Il provvedimento di non concedere proroghe a chi deve andare in pensione nella scuola siano essi docenti o DS presente nel DL Madia, recentemente convertito in legge,, io lo considero giusto in sè, ma in quanto residuale non risolve affatto il problema complessivo,che per me è centrale, altro che l’introduzione della meritocrazia, per la qualità della scuola e che passa sulla certezza del ricambio generazionale dei docenti, che in Italia non è garantito , di fatto abbiamo la classe docente più anziana in Europa e forse nel Mondo…


Sul pensionamento degli insegnanti deve essere fatto un discorso specifico e un investimento ad hoc; prevedendo ad una certa età il part time e utilizzazioni in altri compiti connessi all’insegnamento, insegnare, parafrasando Pavese, stanca non solo fisicamente ma anche mentalmente  e l’insegnamento è oggi, pur non essendo riconosciuto, per responsabilità politiche e sindacali, tra i lavori più usuranti che ci siano, insegnare è un lavoro che nè si può fare continuativamente full time e nè si si può esercitare tout court oltre una certa età. Ecco perché, per vari motivi, non ultimo motivi relativi alla salute fisica e psichica di questi particolari lavoratori, siamo contrari ad ogni tipo di aumento settimanale di servizio, sia esso di insegnamento che di non insegnamento; il nostro lavoro in relazione continua con studenti, genitori, colleghi, logora, specialmente quello in classe,  si pensi solo all’ansia connessa con la culpa in vigilando,come ben sanno coloro che questo lavoro lo svolgono o lo studiano in ordine alla prevenzione delle malattie psichiche o oncologiche, e come non sanno purtroppo o peggio fingono di non sapere coloro che questo lavoro non lo svolgono o su cui o hanno pregiudizi o una vaga conoscenza, ma che su di esso pretendono di legiferare.