Concorso ds 2004: assolto il giornalista Turi Scalia

Si chiude un’altra brutta pagina di quella storia eterna che è stato il Concorso ds 2004 in Sicilia. il Tribunale di Palermo ha infatti rigettato le domande di 19 presidi nei confronti del giornalista Salvatore Scalia e ha condannato gli attori non solo alle spese del giudizio ma anche alla pena pecuniaria (simbolica) per responsabilità aggravata…

Dopo una trentina di sentenze penali favorevoli, ecco l’ultima civile del Tribunale di Palermo: dopo cinque anni la vicenda si può dire conclusa.

Ma veniamo alle motivazioni della sentenza. Il 30 aprile del 2010 19 presidi vincitori del concorso Ds 2004 in Sicilia chiamavano in giudizio il giornalista Salvatore Scalia del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo e la casa editrice della testata suddetta Domenico Sanfilippo editore Spa, al fine di ottenere la condanna solidale degli stessi al risarcimento del danno, a loro dire subito, per effetto di un articolo a firma dello stesso Scalia.

Nell’articolo incriminato il giornalista aveva fatto riferimento al corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici del 2004 in Sicilia, successivamente annullato dalla magistratura amministrativa, nel quale i presidi in questione erano risultati vincitori, utilizzando l’espressione “raccomandati, fraudolenti e analfabeti” .

Il Tribunale di Palermo, però, ha negato che si possa parlare di una natura diffamatoria dello scritto con parole lusinghiere nei confronti dello Scalia: “L’articolo si connota di una valenza fustigatrice, senz’altro idonea a determinare l’esclusione dell’antigiuridicità del comportamento assunto dal giornalista, autore dei giudizi asseritamente diffamatori.”

Sacrosanto appare altresì, dal testo della sentenza, l’esercizio del diritto di critica: “Detto articolo deve ritenersi pubblicato nell’esercizio del diritto di critica, quale scriminante capace di stemperare i limiti della verità oggettiva e della narrazione eventualmente diffamatoria.”

Il giornalista ha insomma commentato opportunamente un fatto di cronaca, dunque oggettivo, ben risaputo: “Si tratta di un fatto noto da molti anni, nel tempo in cui il pezzo vede la luce, e della cui verità oggettiva nessuno dubita, cioè del concorso Ds 2004 in Sicilia, che purtroppo ebbe a conquistare gli onori della cronaca, per essere diventato oggetto di due importanti pronunce caducatorie del giudice amministrativo, le quali annullarono l’intera procedura concorsuale, per l’accertamento di violazioni di legge inerenti alla composizione delle commissioni esaminatrici e ai criteri di correzione degli elaborati.”

Addirittura, sottolinea il giudice, è dovere di un bravo giornalista rispondere all’esigenza collettiva di informazione, pubblicando “una notizia così rilevante in tema di reclutamento di personale verticistico dell’amministrazione scolastica.”

Non si può inoltre parlare di diffamazione laddove l’espressione “raccomandati, fraudolenti e analfabeti, il cui concorso è stato annullato e che cercano sostegni a destra e a sinistra” è rivolta non ad personam, a persone specifiche, bensì genericamente e indistintamente.

I 19 presidi sono stati così condannati al pagamento di 8117 euro di spese processuali e di 3000 euro a favore dell’altra parte.

Esercizio del diritto di critica giornalistica: è ancora possibile in Italia. Si tratta di una sentenza importante e saggia, cui fare riferimento per futuri casi simili. Sic statutum est.

 Silvana La Porta

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