Scuola dell’Infanzia, più di 30 mila bambini anticipatari nel Mezzogiorno

La scelta degli anticipi, quando non è sollecitata dalla stessa scuola in cerca di ‘clienti’ per stare sul mercato, è dovuta essenzialmente a due ragioni: mancanza sul territorio di servizi per la prima infanzia e minori costi di frequenza rispetto a quelli di nidi d’infanzia. 

In taluni territori – in Sicilia e in particolare a Palermo, Catania e Messina – le ragioni sono anche altre. Da sempre, cioè da circa mezzo secolo, molte scuole statali funzionano soltanto a tempo ridotto, in quanto non è mai stato attivato dalle Amministrazioni comunali il servizio di mensa.

§ https://www.tuttoscuola.com/scuola-dellinfanzia-piu-di-30-mila-bambini-anticipatari-nel-mezzogiorno/

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Scuola dell’Infanzia, pi ù di 30 mila bambini anticipatari nel Mezzogiorno

26 marzo 2018

Altro momento non esaltante di offerta formativa nella scuola dell’infanzia è l’anticipo di iscrizione, consentito a bambini che i tre anni li compiono dopo la normale scadenza del 31 dicembre e comunque entro il 30 aprile(con scuole compiacenti e interessate che accolgono bambini nati anche dopo il 30 aprile!). Quei bambini anticipatari sono costretti ad adeguarsi ad attività didattiche e ai tempi previsti a misura per i bambini più grandi (ma può avvenire il contrario con i più grandi che segnano il passo).

La scelta degli anticipi, quando non è sollecitata dalla stessa scuola in cerca di ‘clienti’ per stare sul mercato, è dovuta essenzialmente a due ragioni: mancanza sul territorio di servizi per la prima infanzia e minori costi di frequenza rispetto a quelli di nidi d’infanzia. 

C’è anche una ragione nascosta ma non troppo: gli anticipi sono materia preziosa per mantenere i livelli occupazionali degli organici soprattutto nei territori maggiormente colpiti dal calo demografico.

Il Sud Italia e le Isole, i territori che più di altri risentono della mancanza di servizi per la prima infanzia, si avvalgono più di altri dell’istituto dell’anticipo nella scuola dell’infanzia.

E non solo nelle scuole statali, ma anche nelle scuole paritarie che, ancor più delle prime, hanno bisogno di stare sul mercato per sopravvivere, l’anticipo è vitale per stare sul mercato secondo una logica di concorrenza, al punto da accoglierne il 5,5% dei propri iscritti, con punte del 14,7% in Calabria e del 10% in Campania e Sicilia.

Nel 2016-17 gli anticipatari nelle scuole statali dell’infanzia sono stati più di 47 mila (il 5% del totale iscritti); nelle regioni meridionali sono stati più di 30 mila!

Anticipi nelle scuole statali infanzia 2016/17

Aree bambini Anticipatari
Sud 290.665 21.791 7,5%
Isole 133.080 8.833 6,6%
Centro 203.930 6.926 3,4%
Nord Ovest 203.756 6.291 3,1%
Nord Est 114.247 3.316 2,9%
Italia 945.678 47.157 5,0%

Elaborazione di Tuttoscuola.com su dati Miur

 

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Scuola dell’Infanzia, esiste anche quella di serie B: meno ore e momenti di socializzazione

27 marzo 2018

Non è tutto al meglio in questa scuola statale dell’infanziache in questi giorni ha celebrato il mezzo secolo di vita. Accanto a un’offerta educativa a tempo pieno e strutturata appositamente per bambini di almeno tre anni di età, c’è anche chi opta per un’offerta ridotta a poche ore al giorno, rivolta anche a bambini con meno di tre anni, che però esprime minore qualità. Eppure una quota crescente di bambini si avvale di queste formule riduttive di servizio educativo. Esaminiamo da vicino questa offerta ridotta: un orario parziale di frequenza, rimanendo a scuola poche ore al mattino per poi ritornare a casa senza nemmeno consumare il pasto a scuola.

I momenti di attività educativa e di socializzazione – importanti per la formazione dei piccoli – sono ridotti al minimo, così come viene a mancare il pranzo insieme come momento formativo e di avvio ad una forma dietetica corretta.

All’origine di questa scelta di avvalersi dell’orario ridotto – consentito dalla normativa – c’è spesso una ragione economica legata al costo della retta dovuta al consumo del pasto.

Sembra che ad avvalersene siano soprattutto le famiglie straniere che, in questo modo, limitano purtroppo le condizioni di piena integrazione dei loro figli.

In taluni territori – in Sicilia e in particolare a Palermo, Catania e Messina – le ragioni sono anche altre. Da sempre, cioè da circa mezzo secolo, molte scuole statali funzionano soltanto a tempo ridotto, in quanto non è mai stato attivato dalle Amministrazioni comunali il servizio di mensa.

§ https://www.tuttoscuola.com/scuola-infanzia-serie-b/

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Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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