né Farone, né Spicola hanno dato spiegazioni del repentino passaggio del decreto legge al disegno di legge della cosiddetta “Buona scuola” che fra i suoi obiettivi aveva quello della sistemazione di 150mila precari.

SPICOLA E FARAONE: DUE SICILIANI AL MIUR

di Pasquale Almirante – Giovedì, 09 Aprile 2015

Ma con quali esiti? Il sospetto che il sottosegretario Davide Faraone e l’ex vice segretaria del Pd siciliano, Mila Spicola, reggano il gioco a Palazzo Chigi. Eppure di Spicola ricordiamo interventi di fuoco contro le precedenti politiche governative

Quante volte si è invocata la presenza di un esperto docente al Miur? Di uno che sapesse come in effetti stanno le cose dal di dentro della scuola e non per sentito dire, come troppo spesso è accaduto. Ed eccola lì, la nostra Mila Spicola, battagliera docente quando al governo non c’era il suo partito, il Pd, che però ora decide le sorti di miglia di docenti e di milioni di alunni. Eppure non ci pare che si stia muovendo qualcosa di veramente rivoluzionario per la nostra istruzione, né che il programma annunciato dal Partito democratico, prima delle elezioni, stia avendo i risultati promessi.

Né abbiamo sentito più la sua voce, forse perché coperta dal sottosegretario Faraone o dalla ministra o addirittura dal premier Renzi che ama apparire più di quanto le apparizioni fanno apparire, di Mila, la “pasionaria” Mila, come tanti docenti precari l’hanno chiamata.
La brezza del potere o l’adeguarsi ai dettami della “Real Politik” del governo? Chissà?

Ma non si sa neanche, anche se sono in molti a chiederselo, perché, né Farone, né Spicola hanno dato spiegazioni attendibili del repentino passaggio, per esempio, del decreto legge al disegno di legge della cosiddetta “Buona scuola” che fra i suoi obiettivi aveva quello della sistemazione di 150mila precari.

Ci saremmo anche aspettai che ci svelasse, lei soprattutto che tanti applausi ha preso dai prof siciliani, cosa si è nascosto dietro il mistero di questa sparizione del decreto assunzioni, una motivazione attendibile, mentre ci piacerebbe sentire il suo parere sull’intero pacchetto infiocchettato da Renzi, compreso il contenuto, nel contenuto medesimo, dei nuovi poteri che si danno ai presidi.

Un suo esame, insomma, complessivo, un suo leale e puntuale giudizio ce lo saremmo aspettato sullo stupore che Renzi ha promesso al mondo della scuola, e che magari provenisse da entrambi, Faraone e Spicola, che originano proprio dalla città, Palermo, dove lo “Stupor Mundi”, Federico II di Svevia, formò la sua “Scuola poetica Siciliana”. E’ vero che fra le due scuole, quella di Federico e questa di Renzi, c’è un abisso, e non solo temporale, ma che almeno buttino qualche palata di argomenti per colmare parte di quel vuoto.

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