Minoranza Pd, Sel e M5s, da tempo chiedono la separazione tra il cammino della riforma e quello delle assunzioni, da mandare avanti con decretazione d’urgenza

Scuola, Camusso: “Da Renzi pura operazione di vendetta”

Il rischio di non assumere i precari della scuola annunciato da Renzi, “è una pura operazione di vendetta: siccome non gli abbiamo dato ragione, il premier dice che non si assume”. Così il segretario della Cgil, Susanna Camusso durante la trasmissione Ballarò. Il ministro del Lavoro Luciano Poletti ha subito replicato: “Le assunzioni sono dentro un disegno organizzato della Scuola”

16 giugno 2015

http://video.repubblica.it/dossier/governo-renzi/riforme-renzi-al-presidente-messicano-per-anni-la-siesta-l-abbiamo-fatta-noi/204120/203200?ref=vd-auto

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Scuola, Renzi: “Con 3mila emendamenti, quest’anno niente assunzioni”

“E’ conseguenza delle scelte dell’opposizione”, dice il presidente del Consiglio a Porta a Porta. La richiesta alle minoranze, esplicitata dai suoi fedelissimi, è quella di ritirare gli emendamenti, in modo da neutralizzare gli ostacoli alla riforma Giannini. Minoranza Pd, Sel e M5s, da tempo chiedono la separazione tra il cammino della riforma e quello delle assunzioni, da mandare avanti con decretazione d’urgenza

di Chiara Daina | 16 giugno 2015

“Con tremila emendamenti in commissione i 100milainsegnanti non si assumono entro l’anno, sta nei fatti. Se ci sono gli emendamenti, se sono tutti contrari, sembra che sia io l’unico che vuole assumerli. Ma se tutto il mondo della scuola è in rivolta bisognerà discutere, e le assunzioni si faranno per l’anno prossimo”. Matteo Renzi, ospite a Porta a Porta, fa retromarcia rispetto alle promesse e alle rassicurazioni fatte in questi mesi e scarica la responsabilità dello slittamento al 2016 sulle proposte di modifica delle opposizioni al ddl. Che, peraltro, come la minoranza Pd, chiedono di separare il cammino della riforma La Buona Scuola da quello delle assunzioni dei precari. Lo conferma a chiare lettere anche il segretario Cgil Scuola Mimmo Pantaleo: “Renzi non si assume le sue responsabilità. Si faccia uno stralcio delle assunzioni”.

Alla vigilia della prima prova dell’esame di maturità, dunque, i nodi sui tempi di approvazione e di effettiva realizzazione delle assunzioni, vengono al pettine. E il problema è proprio legato alla mancata divisione tra il percorso parlamentare della “Buona scuola” e la decretazione d’urgenza richiesta a gran voce sulla stabilizzazione dei precari. Niente da fare. Il governo ha sempre tenuto le due questioni nello stesso provvedimento. E così facendo,chi si oppone alle misure contenute nella riforma Giannini, come i super-poteri ai presidi, autonomia scolastica, scuole paritarie, finisce per “ostacolare” le assunzioni. Da qui quello cha da più parti è definito il ricatto del premier, che sottintende la richiesta di ritirare gli emendamenti alla riforma. E la conferma di questa tesi arriva proprio dalle parole di un fedelissimo renziano, Andrea Marcucci (presidente della commissione Istruzione), che chiede il ritiro degli emendamenti: “Ora che anche le assunzioni sono a rischio per il 2015, vedremo se nelle prossime ore si ridurranno gli emendamenti, compresi quelli della minoranza Pd”. Infatti Renzi, a Porta a Porta, parla anche di ultimatum sulla riforma dell’Istruzione: “Faccio tesoro del suggerimento di Lula. Se sei convinto di aver ragione ma hai l’opinione pubblica contro fai una conferenza nazionale, racconti la tua proposta, ascolti le critiche e poi decidi. A inizio luglio faccio una conferenza sulla scuola, sento tutti, dai sindacati alle famiglie per un giorno e dopo si decide”.

“ABBIAMO INVOCATO LO STRALCIO, ECCO IL RISULTATO” – Sullo slittamento delle assunzioni interviene per primo Sinistra Ecologia Libertà e il suo coordinatore nazionale Nicola Fratoianni ricorda a Renzi di avere avanzato “decine di volte lo stralcio della parte relativa alla stabilizzazione dei docenti precari, dicendo che avremmo votato anche noi subito un decreto per la loro assunzione”. E chiede al presidente del Consiglio di “non prendere in giro gli insegnanti e gli italiani abusando della Tv” e di non provare “neanche a buttare la responsabilità dell’incapacità del governo sulle opposizioni e sul Parlamento“.

“RICATTO PER NASCONDERE MANCANZA DI COPERTURE” – La senatrice Sel Alessia Petraglia parla inoltre di “ricatto”, perché “i tremila emendamenti non costituiscono un’ostruzione”. Secondo la parlamentare “la verità è che il governo non ha trovato le coperture per le assunzioni“. A settembre, continua, “verranno presi solo 50mila docenti per sostituire quelli che andranno in pensione. E’ da tempo che chiediamo di accelerare le assunzioni e prendere più tempo per discutere gli altri punti della riforma. Il voto sul ddl doveva partire oggi e invece è saltato tutto. Che vergogna”.

LA MINORANZA DEM – Il tema della riforma della scuola è da mesi uno dei fronti aperti tra renziani e minoranza Pd. Infatti Miguel Gotor, traccia una linea più simile a quella delle opposizioni che non a quella del segretario del suo partito: “Bene la pausa di riflessione voluta da Renzi. Impieghiamo questo tempo per cambiare gli aspetti che non vanno del provvedimento e per ascoltare il mondo della scuola. L’assunzione dei precari può essere fatta per decreto – in questi due anni ne abbiamo fatti tanto – avendo evidenti caratteri di necessità e urgenza perché è prioritario garantire un ordinato inizio dell’anno scolastico”. Durante la riunione tra i membri Pd della commissione Istruzione e la relatrice, Francesca Puglisi, i due senatori della minoranza Walter Tocci e Corradino Mineo sono tornati a chiedere lo stralcio dell’articolo.

M5S: “NON PUO’ FARE QUELLO CHE GLI PARE” – Stessa linea anche per il Movimento 5 Stelle, dove la senatriceManuela Serra ribadisce: “Alla Camera abbiamo chiesto subito uno stralcio sulle assunzioni, che abbiamo riproposto al Senato. Un modo per garantire il posto a tutti gli insegnanti nelle graduatorie a esaurimento già dal prossimo anno scolastico. Ma il governo non ha mai preso sul serio l’ipotesi. Nella legge di stabilità è stato previsto un miliardo di euro in più proprio per il piano assunzioni, eRenzi fa finta di niente? Un premier non puó fare quello che gli pare”.

GLI ANNUNCI DI RENZI SULLE ASSUNZIONI – Giusto tre mesi fa, era il 14 marzo in sede di Consiglio dei ministri, il premier aveva sfidato il Parlamento a fare bene, ma soprattutto a fare “presto, perché l’Italia non ha tempo da perdere” riferendosi ai centomila precari che il ddl sulla “Buona scuola” prevede siano assunti da settembre. Lo aveva promesso anche dieci giorni prima, sempre durante un Cdm: “Non c’è alcun rischio che slittino le assunzioni”. E ancora: “Non c’è alcun passo indietro del Governo”, garantendo che le coperture ci sono, sia per quest’anno (un miliardo) sia a regime (tre miliardi nel 2016). E mettendo subito le mani in avanti contro possibili critiche. “È abbastanza sorprendente: se facciamo da soli siamo ‘dittatorelli’, se facciamo i decreti siamo antidemocratici, se facciamo i ddl non siamo abbastanza spediti, siamo in ritardo. Si tratta di un dialogo surreale. Diamoci pace e troviamo una via di mezzo”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/16/scuola-renzi-con-tremila-emendamenti-questanno-niente-assunzioni/1784748/

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Renzi: “Troppi emendamenti bloccano le assunzioni dei 100mila precari della scuola”

Il premier: “In commissione sono tremila, così è impossibile rispettare i tempi”. Poi una nota Pd rivolta a sindacati e minoranza: “Tre giorni per approvare e si può fare”. Conferenza nazionale a luglio. Botta e risposta Camusso-Poletti, per Cgil “quella del governo è pura vendetta”

di Salvo Intravaia – 16 giugno 2015

ROMA – Ormai è quasi certo: la riforma della scuola targata Renzi rischia di essere rinviata di un anno. Quasi. Perché dopo il duro annuncio di Matteo Renzi, in serata, è arrivata una nota del Pd rivolta direttamente alla minoranza, che chiede di ridurre gli emendamenti per approvare la riforma in tre giorni.

A indicare lo stop per le assunzioni dei precari, in maniera molto chiara, è stato lo stesso premier. “Quest’anno con tremila emendamenti mi pare difficile che si assumano i precari. Si andrà al prossimo anno”, ha detto il presidente del consiglio, ospite di Porta a porta, parlando delle assunzioni degli insegnanti precari previste dal disegno di legge del governo sulla Buona scuola. E siccome le 100mila assunzioni rappresentano la spina dorsale dell’intera riforma scolastica, va da sé che ad essere rinviata di un anno sarà l’intera Buona scuola immaginata dal governo. Ad indurre l’esecutivo a rinviare di un anno la riforma cardine del governo Renzi i tempi ormai troppo stretti e i troppi problemi di tipo tecnico per applicare le tante novità introdotte dalla riforma.

Con un tour de force in Parlamento, cosa sempre possibile, il rischio che a settembre le scuole  –  tra organico funzionale e chiamata diretta dei presidi dagli albi territoriali  –  precipitino nel caos è tutt’altro che remoto. I sindacati lo dicono da tempo. Un’ipotesi, l’apertura nella più totale incertezza dell’anno scolastico, che il presidente del Consiglio non può neppure considerare, perché a quel punto la riforma scolastica si trasformerebbe per il governo in una debacle. La notizia circolava da qualche giorno, ma non c’erano conferme. Adesso, sembra tutto più chiaro.

Ma alle parole di Renzi fa seguito – dopo un’ora – una agenzia fa fonte Pd che proprio questo rischio conferma, e lancia un appello per scongiurarlo: “Nei prossimi tre giorni la minoranza può lavorare a togliere o ridurre gli emendamenti in commissione per consentire alla riforma di essere approvata nei tempi stretti che ci sono” e dunque procedere alle assunzioni dei precari. Vediamo se i sindacati – osservano dalla maggioranza – si schiereranno con 100mila lavoratori da assumere o contro”.

Ecco perché il rinvio di un anno della riforma rischia di essere inevitabile. I tempi di discussione del provvedimento al Senato si sono allungati e, per mettere in pratica tutte le novità previste dal provvedimento, gli uffici ministeriali hanno bisogno di tempo. In altre parole, approvare la legge oltre il mese di giugno avrebbe significato rendere impossibile la sua applicazione dal primo settembre di quest’anno. L’organico dell’autonomia, sul quale si dovrebbero innestare le 100mila assunzioni dalle graduatorie ad esaurimento, non esiste ancora. In questi mesi, al ministero si sono esercitati con delle simulazioni, ma poi la realtà è un’altra cosa. Perché la macchina della scuola è molto complessa e, senza tempi distesi, si potrebbe bloccare.

L’approvazione definitiva del disegno di legge era prevista all’inizio per metà giugno. Ma soltanto ieri sono iniziate le votazioni degli emendamenti in commissione Cultura al Senato. E, anche facendo gli straordinari, serviranno almeno una/due settimane per concludere tutto. Poi, il provvedimento dovrà tornare nuovamente alla Camera per la terza lettura. E fare slittare a luglio l’approvazione definitiva della riforma rende impossibile la sua attivazione dal prossimo anno. La cosa più saggia era quindi quella di rinviare tutto di un anno: albi territoriali, deleghe, super-preside, alternanza scuola-lavoro, finanziamenti alle paritarie. E assunzioni.

Una mossa che non ha né vincitori, né vinti. Col rinvio di un anno, i sindacati che hanno proclamato ben due scioperi non sono riusciti ad ottenere lo stralcio delle 100mila immissioni in ruolo dal resto del provvedimento. E, in più, dovranno fare i conti con la delusione dei precari delle graduatorie ad esaurimento che si sentivano già in cattedra. Ma raccoglieranno il consenso dei 60mila supplenti di seconda fascia  –  che sarebbero rimasti fuori dai giochi  –  ma che secondo la Corte di giustizia europea hanno diritto all’assunzione a tempo indeterminato dopo tre anni di supplenze. Questi ultimi potranno continuare a sperare in una soluzione favorevole anche per loro.

Renzi inoltre centra l’obiettivo di non snaturare l’intero provvedimento con lo stralcio delle assunzioni dalla minoranza Dem e dai sindacati. E dribbla una serie di pericoli ancora possibili: su un disegno di legge con 8 deleghe non è “elegante” dal punto di vista istituzionale mettere la fiducia e dopo l’incidente in commissione Affari costituzionali  –  in cui il governo è andato giù su un emendamento  –  non è detto che il provvedimento non possa subire altre imboscate. Al Senato i numeri sono molto risicati. A questo punto, a meno di improbabili corse per chiudere la partita in quindici giorni, ad agosto si assumeranno 44mila precari, con le vecchie modalità. Il resto  –  57mila posti dell’organico dell’Autonomia + 22mila di turn-over: 79mila cattedre, più l’intera riforma  –  slitterà all’anno prossimo. Uno zero a zero che salva la scuola dal caos di una apertura d’anno scolastico tra mille incognite.

Botta e risposta Camusso-Poletti. Il rischio di non assumere i precari della scuola annunciato da Renzi, “è una pura operazione di vendetta: siccome non gli abbiamo dato ragione, dice che non si assume”. Così il segretario della Cgil, Susanna Camusso durante la trasmissione Ballarò. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, presente in trasmissione ha subito replicato: “Le assunzioni sono dentro un disegno organizzato della scuola”. Il segretario Cgil ha aggiunto: “Sinceramente gli dà fastidio l’unità della scuola e non solo dei sindacati”. Ha quindi sostenuto che “per assumere in tempo bisogna fare un decreto per mettere in ruolo i docenti all’inizio dell’anno scolatisco”. Inoltre – secondo la Camusso – “il piano di assunzioni previsto non basta”. Ma Poletti ha sottolineato che “le assunzioni sono previste entro un disegno organizzato dalla scuola” e che non è giusto “assumere senza definire gli obiettivi” ma che “se non sarà possibile faremo i conti con la realtà, come negli anni passati”.

Giannini su stralcio assunzioni.  “Lo stralcio delle assunzioni significa snaturare completamente lo spirito di questo provvedimento”. Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha risposto in un’intervista a Radio 24 alla domanda se è ipotizzabile lo stralcio delle assunzioni degli insegnanti dal ddl di riforma della scuola, dopo le dichiarazioni rese del premier Matteo Renzi a Porta a Porta. Giannini ha quindi proseguito: “Dobbiamo cercare di arrivare a conclusione con tutte le doverose forme di miglioramento che la Camera aveva già apportato e che il Senato può utilmente recuperare o rinnovare ma mettendo insieme tutto, a partire dall’autonomia scolastica, che è il nostro obiettivo fondamentale per rendere meno borbonico il sistema”. “La nostra volontà è quella di un grande dialogo sulla scuola e c’è stato un dibatito ampio su questo progetto educativo che comprende anche la fine della piaga del precariato storico”.

Le reazioni dei sindacati.  Non si fanno attendere le reazioni di Cgil, Cisl e Uil. Secondo Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, “il presidente del Consiglio ha preso atto che il disegno di legge sulla scuola è pessimo e per questa ragione ha provocato una forte opposizione di docenti, Ata, dirigenti scolastici, studenti e famiglie. Si faccia un decreto per le 100mila assunzioni, si preveda un piano pluriennale di immissioni in ruolo”. A definire “positiva” la pausa di riflessione “che il governo intende prendersi sulla scuola” è quindi Francesco Scrima, della Cisl Scuola: “Un supplemento di confronto – dice – sarebbe una decisione di grande buon senso, e troverebbe finalmente ascolto una richiesta che andiamo facendo da mesi. Non pensi il premier di potersela cavare con un passaggio sbrigativo e ‘mediatico’ che renderebbe ancora più lacerato un rapporto già fortemente compromesso col mondo della scuola”. Dalla Uil è Carmelo Barbagallo, segretario generale dell’organizzazione, a commentare: “L’avevamo previsto: con un ddl non sarebbe stato possibile concretizzare le assunzioni dei precari. E, infatti, avevamo chiesto un decreto che, volendo, ancora si potrebbe fare”.

http://www.repubblica.it/scuola/2015/06/16/news/scuola_renzi_quest_anno_saltano_le_assunzioni_-117004519/