Che le graduatorie piemontesi, insieme a quelle di tutto il Nord, sono state “invase” dai precari meridionali è ormai risaputo. Tanto che si pensa già a delle soluzioni…

Gianna Pentenero, assessore regionale all’Istruzione, intervistata dal quotidiano La Stampa, sottolinea la necessità di porre un argine agli spostamenti,   focalizzando l’attenzione su un altro problema, spesso poco considerato: “Sono molto preoccupata per la continuità didattica. La Regione non ha competenze in materia ma credo che sia necessaria un’azione nei confronti del parlamentari e del governo perché intervengano per dare certezze a famiglie e studenti”. In effetti in questi gironi si sono susseguiti parecchi appelli anche da parte di genitori affinchè si salvaguardi la formazione die loro figli, evitando il continuo spostamento di docenti: chi dal sud si reca al nord tendenzialmente non ci resta, ma tende infatti a trasferirsi entro breve tempo.

Non a caso la Centenero conclude: “Lavorerò per mettere a punto un ordine del giorno da inviare a Roma per chiedere un intervento legislativo che ripristini il tetto di cinque anni di servizio nella città di assegnazione prima di poter chiedere il trasferimento.”

Insomma bloccare i precari meridionali per cinque anni nella stessa sede potrebbe costituire, secondo la Centenero, un deterrente al massiccio esodo.

Sbottano i precari di rimando sui social network: “L’unico sistema, caro assessore regionale del Piemonte, non è quello di incatenare la gente al territorio, ma occorre ripristinare i posti al Sud per diffondere il tempo pieno, ampliare l’offerta formativa così come previsto dalla L.440/97 e combattere il gravissimo fenomeno della dispersione scolastica. Solo così si offriranno nuove opportunità ad un’utenza estremamente disagiata e si eviterà l’esodo dei docenti da Sud a Nord. Tutto il resto è demagogia.”

Bisogna curare il male alla radice, dunque, non tamponarlo con provvedimenti legislativi successivi ai trasferimenti.

Certo se ci fossero posti al Sud, se si contrastasse con più docenti la fuga di alunni nelle zone a rischio, l’istruzione sarebbe più efficace e a nessuno verrebbe in mente di emigrare. Lapalissiano…

Silvana La Porta