sondaggio come alibi: scuola più severa sulla condotta e più esigente sulla preparazione

L‘inchiesta svolta dal Gruppo di Firenze dopo l’abolizione del 5 in condotta alle medie. Ma la posizione della maggioranza dei genitori non deve far dimenticare le sempre più frequenti contestazioni delle famiglie ai prof e i ricorsi al Tar contro le bocciature.

[sondaggio come alibi? quanto più severa e quanto più esigente? del 10% o del 200%? e in termini operativi reali, chi e come deve intervenire? con quali mezzi e in quali tempi? e siamo sicuri che le tolleranze su condotta e preparazione degli studenti non servano a nascondere le inadeguatezze del sistema scolastico? e di dispersione scolastica e universitaria ne vogliamo parlare? e bisogna tacere riguardo al (mal)trattamento economico del personale? e al fallimento negato della buona scuola?]

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Voto in condotta e compiti a casa: la scuola deve essere più severa

Lo rivelano i risultati di un sondaggio commissionato dal Gruppo di Firenze a Eumetra.

Il Corriere Nazionale, 30.11.2017

ROMA – Per il 67% degli italiani la scuola è troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi e il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta. Il 59% pensa che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti mentre il 75% considera utili i compiti a casa. Infine, circa il 50% degli italiani ha saputo che durante gli esami di Stato alcuni docenti chiudono un occhio su chi copia.

Sono i risultati del sondaggio commissionato dal Gruppo di Firenze a Eumetra MR ein base al quale in grande maggioranza l’opinione pubblica non condivide gli orientamenti pedagogici che hanno caratterizzato, con rarissime eccezioni, le politiche scolastiche degli ultimi decenni.

“Dall’orizzonte ministeriale è infatti sparito il valore dell’impegno, dello studio e dell’esercizio costanti (a scuola, ma anche a casa). La colpa dell’insuccesso sembra essere esclusivamente della scuola, di una didattica sbagliata, di un’insufficiente ‘personalizzazione’ dell’apprendimento. Gli esami poi sono stati via via aboliti e i due rimasti (terza media e maturità) resi sempre meno impegnativi” spiega il Gruppo di Firenze.

“Quanto alla disciplina, cornice indispensabile dell’apprendimento, mai si è sentito un ministro parlare agli studenti di responsabilità, dei doveri che si accompagnano ai diritti, di rispetto delle regole. E gli insegnanti, come i dirigenti, mai sono stati sollecitati a farle rispettare con la necessaria fermezza. Frequenti anzi i messaggi in direzione opposta, come la recente abolizione del 5 in condotta (senza considerare casi clamorosi, come l’elogio delle occupazioni fatto da un sottosegretario o l’invito di un ministro agli studenti a ribellarsi a genitori e docenti)” si legge ancora nella nota.

“Ovvie conseguenze: difficoltà di chi in classe cerca di contrastare, anche con sanzioni, i comportamenti scorretti; stress crescente tra gli insegnanti; danni molto seri alla preparazione degli studenti; progressivo scadimento del senso civico. Ci auguriamo che questi dati possano aiutare i responsabili politici a correggere la rotta, sapendo di avere l’appoggio della maggioranza degli elettori; e facciano sentire meno soli gli insegnanti e i dirigenti che si battono per una scuola accogliente, sì, ma anche rigorosa” conclude il Gruppo di Firenze.

(http://www.gildavenezia.it/voto-in-condotta-e-compiti-a-casa-la-scuola-deve-essere-piu-severa/)

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Niente voto in condotta e severità: la scuola italiana non forma gli studenti

In grande maggioranza, pertanto, l’opinione pubblica non condivide gli orientamenti pedagogici che hanno caratterizzato, con rarissime eccezioni, le politiche scolastiche degli ultimi decenni.

Poca severità e alunni non formati a dovere

Dal sondaggio Eumetra MR, risulta che il 67% degli italiani pensa alla scuola troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi, assumendo quindi atteggiamenti molto accomodanti, sia per quanto riguarda la preparazione, che per quanto concerne l’educazione.
Inoltre, il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta, come previsto dal decreto attuativo  alla legge 107 in merito alla valutazione. Infatti, come si ricorderà, la valutazione del comportamento che d’ora in poi sarà espressa con giudizio sintetico e non più con voti decimali, per offrire un quadro più complessivo sulla relazione che ciascun studente ha con gli altri e con l’ambiente scolastico.

Preparazione non adeguata e sui compiti a casa…

Il sondaggio rivela che il 59% pensano che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti, appunto come accennato in precedenza, ci sarebbe troppa “morbidezza” di docenti e presidi verso lo studio e la preparazione degli alunni. Dato strettamente connesso a quest’ultimo è quel  50% che ha saputo che durante gli esami di Stato alcuni docenti chiudono un occhio su chi copia.

Ma il punto interessante è quello relativo ai compiti a casa, uno dei temi forti degli ultimi anni, che vede favorevoli e contrari. In base a questo sondaggio, il 75% degli intervistati considera utili i compiti a casa, numero abbastanza elevato se si pensa alle varie “battaglie” per abolirli.

Bisogna puntare sui doveri e sulla preparazione

In definitiva, secondo il sondaggio condotto da Eumetra MR, oggi mancherebbe il valore dell’impegno, dello studio e dell’esercizio costanti (a scuola, ma anche a casa). La colpa dell’insuccesso sembra essere esclusivamente della scuola, di una didattica sbagliata, di un’insufficiente “personalizzazione” dell’apprendimento. Gli esami sono stati via via aboliti e i due rimasti (terza media e maturità) resi sempre meno impegnativi.

Le conseguenze di tale lassismo? Difficoltà di chi in classe cerca di contrastare, anche con sanzioni, i comportamenti scorretti; stress crescente tra gli insegnanti; danni molto seri alla preparazione degli studenti; progressivo scadimento del senso civico.

https://www.tecnicadellascuola.it/niente-voto-condotta-severita-la-scuola-italiana-non-forma-gli-studenti

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Le famiglie italiane chiedono una scuola più severa e esigente|Maestra corregge alunno: «Si scrive zebbra»

L‘inchiesta svolta dal Gruppo di Firenze dopo l’abolizione del 5 in condotta alle medie. Ma la posizione della maggioranza dei genitori non deve far dimenticare le sempre più frequenti contestazioni delle famiglie ai prof e i ricorsi al Tar contro le bocciature

Per una scuola più severa ed esigente

Una scuola più severa sul fronte della disciplina e più esigente su quello della preparazione. Questo chiedono le famiglie italiane al governo secondo un sondaggio commissionato dal Gruppo di Firenze, quattro docenti di scuola media e superiore da anni in prima linea per la promozione di una cultura del merito e delle regole nella scuola (a loro si deve la lettera-denuncia firmata quasi un anno fa da 600 prof universitari sul fatto che gli studenti arrivati alla laurea commettono ancora errori ortografici e grammaticali da terza elementare).

Sbagliato eliminare la bocciatura per il voto in condotta

Per il 67% degli italiani la scuola è troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi; il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta. Nel commento che accompagna il sondaggio, Giorgio Ragazzini, uno dei quattro docenti del Gruppo di Firenze, stigmatizza la recente abolizione del 5 in condotta alle medie . I risultati del sondaggio non devono però far dimenticare gli episodi ormai sempre più frequenti di genitori che contestano e possono arrivare ad aggredire anche fisicamente i docenti quando questi ultimi rimproverano i loro figli, per non parlare dell’abitudine tutta italiana di ricorrere al Tar in caso di bocciatura.

Più valore all’impegno e allo studio

Il 59% del campione intervistato (800 persone in tutto di diversa età, genere, area di residenza) pensa che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti.

Più compiti a casa: servono?

Il 75% considera utili i compiti a casa. Ragazzini punta il dito sul fatto che non venga più enfatizzato «il valore dell’impegno, dello studio e dell’esercizio costanti (a scuola, ma anche a casa)». In realtà i dati Ocse-Pisa dicono che in media i nostri ragazzi studiano molto più dei loro coetanei europei ma con scarsi risultati. Secondo tutti gli studi internazionali, il lavoro a casa tende ad enfatizzare le differenze di partenza, perché non tutti hanno alle spalle una famiglia che può dare una mano direttamente o indirettamente (pagando delle ripetizioni).

Quell’aiutino dei prof agli esami

Circa il 50% ha saputo che durante gli esami di Stato alcuni docenti chiudono un occhio su chi copia. Soprattutto durante la terza prova, il cosiddetto «quizzone» che non essendo elaborato dal ministero ma dalle singole commissioni d’esame è particolarmente esposto al rischio di «aiutini» (ci sono docenti che anticipano ai ragazzi le materie su cui verte la prova). Ma dall’anno prossimo almeno questa tentazione scomparirà perché la nuova maturità prevede solo due scritti (il tema e la prova d’indirizzo), entrambi centralizzati.

http://www.corriere.it/scuola/medie/cards/famiglie-italiane-chiedono-scuola-piu-severa-esigentemaestra-corregge-alunno-si-scrive-zebbra-non-zebra/per-scuola-piu-severa-ed-esigente_principale.shtml

http://www.corriere.it/scuola/medie/cards/famiglie-italiane-chiedono-scuola-piu-severa-esigentemaestra-corregge-alunno-si-scrive-zebbra-non-zebra/per-scuola-piu-severa-ed-esigente_last.shtml

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GLI ITALIANI BOCCIANO LA SCUOLA BUONISTA.

Un sondaggio di Eumetra per il Gruppo di Firenze

Comunicato stampa

Sondaggio: la scuola deve essere più severa sulla condotta e più esigente sulla preparazione degli studenti

 Per il 67% degli italiani la scuola è troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi;

 il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta;

 il 59% pensa che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti;

 il 75% considera utili i compiti a casa;

 più del 50% è venuto a sapere che durante gli esami si copia.

Dunque i risultati del sondaggio (in allegatodicono che in grande maggioranza l’opinione pubblica non condivide gli orientamenti pedagogici che hanno caratterizzato, con rarissime eccezioni, le politiche scolastiche degli ultimi decenni.

Dall’orizzonte ministeriale è infatti sparito il valore dell’impegno, dello studio e dell’esercizio costanti (a scuola, ma anche a casa). La colpa dell’insuccesso sembra essere esclusivamente della scuola, di una didattica sbagliata, di un’insufficiente “personalizzazione” dell’apprendimento. Gli esami poi sono stati via via aboliti e i due rimasti (terza media e maturità) resi sempre meno impegnativi.

Quanto alla disciplina, cornice indispensabile dell’apprendimento, mai si è sentito un ministro parlare agli studenti di responsabilità, dei doveri che si accompagnano ai diritti, di rispetto delle regole. E gli insegnanti, come i dirigenti, mai sono stati sollecitati a farle rispettare con la necessaria fermezza. Frequenti anzi i messaggi in direzione opposta, come la recente abolizione del 5 in condotta.

Ovvie conseguenze: difficoltà di chi in classe cerca di contrastare, anche con sanzioni, i comportamenti scorretti; stress crescente tra gli insegnanti; danni molto seri alla preparazione degli studenti; progressivo scadimento del senso civico.

Ci auguriamo che questi dati possano aiutare i responsabili politici a correggere la rotta, sapendo di avere l’appoggio della maggioranza degli elettori; e facciano sentire meno soli gli insegnanti e i dirigenti che si battono per una scuola accogliente, sì, ma anche rigorosa.

Firenze, 30 novembre 2017

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2 COMMENTI:

Anonimo ha detto…
È incompleto… Bocciano la scuola buonista per i figli degli altri.
Papik.f ha detto…
Non credo sia vero quello che dice Anonimo delle 16.44, i genitori che vogliono (vorrebbero) una scuola seria per i propri figli sono una larga maggioranza, per la mia esperienza.
Purtroppo, però, una ridotta minoranza è sufficiente a modificare gli atteggiamenti di insegnanti e (soprattutto) dirigenti minando il campo con i potenziali ricorsi.
Gli esiti di questo sondaggio non mi stupiscono affatto in relazione a quello che sento, per lo più, dire dalla cosiddetta utenza. Con eccezioni, certamente, ma con le percentuali ci siamo, direi.
Il fatto è che la serie sciagurata di riforme che ha messo in ginocchio la scuola italiana non deriva dall’ascolto delle idee dell’elettorato o dell’opinione pubblica.
Si tratta, a mio parere, dell’applicazione delle idee precostituite di gruppi di pressione di vario genere, di una pedagogia fortemente ideologizzata (ma sempre attenta ad accusare di atteggiamento antiscientifico chiunque le si opponesse) e di un’amministrazione che ha sempre operato con continuità attraverso i diversi orientamenti politici dei governi che si sono succeduti.

http://gruppodifirenze.blogspot.it/2017/11/gli-italiani-bocciano-la-scuola_30.html

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