Il collega Domenico Ciraolo commenta la norma sul segreto d’ufficio…

I ds lavorano spesso in contrasto con l’ordine pubblico, rischiando di commettere giornalmente gravi reati penali, la riforma ha degradato la scuola al livello di corruzione e di immoralità, che ha sempre contraddistinto la pubblica amministrazione italiana. I reati che commette il DS possono essere contestati solo dal Direttore Regionale, ma non esiste uno straccio di procedura che consente a chi ha notizia di reato di attivare tale procedura, ne consegue che la scuola naviga nella più totale anarchia dipendente dai capricci del DS, che di fatto non è sottoposto ad alcun serio controllo, se non a quelli di natura ordinaria e burocratica (dispersione, iscritti, ripetenze…). Inoltre, più in generale, in Italia, nelle pubbliche amministrazioni, vige la pesante norma sul segreto d’ufficio, che, nel campo educativo, si rivela disastrosa, con l’abolizione del sistema gerarchico, il segreto d’ufficio costringe il docenti all’omertà , alla connivenza e alla delazione, non potendosi rivolgersi ad un superiore gerarchico, ma solo al Direttore Regionale che ancora in teoria dovrebbe detenere una sorta di potere di vigilanza che di fatto è del tutto irrealizzabile. Con grande nostalgia ricordo gli ispettori tecnici del Piemonte (De Rossi, Titone e Cascini) con i quali si poteva amabilmente discutere di valori, di legalità e di qualità della scuola.