SOSPESA UN’INSEGNANTE DI SOSTEGNO di P.A…(da Latecnicadellascuola)

 

03/04/2014

 

Schiaffi, spintoni e insulti a un ragazzino disabile da parte proprio della sua insegnante che avrebbe dovuto sostenerlo. È successo a Viterbo

Un’altra orribile vicenda viene alla luce a seguito della segnalazione della madre di un ragazzo gravemente disabile di 12 anni, che frequenta una scuola di Viterbo. Si tratta di presunti maltrattamenti, scrive Dire.it, cui era sottoposto il ragazzino durante le lezioni e che la mamma ha riferito al personale specializzato della Squadra mobile dopo le confessioni a lei e ai medici che lo hanno in cura. “Le immediate attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica, consentivano di acquisire alcuni iniziali riscontri a quanto riferito dalla donna”. Inoltre “il ragazzino sentito a verbale nelle forme dell’audizione protetta, alla presenza di esperti di psicologia infantile, raccontava di essere vittima di episodi di maltrattamento, di varia natura, durante l’orario scolastico”. Per verificare quanto emerso in questa prima fase degli accertamenti investigativi, la magistratura ha dato il via libera al posizionamento delle telecamere. “Abbiamo avviato servizi di intercettazione video-ambientali nelle aule dell’istituto frequentato dalla vittima”. E, con l’ausilio degli strumenti tecnici, gli operatori di Polizia hanno documentato episodi in cui la donna si rendeva protagonista di atti di vessazione fisica (percosse, schiaffi, calci, spintoni, immobilizzazioni violente) nei confronti dell’alunno. “Sono state anche registrate numerose conversazioni dal chiaro contenuto vessatorio di tipo psicologico, dal momento che il piccolo, durante le lezioni, era minacciato, offeso e deriso con frasi irripetibili”. Trasfuse tutte le risultanze investigative in una dettagliata informativa, l’autorità giudiziaria, ieri mattina, ha emesso un’ordinanza di applicazione di misura interdittiva, con sospensione dal servizio di assistente scolastico, nei confronti dell’insegnante. A suo carico è stato configurato il reato di maltrattamenti del disabile, a lei affidato per ragioni di cura, educazione, vigilanza e custodia, con l’aggravante di aver commesso il fatto nei riguardi di un minore di 18 anni.