Scuola. Nuovo contratto preelettorale

Firmare il contratto in tempo utile per consentire ai docenti e ai non docenti di incassare gli aumenti prima delle elezioni. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi sarebbe questo l’ordine del governo impartito all’Aran sui tempi delle trattative. Per rispettare la tabella di marcia l’Aran sarebbe intenzionata a non modificare nulla della parte normativa del contratto attualmente in vigore.

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Corsa per consentire ai docenti e ai non docenti di incassare gli aumenti prima delle elezioni
Nuovo contratto preelettorale
L’accordo sarà prevalentemente di natura economica

 

 di Marco Nobilio – ItaliaOggi – 5 dicembre 2017

Firmare il contratto in tempo utile per consentire ai docenti e ai non docenti di incassare gli aumenti prima delle elezioni. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi sarebbe questo l’ordine del governo impartito all’Aran sui tempi delle trattative. Per rispettare la tabella di marcia l’Aran sarebbe intenzionata a non modificare nulla della parte normativa del contratto attualmente in vigore.

Dunque, il nuovo contratto sarà sostanzialmente economico, salvo qualche piccola operazione di ordinaria manutenzione degli istituti più controversi. In caso contrario non si farebbe in tempo per le elezioni previste in primavera e si perderebbe l’effetto positivo di accrescimento del consenso, sul quale il governo punta per recuperare parte del terreno perso a causa della legge 107/2015. Ma non sarà facile.

La proposta avanzata da alcuni sindacati di utilizzare i 200 milioni previsti dal comma 126, dell’articolo 1, della legge 107/2015, per rimpinguare le magre risorse previste per gli aumenti (che dovrebbero aggirarsi in 85 euro lordo – stato a testa) sarebbe stata bocciata da palazzo Chigi per l’opposizione del Pd, che non intende modificare la legge. La proposta avrebbe consentito al governo di eliminare uno degli elementi più contestati della legge 107/2015: la facoltà discrezionale del dirigente scolastico di erogare somme ai docenti sulla base di criteri di massima che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, avrebbe creato molto malcontento nelle scuole. L’altro elemento nevralgico è la chiamata diretta. Che pur essendo afferente la materia della mobilità, non può essere cancellata per contratto essendo stata introdotta da una legge. La contrattazione collettiva, infatti, non ha il potere di cancellare le disposizioni di legge, ma solo di introdurre delle deroghe. Deroghe che, secondo quanto previsto dal decreto Madia, devono rispettare i principi contenuti nel decreto legislativo 165/2001. Che prevede anche la sostituzione delle clausole non conformi alla legge con le disposizioni di legge con cui contrastano.

L’anno scorso, per esempio, le parti hanno adottato una soluzione conservativa dell’istituto della chiamata diretta, mitigata con la reintroduzione della possibilità di chiedere il trasferimento per sole 5 sedi di preferenza conservando o assumendo la titolarità della sede in caso di accoglimento. Per il resto, sempre secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il governo avrebbe intenzione di conservare il sistema degli scatti di anzianità (i cosiddetti gradoni). Ma anche il ritardo di un anno nella maturazione degli scatti, per effetto della cancellazione dell’utilità dell’anno 2013. Cancellazione che fu adottata dal governo Monti e che anche l’attuale governo intende confermare. Per ripristinare il sistema della progressione retributiva di anzianità, come definita nel contratto attualmente in vigore, ci vorrebbero altri 350 milioni di euro. Più o meno gli stessi soldi che sono stati stanziati per il bonus di 500 euro per l’aggiornamento. Che peraltro sembra siano stati spesi solo per metà dai docenti a causa della notevole complessità della procedura informatica per emettere i voucher. Anche per questi soldi alcuni sindacati avrebbero proposto una modifica della destinazione d’uso per consentirne l’utilizzo a beneficio degli aumenti retributivi. Ma per questa cosa, il governo non intende modificare la legge 107/2015, sia per motivi di merito (il Pd non intende ritornare sui suoi passi) che di procedura.

Eventuali modifiche della destinazione d’uso di questi fondi, infatti, dovrebbero essere adottate con un provvedimento legislativo. Ciò comporterebbe un rallentamento della procedura per il rinnovo del contratto. E taluni temono addirittura che mancherebbero i numeri in parlamento per far passare le modifiche. Nondimeno, rispetto al precedente governo, l’attuale esecutivo ha manifestato notevoli aperture nei confronti dei sindacati. Già solo per il fatto di avere accettato di non modificare le regole fondamentali sul rapporto di lavoro: orario, permessi e, probabilmente, anche la disciplina sostanziale delle sanzioni disciplinari. Tutti temi sensibili che, se modificati in peggio, avrebbero incontrato l’opposizione netta dei sindacati e il rallentamento della contrattazione. In particolare, sull’orario di lavoro non dovrebbero essere introdotte novità. In passato il governo Monti tentò di aumentare a 24 le ore di lezione lasciando invariato lo stipendio, ma non se ne fece più nulla. Anche perché la norma era in odore di incostituzionalità. Idem sui permessi, che potrebbero essere fatti salvi grazie ad un’interpretazione meno restrittiva che in passato delle norme sulla derogabilità delle leggi. Qualche incognita potrebbe sussistere per quanto riguarda il catalogo delle sanzioni disciplinari dei docenti. Si pensi, per esempio, alla paventata estensione ai docenti della sanzione della sospensione fino a 10 giorni, che esporrebbe anche i docenti ad un ulteriore inasprimento del rapporto gerarchico verticale rispetto ai dirigenti, con ulteriori incognite in sede di contenzioso.

http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=2230088&codiciTestate=1&sez=professionisti&titolo=Nuovo%20contratto%20preelettorale

http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/nuovo-contratto-preelettorale.flc

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Ultime contratto scuola 2017: stipendi, bonus docenti e chiamata diretta VIDEO

Ultime notizie di oggi, 5 dicembre, sul rinnovo dei contratti statali e scuola: novità su stipendi e arretrati 2016 e 2017, mobilità e bonus docenti.

Arrivano novità sul rinnovo del contratto della #Scuola per i docenti e per il personale non docente: l’accordo che si stipulerà all’Aran sarà, prevalentemente, incentrato sugli aspetti economici, ovvero sugli aumenti degli stipendi. Si cercherà di firmare il nuovo #contratto scuola prima della fine del 2017 per fare in modo che gli aumenti di stipendio e gli arretrati per gli anni 2016 e 2017 arrivino prima delle elezioni politiche del 2018. E’ quanto riportato nell’edizione odierna da Italia Oggi che parla anche delle possibili novità in merito ad alcuni istituti della riforma della Buona scuola di Renzi sui quali, però, il Governo Gentiloni ed il ministero dell’Istruzione di Valeria Fedeli fanno muro [VIDEO]

Ultime novità contratti statali e scuola: stipendi e arretrati 2016 e 2017

Secondo quanto riporta il quotidiano economico, la parola d’ordine all’Aran sarebbe quella di procedere il più velocemente possibile con il rinnovo del contratto della scuola per assicurare gli aumenti degli stipendi dei docenti e non di 85 euro mensili a partire dal 2018. Proprio per rispettare la tabella di marcia, pertanto, all’Aran non sarebbero intenzionati a cambiare nulla in merito alla normativa delineata dalla riforma della Buona scuola, in particolar modo per quanto attiene al #bonus docenti e alla chiamata diretta sulla mobilità. Al contrario, tornare a discutere dei meccanismi della legge 107/2015 rallenterebbe il rinnovo del contratto della scuola e quel processo di consenso popolare che il Governo punta a conquistare proprio in vista delle elezioni politiche.

Inoltre, la chiusura dei contratti statali è basilare anche per il rimborso dovuto al mancato rinnovo degli anni 2016 e 2017 per il quale è stata calcolata una cifra media di 581 euro [VIDEO] per ogni dipendente della Pubblica amministrazione.

Novità oggi su chiamata diretta e bonus docenti nel rinnovo contratto scuola

Pertanto, scrive Italia Oggi, con il rinnovo del contratto scuola verrebbero a cadere due delle maggiori richieste dei sindacati a favore dei docenti. La prima è quella di destinare i duecento milioni del bonus docenti previsto dalla Buona scuola agli aumenti degli stipendi, sottraendoli alla discrezionalità dei presidi [VIDEO]. La bocciatura arriverebbe proprio dal Partito Democratico che sarebbe contrario ad una modifica importante della Buona scuola. La seconda richiesta dei sindacati riguarderebbe la chiamata diretta: l’istituto non potrebbe essere cancellato dal rinnovo del contratto perché previsto per legge. In tal senso, la contrattazione per i nuovi contratti statali non potrebbe cancellare una disposizione di legge, ma solo procedere a delle deroghe. Nello scorso anno, la chiamata diretta è stata mitigata lasciando ai docenti la possibilità di richiedere la mobilità su cinque sedi preferite e assumendo la titolarità della sede nel caso in cui la domanda fosse stata accolta.

http://it.blastingnews.com/lavoro/2017/12/ultime-contratto-scuola-2017-stipendi-bonus-docenti-e-chiamata-diretta-002212073.html

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