Scuole paritarie private come charter school Usa?

 

 Il numero delle charter è in crescita in tutti gli stati e in crescita è il favore del pubblico. Ma sono in crescita anche critiche precise, autorevoli e non di parte, che l’Economist tace, sull’effettiva qualità degli apprendimenti.
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Elena Centemero: per migliorare la scuola serve l’introduzione del costo standard per alunno

di Aldo Domenico Ficara – 11 agosto 2017

La deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia Elena Centemero, in riferimento alle prossime politiche sulla scuola del suo partito, ha dichiarato: “Per migliorare la nostra scuola servono pochi ma decisi interventi di razionalizzazione, a cominciare dall’introduzione del costo standard per alunno per cui Forza Italia si batte da anni, con numerosi emendamenti presentati in Parlamento e un costante confronto con il mondo della scuola. Proprio il costo standard sarà alla base del nostro programma per la scuola, al fine di liberare risorse importanti, migliorare la qualità dell’offerta formativa e arrivare finalmente a una piena autonomia e parità scolastica”.

Aldo Domenico Ficara

Pubblicato da Aldo Ficara 12:03

http://aldodomenicoficara.blogspot.it/2017/08/elena-centemero-per-migliorare-la.html

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Dare ad ogni alunno un cachet da spendere nella scuola statale o paritaria. 40.000 firme per la petizione

di redazione – 15 gennaio 2017

La petizione per chiedere “uguaglianza tra scuole statali e paritarie” è promossa da Suor Anna Monia Alfieri Presidente Federazione Istituti di Attività Educative Regione Lombardia. Le motivazioni

“La proposta prevede che lo Stato ponga al centro dell’attenzione lo studente. Individui un costo standard di sostenibilità e lo applichi a ogni allievo della scuola italiana, sia statale che paritaria.

In pratica, dotando ogni alunno di un cachet da spendere nell’istituto che intende scegliere, si realizzerebbe finalmente il pluralismo educativo dando così alle famiglie la possibilità di decidere fra una buona scuola pubblica statale e una buona scuola pubblica paritaria; lo Stato risparmierebbe fino a 17 miliardi (!) di Euro  sull’attuale spesa scolastica;

un pluralismo formativo è possibile solo se assicuriamo alla scuola pubblica statale l’Autonomia scolastica e se rivediamo le linee di finanziamento di tutto il comparto scuola pubblica – statale e paritaria – attraverso il costo standard per alunno (da declinare in convenzioni, detrazioni, buono scuola, voucher ecc.).

Solo così l’Italia, quale Stato di diritto che è, saprà “garantire” i diritti che “riconosce”; si attiverebbe infine una sana concorrenza tra le scuole, mirata al miglioramento dell’offerta educativa. Il passaggio decisivo del “costo standard” non sta nella uguaglianza economica, ma nel “rafforzamento della responsabilità della famiglia” e nel rafforzamento del potere della domanda, rispetto all’offerta scolastica, qualunque essa sia.

L’alternativa dei finanziamenti a pioggia rappresenta il tracollo economico non solo della scuola pubblica statale, ma anche della pubblica paritaria. Tertium non datur.”

La petizione

http://www.orizzontescuola.it/dare-ad-ogni-alunno-un-cachet-da-spendere-nella-scuola-statale-o-paritaria-40-000-firme-per-la-petizione/
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 Il numero delle charter è in crescita in tutti gli stati e in crescita è il favore del pubblico. Ma sono in crescita anche critiche precise, autorevoli e non di parte, che l’Economist tace, sull’effettiva qualità degli apprendimenti.
https://www.internazionale.it/opinione/tullio-de-mauro/2014/03/06/pro-e-contro-le-charter-school
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https://ilmanifesto.it/lascesa-delle-charter-school/
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