Il titolo parla da sé: “Matteo Renzi tutto casa e chiesa”. Il sommario pure: “Immagini esclusive della nuova vita (e delle vecchie abitudini) del segretario Pd e della sua famiglia, dopo il trasloco nel centro di Firenze. L’ex premier gira in Vespa, insegna all’università e va a messa di sera”. E le didascalie, non avete idea delle didascalie: “In moto senza scorta”, “In Chiesa con i ragazzi la domenica”, “Gli piace stare tra la gente”.

Le immagini esclusive della nuova vita (e delle vecchie abitudini) del segretario PD e della sua famiglia, dopo il trasloco nel centro di Firenze. L’ex premier gira in Vespa, insegna all’università e va a messa di sera.

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Una storia toscana

di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano – 10 ottobre 2017 – pagg. 1 e 20

Fortuna che sabato ho preso il treno e ho trovato, dimenticato sul sedile da un passeggero appena sceso, il sacro incunabolo. Un documento essenziale della svolta epocale destinata a sconvolgere la politica italiana, ragion per cui da ora in poi, per le nostre vite e i destini della Nazione tutta, nulla sarà più come prima. Voi penserete magari alla legge elettorale scritta da Renzi &B. su misura del prossimo governo Renzi&B., o all’autopromozione di Giuliano Pisapia a cameriere ufficiale di Matteo. Ingenui. La vera svolta è tutta lì, sull’ultimo numero di Chi, in uno scoop mondiale (“Solo su Chi”, e dove se no).  Il titolo parla da sé: “Matteo Renzi tutto casa e chiesa”. Il sommario pure: “Immagini esclusive della nuova vita (e delle vecchie abitudini) del segretario Pd e della sua famiglia, dopo il trasloco nel centro di Firenze. L’ex premier gira in Vespa, insegna all’università e va a messa di sera”. E le didascalie, non avete idea delle didascalie: “In moto senza scorta”, “In Chiesa con i ragazzi la domenica”, “Gli piace stare tra la gente”. Il tutto sullo stesso rotocalco berlusconiano che quest’estate ci ha regalato B., l’altra metà del cielo, mentre accarezzava prima un agnellino poi – all’autogrill – una noce di prosciutto al pepe. Capite bene che cosa ci saremmo persi, noi che non leggiamo abitualmente Chi, se sabato non avessi preso il treno e lo sbadato passeggero non vi avesse scordato la prestigiosa rivista anziché ritagliarla, collezionarla, inquadrarla in aurea cornice.

Va detto che il direttore Alfonso Signorini ha un po’ sottovalutato lo scoop dalla sua inviata e dal suo fotografo in quel di Firenze: infatti non li mette in copertina, e nemmeno nel primo sfoglio, dedicato al compleanno e al vero amore di Antonella Clerici e alle prove di matrimonio di Belén Rodriguez e Andrea Iannone. Poi, finalmente, ecco Renzi. La notiziona, casomai non l’aveste ancora capito, è che “la Renzi family ha fatto i bagagli e lasciato la quiete di Pontassieve per trasferirsi nel centro di Firenze, come testimoniano queste immagini esclusive”. Potete ben immaginare la fatica, gli appostamenti, i sotterfugi, forse gli strattoni subiti dal povero paparazzo prima di riuscire a rubare qualche scatto a un tipo così schivo, riservato, ritroso, allergico alle apparenze. Riprenderlo per strada, a piedi o sulla “nuova Vespa azzurra di Agnese”, mentre fuggiva inorridito alla vista del fotografo e ricavarne delle immagini nitide, in primo piano, con la luce giusta, quasi posate, dev’essere già stata un’impresa titanica. Specie quando il fotografo lo ritrae di profilo a bordo della Vespa, lo sguardo fisso sull’avvenire (o semplicemente ebete) sul ponte dell’Arno.

E senz’alcuna traccia di movimento, quasi fosse fermo. O quando gli si piazza di fronte, a un metro dalla ruota anteriore, col rischio di farsi investire e finire al pronto soccorso. Ma come avrà fatto il nostro eroe a intrufolarsi in chiesa e a immortalare Matteo e i pargoli proprio mentre conversano col parroco e ricevono l’ostia, contro il consenso degli interessati? Li avrà attesi per ore e ore travestito da candelabro, o da acquasantiera, o da perpetua, o da sagrestano, ben sapendo che un uomo così pio e geloso della privacy avrebbe scacciato il mercante dal tempio. Un po’ come fu per Una storia italiana, il fotoromanzo autoagiografico che B. spedì per posta a 8 milioni di italiani alla vigilia delle elezioni del 2001 e che di questo scoop è il progenitore. Talis pater, talis filius (senza offesa per babbo Tiziano). Se B. era padre esemplare, marito fedele, nonno amorevole e statista eccelso, anche R. non scherza. Basta il suo trasloco per far parlare di “vita nuova”, “nuova stagione”, “scelta importante”, “inizio di una nuova fase politica più matura, ormai libera dai retaggi del passato e con in più anche il prestigioso incarico che gli è stato offerto presso la sede fiorentina della Stanford University”, anzi “la prestigiosa Stanford University”, prestigiosa soprattutto perché “per tre mesi Renzi terrà 10 lezioni sui temi europei in inglese”. Ecco: in inglese, su questo il prestigioso ateneo non ha voluto transigere, ché i ragazzi hanno diritto di divertirsi un po’, almeno durante la ricreazione. E lui ha subito accettato, perché è notoriamente madrelingua e perché “non riceve alcuno stipendio dal partito, ma si mantiene con i proventi del suo libro ed eventuali collaborazioni”. Tipo l’insegnamento universitario, “in pieno Obama Style”. Sulla materia c’è l’imbarazzo della scelta, data l’enciclopedica cultura del nostro, ma viste le recenti inclinazioni sarebbe perfetto il Diritto costituzionale.

Egli, sia detto en passant, può anche vantare un’invidiabile statura (“Francesco, il figlio maggiore, è cresciuto così tanto da aver superato il padre, già alto”) e una tracimante popolarità (“qui è molto amato”). Specie nella “nuova vita da ‘leader della porta accanto’, non chiuso nei palazzi”, questo mai, “ma immerso nella realtà quotidiana della città che lo conosce dalla nascita e che lui ha studiato a fondo e attraversato in lungo e in largo, sempre in bicicletta, per anni. In mezzo alla gente, in strada a stringere mani e a chiacchierare di tutto”. E se, a Roma, “cerca di tenersi in forma giocando a tennis ritagliandosi un’ora all’alba”, a Firenze “Renzi si vede mentre fa la spesa o parla con i professori dei suoi figli. Proprio come piace a lui”. Ogni tanto entra in un bar e che fa? Voi non ci crederete, ma “ordina”. E il barista, emozionato, estrae l’iPhone e “gli mostra una foto scattata insieme anni fa”. Chissà come fa quella diavolessa di Giulia Cerasoli di Chi a sapere anche questo, sempreché non sia travestita da macchina del caffè. O, Dio ne scampi, non sia lo pseudonimo di Woodcock o del capitano Scafarto che hanno ricominciato a intercettarlo. Infatti Signorini pare sussurrare a Silvio: “Guarda il nostro Matteo, non è un amore?”

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/una-storia-toscana/

(https://infosannio.wordpress.com/2017/10/10/una-storia-toscana-di-marco-travaglio/)

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TUTTO Matteo RENZI casa e chiesa

di Giulia Cerasoli – Chi – 4 ottobre 2017

https://www.pressreader.com/italy/chi/20171004/281797104200005

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TUTTO Matteo RENZI casa e chiesa

Le immagini esclusive della nuova vita (e delle vecchie abitudini) del segretario PD e della sua famiglia, dopo il trasloco nel centro di Firenze. L’ex premier gira in Vespa, insegna all’università e va a messa di sera

Terrà 10 lezioni in inglese alla sede fiorentina della prestigiosa Stanford University

di Giulia Cerasoli – Chi – 4 ottobre 2017

Vita nuova per la Renzi family. L’ex premier, sua moglie Agnese Landini e i loro tre ragazzi, Francesco, Emanuele ed Ester, da circa 15 giorni hanno fatto i bagagli e lasciato la quiete di Pontassieve (dove vivevano da sempre) per trasferirsi nel centro di Firenze. Come testimoniano queste immagini esclusive, per la famiglia del segretario del Pd si è aperta una nuova stagione nel capoluogo toscano, di cui è stato sindaco per ben due mandati dopo essere stato presidente della Provincia. La nuova abitazione, un appartamento preso in affitto in zona Oltrarno, nei pressi di Palazzo Pitti, si trova in un’area pedonalizzata dallo stesso Renzi, ed è sicuramente una scelta importante, soprattutto per le nuove esigenze della famiglia e dei tre ragazzi che stanno crescendo. A volerci vedere un significato politico, potrebbe voler dire per il Renzi segretario l’inizio di una nuova fase politica più matura, ormai libera dai retaggi del passato e con in più anche il prestigioso incarico che gli è stato offerto presso la sede fiorentina della Stanford University, in via de’ Bardi. Per tre mesi Renzi (che non riceve alcuno stipendio dal partito, ma si mantiene con i proventi del suo libro ed eventuali collaborazioni) terrà 10 lezioni in inglese su temi europei. Una nuova esperienza di lavoro appena iniziata che potrebbe non restare un episodio isolato, proprio in pieno… Obama Style.

Sul piano pratico-familiare, invece, il trasloco del clan renziano sembra legato soprattutto alle esigenze scolastiche e sociali dei figli e della moglie Agnese che, essendo ormai insegnante di ruolo (di italiano e latino) nell’istituto Peano di Firenze, faceva fatica a gestire la famiglia da pendolare. Finché i bambini erano picco- li il carico degli “accompagnamenti” era gestibile, ma ora le cose sono diverse. Adesso tutto è cambiato. La più piccola dei tre ragazzi, Ester, frequenta da due anni una scuola internazionale a Firenze, Francesco continua a essere iscritto al liceo Michelangelo e ora anche Emanuele va a scuola nel capoluogo fiorentino: insomma, trasferirsi in città per consentire ai figli di frequentare i compagni di scuola nel pomeriggio e nel weekend, è stata una scelta quasi obbligata. Chi ha figli adolescenti sa benissimo che ad una certa età per loro essere autonomi è fondamentale. Continuando ad abitare a Pontassieve, a circa 25 chilometri di distanza dalla città, i giovani Renzi avrebbero costretto la madre a un “tour de force” insostenibile… Non solo, ma Agnese, sportivissima da sempre, avrebbe dovuto rinunciare ai suoi allenamenti quotidiani agli Assi del Giglio Rosso, sopra piazzale Michelangelo, cosa che, grazie alla nuova sistemazione, non è più un problema, anche perché la piccola Ester (che ama imitare la madre in tutto quello che fa) ha deciso di praticare sport nello stesso luogo.

Nonostante abitino in pieno centro di Firenze, come si può osservare in queste immagini di vita familiare quotidiana, Matteo e Agnese continuano in ogni caso a seguire i loro ragazzi molto da vicino, avanti e indietro da casa a scuola, mattina e sera, alternandosi per accompagnarli. Ma adesso possono più comodamente andare a piedi con i figli o usare la nuova Vespa azzurra di Agnese per gli spostamenti. Francesco, il figlio maggiore (cresciuto così tanto da aver superato il padre, già alto) ha inoltre la possibilità di spostarsi in totale autonomia per andare a scuola come per incontrarsi con gli amici per una pizza o per andare al cinema.

Vita nuova, quindi, per tutta la famiglia e soprattutto per Matteo, che ha la possibilità di muoversi finalmente senza scorta nella zona dove vive, un quartiere popolare divenuto molto di moda grazie a nuovi localini “cool”. Qui tutti conoscono Renzi da quando era sindaco, qui è molto amato e spesso si intrattiene con il barista della zona (dove si rifugiava da sindaco per una chiacchierata) o con il parroco della Basilica di Santo Spirito (che lo conosce da anni) dopo la messa domenicale della sera, dove generalmente l’ex premier si fa accompagnare da Francesco ed Emmanuele, approfittando per fare una passeggiata, mentre Ester studia a casa con la mamma. Una nuova vita, quella dell’ex premier, da “leader della porta accanto”, non chiuso nei palazzi, ma immerso nella realtà quotidiana della città che lo conosce dalla nascita e che lui ha studiato a fondo e attraversato in lungo e in largo, sempre in bicicletta, per anni. In mezzo alla gente, in strada a stringere mani e a chiacchierare di tutto. E ora, se nelle trasferte a Roma cerca di tenersi in forma giocando a tennis ritagliandosi un’ora la mattina all’alba (prima di recarsi al Nazareno, sede del suo partito), a Firenze Renzi si vede mentre fa la spesa o parla con i professori dei suoi figli. Proprio come piace a lui. ●

https://www.pressreader.com/italy/chi/20171004/281797104200005

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Silvio Berlusconi, una storia italiana: il documento completo

Dalla discesa in campo agli episodi più intimi: la storia del presidente Berlusconi raccolta in libro pubblicato nel 2001

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/silvio-berlusconi-una-storia-italiana-il-documento-completo_3033384-201602a.shtml

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