Il ministro Bussetti, attraverso questa inopportuna ma non sorprendente partecipazione, disconosce la funzione costituzionale della scuola; che ha l’obbligo di prospettare ai futuri cittadini un mondo in cui ciascuno abbia la possibilità di esprimere la propria individualità nel rispetto reciproco delle scelte e delle identità: emarginazione, primato della “normalità”, caccia alle streghe, politiche oscurantiste, affermazione di una verità unica ed inappellabile non sono viatico per entrare nel mondo da donne e uomini liberi.

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Sulla presenza del ministro Bussetti al congresso mondiale della famiglia

Scritto da: Il Comitato LIP Scuola – 13 marzo 2019

La notizia che il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sarà tra i relatori al congresso mondiale della famiglia, che si terrà a Verona tra il 29 e il 31 marzo, ci lascia sconcertati come docenti e come cittadini.

Le politiche omotransfobiche sostenute dall’iniziativa non sono estranee alla gestione del Miur: dagli opuscoli dell’Unar bloccati dal ministro Giannini alla continua, pervicace pressione oscurantista che tante associazioni di genitori, non sempre inascoltate, esercitano.

Il ministro di quella che dovrebbe essere scuola laica, pluralista, inclusiva e democratica – così come la configura la Carta Costituzionale – sarà in ottima compagnia: dall’organizzatore del Family Day (“l’omosessualità è un disturbo identitario”) allo strenuo difensore della famiglia naturale, il ministro della Famiglia Attilio Fontana; immancabile, il vice premier, nonché ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Nel programma e nei tavoli di lavoro tutta la più retriva, violenta retorica conservatrice e discriminatoria, che ammanta di una luce sinistra la libera espressione dell’identità sessuale, di interpretazione della vita privata e consegna un’immagine di donna arcaica, disconoscendo i decenni di lotta che le donne di tutto il mondo hanno portato avanti per esigere la propria affermazione.

Il ministro Bussetti, attraverso questa inopportuna ma non sorprendente partecipazione, disconosce la funzione costituzionale della scuola; che ha l’obbligo di prospettare ai futuri cittadini un mondo in cui ciascuno abbia la possibilità di esprimere la propria individualità nel rispetto reciproco delle scelte e delle identità: emarginazione, primato della “normalità”, caccia alle streghe, politiche oscurantiste, affermazione di una verità unica ed inappellabile non sono viatico per entrare nel mondo da donne e uomini liberi.

E’ Bussetti il ministro della “scuola aperta a tutte/i”?

Comitato nazionale Lip Scuola, Associazione nazionale per la scuola della Repubblica, Comitato bolognese Scuola e Costituzione

§ http://lipscuola.it/blog/sulla-presenza-del-ministro-bussetti-al-congresso-mondiale-della-famiglia/

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