Rispondendo alla domanda posta da una studentessa se si arriverà presto ad un apprendimento senza discriminazioni economiche, il ministro Fedeli ha detto: “Me lo auguro perché è da molto tempo che lo Stato italiano sta investendo nel diritto allo studio. Investire senza discriminazioni economiche significa appunto dare la possibilità a ragazzi e ragazzi che vengono e vivono in contesti difficili di poter comunque fare il proprio percorso, anche perché la sfida di tutta la società è l’investimento nonché l’allargamento di questo investimento su tutta la filiera del sapere. Noi andremo avanti nel percorrere questa strada”, ha concluso Fedeli.

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Valeria Fedeli e la rivoluzione della Buona scuola

“La Costituzione Italiana garantisce in modo fondamentale il diritto all’istruzione pubblica (e quindi statale e paritaria)”, ha dichiarato il ministro

A questo proposito, la Ministra è stata sollecitata sul tema più attuale e dibattuto, anche nei Palazzi della politica: il Costo Standard. “E’ uno studio che noi dobbiamo continuare a fare”, afferma con convinzione l’on.le Fedeli, e aggiunge “perché questo è un elemento che deriva da un dibattito che c’è da molti anni”. Molto decisa sul prossimo futuro, la ministra dichiara. “Io credo che riuscirò a costituire questo gruppo di lavoro sul costo standard” – e infatti sta ricercando, per il tavolo dedicato, alte competenze specifiche di tutti gli schieramenti politici – “che mi sembra un elemento comunque necessario di confronto perché la libera scelta di dove portare i propri figli è un punto importante”. Con puntuale e decisa chiarezza, aggiunge: “la Costituzione Italiana garantisce in modo fondamentale il diritto all’istruzione pubblica (e quindi statale e paritaria) e su questo il tema dell’attuazione della Costituzione riguardo al pluralismo culturale è un elemento fondamentale”.

La Ministra ricorda che “questo è uno dei temi che hanno tenuto aperta la riflessione in 70 anni. Al primo gennaio saranno 70 anni che è in vigore la Costituzione, con un articolo, il 3, a cui io tengo moltissimo”. Di conseguenza indica la corretta formulazione che deve condurre alla effettiva realizzazione di quanto espresso nell’art. 3: come, cioè, il Parlamento deve mettere in condizione di libertà di scelta la famiglia italiana “dentro ad una funzione (quella educativa) qualitativamente riconosciuta dallo Stato” nei confronti della scuola pubblica tutta, statale e paritaria. Infatti, nota che “la responsabilità prima ce l’ha lo Stato…”, dunque il Parlamento, perché altrimenti “lo Stato chi è?… questa è la vera discussione da fare”. Sarebbe grave che, come sta capitando per lo ius soli, al di là degli inopportuni scioperi della fame, “il Parlamento italiano non trovasse le condizioni democratiche, quindi i numeri, per poterlo approvare”, perché altrimenti la società italiana e soprattutto l’istruzione e l’educazione rischierebbero “di trovarsi molto più avanti della realtà che viene misurata nei voti legittimamente democratici del Parlamento”. L’augurio della Ministra, infatti, è che presto si arrivi al fatto di permettere a tutti gli studenti di apprendere senza discriminazioni economiche, “perché l’investimento nel diritto allo studio lo Stato italiano lo sta facendo da molto tempo” e senza discriminazioni economiche significa esattamente – secondo l’on.le Fedeli, “investire per dare la possibilità alle ragazze e ai ragazzi che vivono in contesti difficili economici di poter fare comunque il proprio percorso” evidentemente nella buona scuola pubblica, statale e paritaria, anche perché la sfida di tutta la società è “l’investimento e l’allargamento dell’investimento su tutta la filiera del sapere”. Questa è la strada che il governo vuole perseguire.

A questa strada non sono estranei i grandi attori della scuola: gli insegnanti. Il fatto che molti docenti abbiano scelto liberamente, a seguito di una personale valutazione dei propri percorsi di insegnamento, di restare nelle scuole paritarie, quelle di eccelsa qualità, e altri abbiano optato per l’immissione in ruolo nello Stato , mette in luce una delle grandi questioni dell’istruzione pubblica – statale e paritaria – italiana: “se noi vogliamo valorizzare anche la qualità delle diverse esperienze, occorre avere una qualità di insegnamento che deve essere parificata”. Data per scontata, ormai, la soppressione pressoché totale, negli ultimi anni, delle scuole paritarie di serie C, anche dentro alla logica del pluralismo, o di quello che sarà studiato come ‘costo standard’, occorrerà perseguire la parità di qualità formativa. “Questo è il grande tema. Quindi occorre la stessa qualità di reclutamento e gli stessi criteri di reclutamento”. Questa è la vera scommessa.

http://www.ilgiornale.it/news/milano/valeria-fedeli-e-rivoluzione-buona-scuola-1451477.html

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Scuole paritarie, che cosa ha detto il ministro Fedeli sul costo standard

Scuole paritarie, che cosa ha detto il ministro Fedeli sul costo standard

“La libera scelta educativa è un elemento importante e che necessita della dovuta chiarezza”. Sono queste le parole del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, pronunciate a margine di un’intervista rilasciata in occasione del convegno “Arte-Formazione-Cultura” che si è svolto lo scorso 7 ottobre presso l’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline di via Quadronno a Milano.

LE PAROLE DI FEDELI

“Speriamo di raggiungere l’obiettivo del costo strandard in tempi brevi”, ha affermato il ministro. “Abbiamo presente la questione della libera scelta educativa – ha dichiarato Fedeli – tanto che nella legge di bilancio del 2017 abbiamo equiparato la scuola paritaria a quella pubblica. Per quel che riguarda il costo standard, si tratta di uno studio che dobbiamo continuare a fare costituendo anche un apposito gruppo di lavoro. Si tratta di un confronto necessario poiché la libera scelta educativa è un elemento importante e che necessita della dovuta chiarezza. La Costituzione italiana, infatti, garantisce in modo fondamentale il diritto all’istruzione, così come è anche costituzionale il tema del pluralismo culturale, tra gli elementi principali che hanno tenuto aperta e tengono tutt’ora aperta la discussione. La questione che lo Stato otterrebbe dei risparmi dal Costo Standard è impostata male. La cosa corretta da chiedersi, secondo me, è come poter offrire una condizione di libertà di scelta dentro a una funzione qualitativamente riconosciuta dallo Stato? Un primo passo in avanti, inoltre, è stato quello di aver già superato la questione di considerare le scuole paritarie di serie c in relazione alla valutazione della qualità dell’insegnamento e della selezione del personale. Credo che proprio nella logica del pluralismo occorra considerare cosa sia il costo standard a parità di qualità formativa, quindi a parità di criteri su ogni fronte”.

UNA SCUOLA SENZA DISCRIMINAZIONI

Rispondendo alla domanda posta da una studentessa se si arriverà presto ad un apprendimento senza discriminazioni economiche, il ministro Fedeli ha detto:

“Me lo auguro perché è da molto tempo che lo Stato italiano sta investendo nel diritto allo studio. Investire senza discriminazioni economiche significa appunto dare la possibilità a ragazzi e ragazzi che vengono e vivono in contesti difficili di poter comunque fare il proprio percorso, anche perché la sfida di tutta la società è l’investimento nonché l’allargamento di questo investimento su tutta la filiera del sapere. Noi andremo avanti nel percorrere questa strada”, ha concluso Fedeli.

IL COMMENTO DI SUOR ANNA MONIA ALFIERI

“A fronte di una formazione di qualità che viene riconosciuta come svolta in un sistema pluralista di scuola pubblica statale e di scuola pubblica paritaria è giusto porre in esame allo studio il costo standard di sostenibilità proprio in quest’ottica per valorizzare l’offerta formativa”, ha detto Suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante dell’Istituto Marcelline, la quale ha registrato il parere positivo del ministro Fedeli, ed è certa che in tempi brevi si riuscirà a garantire il diritto di apprendere dello studente senza discriminazioni, puntando su un’offerta formativa di qualità sia a gestione statale che a gestione paritaria, invocando sempre la chiusura dei diplomifici che non fanno bene a nessuno.

http://formiche.net/2017/10/10/scuola-che-cosa-ha-detto-il-ministro-fedeli-sul-costo-standard/

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