Rottamato il governo delle “mancette”, è giunta l’ora di rottamare la “schiforma” della scuola e di restituire il maltolto ai docenti e agli ata.

Una riforma della scuola pasticciata. Il peggio che poteva accadere. Il definitiva, una sorta di “gioco delle tre carte”: in una piazza, dietro un tavolo, c’è un tizio che sposta da un punto all’altro, mischiandole, tre carte (un asso d’oro, un asso di coppe e un asso di spade), ma in modo da far vedere agli astanti, posti di fronte a lui, dove mette l’asso d’oro, ovviamente capovolto come sono capovolti gli altri due assi… Continua a leggere

Assemblea d’istituto degli studenti: un preside è attento alle norme, ai diritti dei docenti e alle sentenze. Un preside-sceriffo gli va contro.

Molto interessante una recente circolare (11.11.2016, n. 070) rivolta dal dirigente scolastico Peppino Tilocca al personale docente e non docente e alla Dsga dell’IISS A. De Castro di Oristano, in Sardegna. Una circolare lineare, assolutamente corretta perché applicativa delle norme vigenti, peraltro più volte oggetto di sentenze dei Tribunali del lavoro proprio nei termini espressi dal dirigente scolastico Tilocca… Continua a leggere

La promessa di marinaio della ministra Stefania Giannini: “Almeno di 2.000 euro al mese la soglia dignitosa dello stipendio dei docenti”.

Era il 12 maggio 2014, e da allora sono trascorsi 926 giorni (e alcuni giorni fa sono stati “celebrati” i 1.000 giorni dell’attuale governo Renzi), quando la ministra dell’istruzione Stefania Giannini, in tale veste da due mesi e mezzo, affermò ad alta voce che, in Italia, lo stipendio di un insegnante di liceo, “intorno ai 1.400 euro” , era “una vergogna”… Continua a leggere

Pantaleo: “Fare emergere il vero orario di servizio dei docenti”

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Avrà pensato così il segretario nazionale Flc Cgil Pantaleo, dopo l’incontro del 23 settembre tra il ministro Giannini e i sindacati…

Infatti il responsabile del Miur ha dimostrato, come al solito, poca capacità di ascolto rispetto a chi le chiedeva un vero e immediato confronto sull’apertura del negoziato per il rinnovo del contratto.
Eppure, dopo la sentenza della Consulta sulla illegittimità del reiterato blocco dei contratti, e dopo la sentenza, su ricorso della Flc Cgil, del Tribunale di Roma in cui il giudice ordina alla Presidenza del Consiglio e all’Aran di aprire subito le trattative del rinnovo contrattuale della scuola, sarebbe interesse del Miur aprire al confronto e ascoltare i sindacati. Invece l’atteggiamento del ministro Giannini, durante l’incontro con i sindacati, fa capire che il Governo non vuole aprire un vero confronto di merito con le parti sociali per rinnovare il contratto e cambiare la legge 107/2015.
Il segretario nazionale della Flc Cgil, teme una deriva autoritaria del governo che vorrebbe regolare, tramite legge, anche aspetti prettamente contrattuali.
Teme inoltre l’idea ispiratrice di questo governo, che tende ad aumentare i carichi di lavoro e diminuire i salari. Per tale motivo Pantaleo chiede chiarezza sull’orario di servizio dei docenti, che non si limita soltanto alle 18, 24 o 25 ore settimanali di lezione, ma prevede una serie di incombenze professionali, individuali e collegiali, che aumentano di molto il carico di lavoro settimanale di un insegnante.
Quindi Mimmo Pantaleo chiede al ministro Giannini che nel prossimo contratto, si scriva nero su bianco, il vero orario di servizio dei docenti, facendo emergere il numero di ore per la preparazione delle lezioni, delle verifiche e delle loro correzioni.
In buona sostanza la Flc Cgil, temendo un’azione del governo sull’orario settimanale di servizio dei docenti, chiede che venga riconosciuto nel contratto tutto il lavoro sommerso che tutti gli insegnanti, e in particolare chi è chiamato all’obbligo delle verifiche scritte, svolgono settimanalmente.
La freddezza del Miur e del Ministro Giannini, a raccogliere l’invito di aprire il confronto sull’apertura del rinnovo contrattuale, preoccupa, e non poco, tutti i sindacati.
Bisogna ricordare che a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla illegittimità del blocco dei contratti, ad ogni docente tocca l’adeguamento dello stipendio. Il Miur ha un debito aperto nei confronti del personale scolastico già dal luglio 2015 e quindi sono già passati tre mesi di retroattività.
Quindi, economicamente, il nuovo contratto dovrebbe valere dal luglio 2015 a tutto il 2018.
Adesso è importante vedere quale saranno le mosse dei ministri Giannini e Padoan, perché senza soldi non si può rinnovare nessun contratto.

Lucio Ficara

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La giusta protesta dei docenti di italiano e latino

La nascita degli albi territoriali potrebbe mettere a rischio la titolarità nelle scuole di molti docenti di italiano e latino a favore di quelli di educazione fisica…

Adesso che la legge 107/2015 ha previsto la costituzione, entro e non oltre il giugno 2016,  dei famigerati ambiti territoriali, i docenti italiani dovranno stare più attenti a non finire in soprannumero, e di conseguenza, ad essere assegnati ad un ambito territoriale.
In gioco è la titolarità nella propria scuola che, per come è stata concepita la legge di riforma scolastica, sarà perduta per sempre a favore di un’assegnazione in un ambito territoriale dal quale si potrà ricevere un incarico triennale da parte di un dirigente scolastico.
In ragione di ciò, si sta sollevando, da parte dei docenti di italiano e latino di molti licei scientifici, la protesta contro il proliferare ingiustificato delle sezioni di liceo scientifico a indirizzo sportivo. Infatti è noto che in tale indirizzo non si studia il latino e al suo posto ci sono più ore di scienze motorie e di discipline sportive.
L’eccessiva concessione di sezioni di indirizzo sportivo e la corrispondente diminuzione di sezioni ordinarie di liceo scientifico, sta generando ogni anno diversi soprannumeri della classe di concorso A051 italiano e latino e in alcune province anche casi di esuberi provinciali.
Una domanda sorge spontanea: “E’ legittima la liberalizzazione delle sezioni di indirizzo sportivo che sta fagocitando le ore della A051 italiano e latino, A037 storia e filosofia e A025 disegno e storia dell’arte?”.
Per rispondere a quella che è una questione importante per la salvaguardia del posto di lavoro degli insegnanti delle su citate classi di concorso, ripercorriamo la normativa che ha consentito l’istituzione della sezione del Liceo sportivo. Tutto ha inizio con il DPR 5 marzo 2013, n. 52, che “disciplina l’organizzazione dei percorsi delle sezioni ad indirizzo sportivo nel sistema dei licei”. Per quanto riguarda l’anno scolastico 2015/2016 la sezione del liceo sportivo sarebbe dovuta essere attivata solo dalla prima classe, con la prosecuzione della seconda classe se già attivata nell’anno scolastico 2014/2015, ed esclusivamente per una sola sezione. Invece abbiamo esempi di licei scientifici che hanno attivato fino a 4 sezioni sportive, altri licei scientifici hanno deciso di attivare più corsi di sportivo che di ordinamento. Ma tutto questo è legittimo? Secondo i docenti di Italiano e latino, che non lasceranno nulla d’intentato, è tutto irregolare ed è necessario intervenire a ristabilire il rispetto della normativa vigente.
Di questo non rispetto della normativa, verrà presto chiesto conto agli uffici scolastici regionali e agli uffici scolastici provinciali, di quei territori, che comunque sono in diverse regioni italiane, dove l’anomalia è evidente e ingiustificata.
D’altronde il problema è quello di evitare, nel giro di qualche anno, di vedere estinguersi molti di questi insegnamenti come italiano e latino e di rischiare l’esodo di molti insegnanti di queste discipline negli ambiti territoriali. Non è escluso che nei prossimi giorni si costituiscano comitati di docenti di italiano e latino  pronti a redigere documenti  di protesta da inviare agli USR e ATP.

Lucio Ficara (Da La tecnicadellascuola)

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In arrivo il cartellino per i docenti

La politica creativa non abbandona con il pensiero la categoria dei docenti, che presto potrebbero avere il badge da timbrare in ingresso e in uscita da scuola…
Infatti, si fa largo l’ipotesi di installazione obbligatoria dei dispositivi per la timbratura del badge, inerenti la presenza del personale docente, in tutte le scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado.
L’obiettivo prefissato fonda le proprie radici nell’avere la certezza che tutto il personale della scuola rispetti esattamente il proprio orario di lavoro.
In passato la sezione lavoro del tribunale di Torino, con sentenza 20 giugno 2006, ha ritenuto illegittima l’imposizione della timbratura del cartellino e di conseguenza ha escluso qualsiasi sanzione disciplinare verso i docenti che non osservavano l’imposizione da parte del Dirigente. Dello stesso parere anche la Corte suprema di Cassazione, sezione lavoro, con Sentenza n. 11025 del 2006, che definì “abusivo” l’uso da parte della scuola  non essendo previsto nel contratto.
Infatti, la stessa Corte di Cassazione diede ragione a un Docente di un istituto tecnico commerciale per geometri che si oppose all’indicazione del preside di marcare, sia in entrata sia in uscita, l’orario di servizio utilizzando il cartellino magnetico.
La Corte ha avuto modo di far rilevare come la normativa pattizia (sia quella vigente, CCNL 2006-2009, sia quella precedente) non prevede l’uso del cartellino magnetico per gli insegnanti, che pertanto assume le vesti di un sistema adottato abusivamente da parte della pubblica amministrazione.

Aldo Domenico Ficara (da La tecnica della scuola)

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La “deportazione” dei docenti non sarebbe necessaria

La tanto discussa “deportazione” dei docenti da Sud a Nord è proprio necessaria e fisiologica come si vuol far credere? Ed è proprio vero che i docenti hanno poca voglia di lavorare e far sacrifici? Il meccanismo di reclutamento poteva essere diverso? Su questi temi caldi abbiamo rivolto qualche domanda alla Professoressa Marcella Raiola del Coordinamento precari Napoli, che proprio ieri, durante la trasmissione Agorà, è stata apostrofata dal noto giornalista Mario Lavia con un bel “Andate a lavorare!”… Continua a leggere

E adesso i senatori Pd vogliono denunciare i docenti…

Ormai è chiaro. In Italia, forse come distorta evoluzione del famoso concetto di Tocqueville, vige non la solita tanto paventata dittatura della maggioranza, che già sarebbe una gran cosa. Nel Bel paese trionfa una visione aberrante della democrazia, la dittatura della minoranza. Mentre docenti infuriati che assistevano al voto di fiducia dalle tribune del Senato urlavano “traditori” ai senatori PD, si è consumato infatti ieri l’ennesimo duro attacco a un’istruzione pubblica sempre più agonizzante… Continua a leggere

Registro elettronico, per i docenti il lavoro doppio è assicurato

La denuncia della Gilda: anche se la sua adozione non è obbligatoria, da molte scuole ci giungono segnalazioni riguardanti dirigenti scolastici che pretendono il doppio uso cartaceo ed elettronico, sovraccaricando di lavoro i docenti già massacrati da scartoffie e incombenze burocratiche. Un problema che si aggiunge a quelli della possibile mancanza di privacy e dell’accesso problematico per mancanza di pc e connessione internet nelle nostre scuole… Continua a leggere

Aprea e merito dei docenti: la sinistra segua l’esempio della Gelmini

La sinistra sulla strada della destra. Appare soddisfatta Valentina Aprea, Assessore all’istruzione della Regione Lombardia, sulla ormai evidente apertura del governo Renzi alla meritocrazia nella scuola e alla necessità di valutare e premiare il lavoro degli insegnanti… Continua a leggere

Catania, 19 docenti precari assunti…e poi licenziati

Attenzione. Tutto può succedere in Italia. Anche che si venga assunti e subito dopo ci sia qualche pentimento. La notizia viene da Catania dove 19 docenti precari, vincitori del concorso statale del 2012, il 26 agosto scorso si sono recati felici a ricevere la tanto sospirata proposta di assunzione, con contratto a tempo indeterminato per la scuola primaria, in qualità di insegnanti di sostegno. Ma la festa è durata poco, nemmeno 48 ore. Continua a leggere

Sull’orario settimanale di servizio dei docenti si gioca a nascondino

L’orario di lavoro dei docenti è regolato dal CCNL del 2006, ma a quanto pare il Governo intende modificarlo per via legislativa…

 

 

Ma quali sono le reali intenzioni del Governo sulla questione dell’orario settimanale di servizio dei docenti? Come è noto l’orario di servizio dei docenti è regolato dal contratto collettivo nazionale della scuola e dovrebbe comunque essere una materia contrattuale. Ma è anche vero che il governo Renzi  sta attuando una politica antisindacale e non si preoccupa minimamente di avere l’approvazione dei sindacati per attuare il piano di riforma scolastica. Quindi nel piano di questa riforma ci sarà anche la riforma dell’orario settimanale degli insegnanti?
Staremo a vedere fino a che punto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini si spingerà su una materia così scivolosa.
Intanto cominciamo con il dire che le norme che verranno approvate in Consiglio dei ministri e che troveranno la loro attuazione con la legge di stabilità 2015, saranno efficaci dall’anno scolastico 2015-2016 e non dovrebbero riguardare l’anno scolastico 2014-2015.
Quindi i docenti possono stare tranquilli perchè ancora per un anno l’orario di servizio degli insegnanti sarà regolato dagli artt. 28 e 29 del  CCNL 2006-2009. Per cui coerentemente ai calendari scolastici regionali, l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni.
Inoltre come previsto dal contratto ci sono le ore di lavoro riguardanti le attività funzionali d’insegnamento. Tali attività si suddividono in adempimenti individuali e adempimenti collegiali. Mentre i primi non sono quantificabili perché rientrano nella deontologia professionale di ciascun docente, ma sono centinaia di ore di lavoro, le seconde sono quantificate fino ad un massimo di 80 ore, suddivise in 40 ore per la partecipazione ai Collegi docenti ed l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, ed altre 40 ore per la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione.
Nell’art.29 ci sono anche altre ore di lavoro che l’insegnante è chiamato a svolgere. Si tratta delle ore utilizzate per lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione e delle ore disposte dalla scuola, i cui criteri sono definiti in seno al Consiglio d’istituto,  per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti. Sulle intenzioni del governo Renzi nel cambiare questo assetto orario, non c’è chiarezza, sembra che su questo tema il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini giochi a nascondino senza svelare la verità del suo piano.
Sarà aumento su base volontaria o obbligatoria? Saranno 24 o 36 ore? E poi che conteggio di ore sarà dato a tutto il lavoro sommerso degli insegnanti che esiste ed è tanto? Queste sono le domande che pretendono chiarezza e trasparenza senza fare i furbi e giocare a nascondino. Ma un messaggio gli insegnanti mandano al ministro Giannini: “Attenta ministra, chè i docenti sono anche capaci di fare ‘tana libera tutti’”.

Lucio Ficara  da La tecnica della scuola

 

 

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