Da Mozart a Beethoven. Da un musicista geniale sulle cui partiture, dicono gli studiosi, raramente apparivano correzioni, a un altro artista, inarrivabile come lui, che lavorava alla maniera degli artigiani, impiegando mesi per arrivare al risultato desiderato.

Due colossi della musica venerdì 24 maggio (con replica il 25) al Teatro Massimo Bellini hanno deliziato, sotto l’attenta direzione di Elio Boncompagni,  i numerosi intervenuti, attirati sicuramente dalla famosa Quinta sinfonia in do minore op. 67 del genio di Bonn, ma curiosi anche delle Vesperae solennes de confessore in do maggiore per soli, coro e orchestra K. 339 del compositore salisburghese.

La prima parte del concerto dedicata a Mozart ha avuto nel Laudate Dominum il suo culmine con una vera e propria aria per soprano,  immersa in una affascinante ambientazione espressiva,  ripresa poi dal coro, e conclusa dal ritorno della voce solista. Bravissima Silvia Dalla Benetta, che ha impresso al brano la giusta interpretazione con una padronanza ammirevole della voce.

Convincenti anche  il contralto Rachele Raggiotti, il tenore Klodjan Kaçani  e il basso Sinan Yan, protagonisti di aerei dialoghi e magici intrecci di voci nelle altre parti dell’opera. Attenta e soddisfacente la prestazione del coro ben istruito da Luigi Petrozziello.

Poi è stata solo Quinta di Beethoven, il musicista che si libera definitivamente dai padroni, che costruisce la sua carriera fuori dalle corti, esprimendo appieno il proprio gusto e i propri ideali: una sinfonia splendida, con quel suo destino che bussa alle porte, uno stile grandioso ed energico, energia pura, capace di esprimere la disperazione e la ribellione della condizione umana, suonata dalla brava orchestra del nostro teatro con la giusta intensità e gli adeguati passaggi di tono. Il sapiente direttore Elio Boncompagni, dall’alto della sua esperienza, l’ha diretta col giusto piglio, valorizzando anche i momenti più scherzosi e ironici tipicamente bethoveniani.

Grandi e prolungati applausi finali hanno concluso un bel viaggio nella musica di due dei compositori più amati di tutti i tempi.

Silvana la Porta