Scuole paritarie, né di serie B, né di serie A, ma fanno parte di un campionato tutto loro, parallelo e diverso

Infine le paritarie sono pacificamente e mediamente al disotto delle statali, lo dicono i confronti internazionali, la provenienza e le aspettative degli iscritti, poi la migrazione dei docenti dalle paritarie verso le scuole statali lo conferma in modo lapalissiano.

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Scuole paritarie, né di serie B, né di serie A, ma fanno parte di un campionato loro e diverso

di Vincenzo Pascuzzi – 15 marzo 2019

Forza Italia corteggia le scuole paritarie, le ascolta, promette; però ha lasciato in panchina i titolari Gelmini e Aprea (indimenticabili ma usurati e forse impresentabili) e si è affidata alle riserve Lonardo, Galloni ed altri. Così ieri – 14 marzo – ha presentato al Senato la sua “mozione a sostegno del Comparto Scuola”.

In realtà a FI interessa non tutto il Comparto Scuola, ma solo il segmento (10-12% del totale) delle scuole paritarie. Infatti la senatrice Lonardo ritiene “Inaccettabile che gli insegnanti delle paritarie non abbiano accesso al Concorsone” e chiede al governo di “Considerare il servizio svolto nel primo ciclo delle scuole paritarie alla stregua di quello effettuato negli istituti pubblici statali”.

Ma questa richiesta è demagogica e assurda, oltre che illogica e provocatoria. Infatti nelle paritarie si entra non per concorso o graduatorie (cioè sostanzialmente per merito, misurato con certe modalità), ma per chiamata diretta del Padre Rettore, o della Madre Superiora, e-o su segnalazione del Parroco o del Vescovo, a volte anche del Monsignore o del Cardinale. E bisogna avere certi comportamenti di conformità alle indicazioni religiose (buoni, pii ed osservanti cattolici secondo dei protocolli ad hoc). Comunque entrare nelle paritarie è – per alcuni – più semplice, facile, agevole ed economico, non richiede trasferimenti lontano da casa o al Nord.

La stessa sen. Lonardo argomenta: “Il governo non chiuda gli occhi e faccia la sua parte: non esiste una scuola di serie A e una di serie B”. In proposito, governo e ministro Bussetti non sembrano all’altezza della situazione e dei problemi della Scuola, ma sul punto specifico non possono essere criticati: perché mai dovrebbero svantaggiare i docenti delle statali rispetto a quelli delle paritarie che hanno scelto liberamente la via inizialmente più facile e comoda delle scuole paritarie?

Sarebbe un po’ come se il Colonnello comandante della Guardia svizzera pontificia pretendesse di partecipare alla selezione per diventare Generale dell’Esercito o dei Carabinieri o dei Servizi!

Poi la battuta sulla scuola di serie A o B è appunto una battuta, non ha consistenza argomentativa; le paritarie non sono né di serie A, né di serie B, ma fanno parte di un campionato tutto loro, parallelo, diverso anche se riconosciuto formalmente dalla l. 62/2000. Infine le paritarie sono pacificamente e mediamente al disotto delle statali, lo dicono i confronti internazionali, la provenienza e le aspettative degli iscritti, poi la migrazione dei docenti dalle paritarie verso le scuole statali lo conferma in modo lapalissiano.

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“Il governo – afferma Lonardo – non chiuda gli occhi e faccia la sua parte: non esiste una scuola di serie A e una di serie B”. Quindi, ha detto il senatore di FI, il servizio prestato dai docenti presso le scuole private è bene che valga come titolo d’accesso per l’assunzione nelle scuole pubbliche.

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Scuola, conferenza stampa FI. Lonardo: “Inaccettabile che gli insegnanti delle paritarie non abbiano accesso al Concorsone”

La senatrice sannnita: “Il Governo ha il dovere di dare una risposta”.

 14/03/2019  17:16:21 

Scuola, conferenza FIScuola, conferenza FI

Si è tenuta, questo pomeriggio, presso il Senato della Repubblica, la conferenza stampa di Forza Italia, “#UN’ALTRA SCUOLA” per presentare la mozione a sostegno del comparto scuola, depositata Sandra Lonardo, senatrice sannita del partito azzurro, come prima firmataria.

“È inaccettabile che le maestre ed i maestri delle scuole paritarie primarie e dell’infanzia siano tenuti fuori dal concorso, indetto dal Ministero dell’Istruzione per gli insegnanti diplomati magistrali – ha dichiarato la Lonardo – si stanno utilizzando due pesi e due misure. Sarebbe corretto che il Governo desse la possibilità di accesso al ‘Concorsone’ attraverso un decreto legge, oppure che le forze politiche approvassero una norma che consenta di poter arrivare ad una soluzione che faccia finire questo stillicidio e questa ingiusta sproporzione tra docenti che operano all’interno del mondo della scuola”.

“Il Governo – ha proseguito – ha il dovere di dare una risposta: gli chiediamo di venire al più presto in Aula a dire cosa voglia fare e come si voglia procedere. Siamo tutti stufi di ascoltare parole a vuoto dai gialli, dai verdi, dai rossi…ora basta! È finita la policromia delle dichiarazioni! Ora occorre l’assunzione di responsabilità da parte di ognuno. Non possiamo più far finta di nulla”.

“Ho ricevuto centinaia di lettere dagli insegnati provenienti da tutta Italia – ha spiegato – le ho lette tutte ed ho colto parole di delusione, mortificazione, disappunto, dolore, paura per il futuro, e soprattutto perdita di fiducia nei confronti di uno Stato che dovrebbe dare pari opportunità, tutela, giustizia e che, invece, sta scrivendo davvero una brutta pagina di storia”.

“Si può, però, recuperare – conclude – e, riportandomi con la mente agli anni in cui il diploma magistrale era un titolo finito e dava la possibilità di insegnare, mi piace immaginare che come si cancellava allora con il grande cassino ciò che veniva scritto sulle lavagne in quelle aule, possa oggi il Ministro Bussetti cancellare, o per riportarci ai nostri giorni, nel linguaggio moderno, resettare tutto, per ridare fiducia e futuro a chi questo futuro lo sta vedendo franare”.

Redazione 

§ https://www.ilquaderno.it/scuola-conferenza-stampa-fi-lonardo–quot;inaccettabile-che-insegnanti-delle-paritarie-abbiano-accesso-concorsone-quot;-134110.html

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Scuole paritarie, il servizio deve valere come quello svolto negli istituti pubblici statali: mozione Forza Italia

Considerare il servizio svolto nel primo ciclo delle scuole paritarie alla stregua di quello effettuato negli istituti pubblici statali: a chiederlo, assieme ad altre proposte sul precariato, è stata Forza Italia: il 14 marzo, con una conferenza stampa in Senato, alcuni parlamentari forzisti hanno comunicato di avere presentato due mozioni, tra i cui obiettivi primari figura quello di dare “uguale dignità alla scuola statale e a quella paritaria”, oltre che superare il sistema delle graduatorie per l’assunzione introdotto nel 2017 con la Buona Scuola di Renzi e prevedere un piano di investimenti per la sicurezza degli edifici.

Le paritarie non sono scuole di serie B

Con una mozione, a prima firma della senatrice Alessandrina Lonardo, si intende impegnare il governo a “modificare il decreto n. 87 del 2018 (comma 4, ndr) nella parte in cui ammette il possesso del servizio prestato unicamente nella scuola pubblica statale, escludendo quello prestato nella scuola primaria paritaria”.

Il riferimento è l’accesso al concorso riservato, voluto dal Governo per “salvare” principalmente i maestri con diploma magistrale dagli effetti derivanti dall’esclusione dalla GaE, a seguito della sentenza di fine 2017 dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, ribadita qualche giorno fa dallo stesso organismo giudiziario: per il raggiungimento delle tre annualità di servizio, nell’ultimo ottennio, infatti non venivano considerate le supplenze svolte nelle scuole paritarie.

“Il governo – afferma Lonardo – non chiuda gli occhi e faccia la sua parte: non esiste una scuola di serie A e una di serie B”.

Quindi, ha detto il senatore di FI, il servizio prestato dai docenti presso le scuole private è bene che valga come titolo d’accesso per l’assunzione nelle scuole pubbliche.

La differenza però esiste

Va ricordato, comunque, che l’auspicio di Forza Italia non ha sino ad oggi trovato spazio nei regolamenti delle graduatorie pubbliche per un semplice motivo: per prendere servizio nelle scuole paritarie, non è indispensabile far parte di una graduatoria d’istituto, e quindi essere scelti per un merito legato al servizio già svolto e ai titoli di studio e di specializzazione acquisiti.

E’ una differenza, quella tra chi opera come lavoratore nelle scuole pubbliche e chi in quelle paritarie, che non si può considerare superata dai tempi.

Tutti gli abilitati da assumere

Nell’altra mozione, a prima firma Roberto Berardi, Forza Italia chiede invece al Governo perché si adoperi per “una semplificazione del sistema di esaurimento delle graduatorie attraverso un programma di assunzioni” da realizzare con “una fase transitoria aperta a tutti i docenti in possesso del requisito di abilitazione”.

In pratica, il senatore e i firmatari della mozione intendono risolvere il problema dei maestri con diploma magistrale, attraverso l’avvio di un piano straordinario di assunzioni aperto anche a tutti coloro che sono stati esclusi dalle graduatorie e dalle immissioni in ruolo, proprio a seguito della recente confermata sentenza del Consiglio di Stato.

si tratta secondo Berardi di iniziative necessarie per rimettere in sesto la Scuola italiana perché, sottolinea “le graduatorie hanno creato solo precariato”.

Le intenzioni del Governo non sono queste

La proposta, tuttavia, cozza con le intenzioni espresse più volte dal nuovo corso ministeriale, guidato dal ministro Marco Bussetti, che ha intenzione solo di svuotare le GaE e puntare dritto ai concorsi pubblici, i quali d’ora in poi vanno intesi come esclusivo canale di reclutamento.

Attraverso la stessa mozione, infine, Forza Italia chiede di “prevedere nella prossima Legge di Bilancio un piano Nazionale di investimenti da almeno due miliardi di euro all’anno per dieci anni, che preveda l’adeguamento infrastrutturale per la sicurezza degli edifici e l’aggiornamento formativo”.

§ https://www.tecnicadellascuola.it/scuole-paritarie-il-servizio-deve-valere-come-quello-svolto-negli-istituti-pubblici-statali-mozione-forza-italia

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Governo si impegni a includere i diplomati magistrali delle paritarie al riservato

I diplomati magistrali rappresentano la categoria dei precari maggiormente discriminata dalla politica negli ultimi vent’anni. L’ultima, in ordine di tempo, è l’esclusione dal concorso straordinario dei docenti in possesso del servizio svolto nelle scuole paritarie. A questo proposito si è tenuta ieri, prezzo la Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, una conferenza stampa organizzata dal gruppo di Forza Italia.

La mozione

Il concorso straordinario, nelle intenzioni di questo governo, è stato bandito per sanare la posizione dei diplomati magistrali esclusi dalle GaE. Tuttavia, in seguito al requisito di accesso costituito dal possesso del servizio esclusivo nella scuola statale, in questo modo viene a compiersi l’ennesima discriminazione fra docenti in possesso dello stesso titolo. Eppure il Decreto legge 3 luglio 2001, n.255 recante – Disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2001/2002 – convertito con modificazioni dalla legge L. 20 agosto 2001, n. 333, all’articolo 2, comma 2, sancisce la completa equiparazione dei servizi statali e paritari.

L’obiettivo

La mozione dei senatori di Forza Italia Lonardo e Gallone evidenzia questa disparità e chiede al governo di impegnarsi a riconoscere valido il servizio presso le Scuole pubbliche paritarie anche come titolo di accesso, nonché a modificare il citato decreto legge 87/2018, nella parte in cui ammette il possesso del servizio prestato unicamente nella scuola pubblica statale, di fatto escludendo quello prestato nella scuola pubblica paritaria.

Strada sbagliata

Il precariato non si contrasta con misure parziali che nulla hanno a che vedere con un Piano di Stabilizzazione che assolva alla necessità di ridurre il precariato ben oltre i termini stabiliti dal Decreto Madia, che quantifica il limite massimo di reiterazione del precariato in 36 mesi e non 180 giorni per 2 annualità come richiesto dal Concorso Riservato, determinando in tal modo una limitazione del contingente di personale precario non perfettamente in armonia con l’ articolo 33 della Costituzione.

§ https://www.scuolainforma.it/2019/03/15/governo-si-impegni-a-includere-i-diplomati-magistrali-delle-paritarie-al-riservato.html

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Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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