai docenti, oggi i meno pagati d’Europa (tanto che la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli si è formalmente impegnata ad aumentare gli stipendi): tra il 2010 e il 2017, la differenza retributiva ovvero la perdita subita da un maestro elementare o delle scuole materne varia dai 10 mila ai 16 mila euro, a seconda degli anni di servizio prestati. Si va dai 12 mila ai 18 mila euro, invece, per i docenti delle scuole medie, tra i 12 mila e i 19 mila per quelli delle scuole superiori. In media, gli insegnanti degli Itp, gli istituti tecnico – professionali, hanno perso 13.240 euro.

Il calcolo include anche i collaboratori scolastici, il personale Ata e i dirigenti: i primi hanno perso tra gli 8mila e gli 11mila euro (i coordinatori tecnico amministrativi 12.854 euro), gli assistenti amministrativi e tecnici tra i 9 mila e i 13 mila e infine i dirigenti tra i 13 mila e i 20 mila. Già solo il mancato adeguamento all’inflazione degli ultimi sette anni (calcolato sulla base dell’Ipca, l’Indice dei prezzi a consumo armonizzato con una comparazione comunitaria) ammonta, mediamente, intorno ai 2.200 euro. A peggiorare la situazione, anche la riduzione del Fondo Istituzione Scolastica, ovvero quello strumento di retribuzione accessoria collegata all’ampliamento dell’offerta formativa: il blocco della progressione di carriera del 2011- 2012, infatti, è stato recuperato anche attingendovi. Di conseguenza, ci sono stati meno soldi per le attività autonome delle scuole.
Numeri, va detto, che vengono diffusi nel pieno delle trattative per il rinnovo dei contratti degli statali, bloccati dal 2009.

I docenti italiani, poi, sono ai primi posti in Europa per il numero di ore settimanali di insegnamento: 22 rispetto a una media di 19,6 per la scuola primaria (superano Spagna e Francia, rispettivamente con 25 e 24 ore), 18 ore per le scuole medie (la media Ue è di 18,1) e 18 per le scuole superiori (per una media europea di 16,3). È invece il rapporto Eurydice del 2013 che racconta il confronto con le retribuzioni: un docente della scuola primaria guadagna tra i 23 mila e i 33 mila euro lordi all’anno. In Spagna, si va da 28 mila ai 40 mila. In Germania dai 40 mila ai 53 mila. Molto simile la proporzione per gli altri livelli.

Perdite salariali e livelli retributivi hanno anche effetti sul calcolo della pensione e della liquidazione: entrambe sono calcolate sul montante retributivo. Se si perdono, ad esempio, 8 mila euro sulla pensione se ne perderanno tra i 68 mila e i 70 mila.

“Il salario – spiega Igor Piotto, segretario generale Flc Cgil Torino – non è solo retribuzione, ma anche un rapporto di potere. Si è però ridotto lo spazio di contrattazione nei luoghi di lavoro, ancora di più con l’approvazione del decreto Madia. Per questo, il rinnovo deve prevedere maggiore possibilità, per i delegati sindacali, di intervenire sull’organizzazione del lavoro e sulla distribuzione del salario, ma anche risorse aggiuntive”. Per la scuola, la richiesta è che i 200 milioni del bonus premiale dei docenti (in base all’efficienza e alla valutazione) siano destinati alla contrattazione di istituto e che i 500 euro del bonus siano disciplinati dal contratto. Senza dimenticare il personale Ata, lo stesso che dovrà gestire anche le pratiche dell’obbligo vaccinale. Per loro, non c’è stato aumento, se non dei carichi di lavoro.

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/scuola-in-7-anni-scippati-12-mila-euro-a-lavoratore/

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=59b3a058f220f

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