Mettere ora al centro della riflessione tra presidi non i Pon, non progetti particolari o altri adempimenti e normative ma la persona induce a riflettere e a chiedersi che cosa è accaduto negli ultimi anni nella scuola. Si è forse persa negli ultimi tempi la dimensione semplice e diretta di quanto siano importanti le persone?

Le sessioni di lavoro del Consiglio vedranno il contributo, tra gli altri, di Luigi Berlinguer politico ed accademico, già Ministro dell’Istruzione, di Stefano Gheno docente di Gestione delle risorse umane all’Università S. Cuore di Milano e di Carmela Palumbo Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR.

[Bugiardino. “Nella scuola di oggi non c’è pedagogia” dice Lorenzo Barbagli. Cosa c’è allora? burocrazia, confusione, conflitti, povertà, degrado, disagio, dispersione, smarrimento, maleducazione, rancore, sciatteria, aggressività, falsità, noia e rabbia, gerarchia, autoritarismo, opportunismo, servilismo, …. v.p.]

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Scuola. Torniamo alla persona per battere le paure e la disgregazione

La persona è la grande assente nella scuola di oggi. Di conseguenza scattano le paure: paura di non ricevere ciò che è dovuto, paura di non farcela

02.11.2018 – Francesco Lorusso
Scuola (LaPresse)

Ho partecipato dal 25 al 27 ottobre a Perugia al Consiglio Nazionale della Disal, associazione di presidi di cui mi onoro di essere presidente per la sezione pugliese. Il tema e il titolo mi hanno subito colpito e convinto: “Una scuola delle persone”. Mettere ora al centro della riflessione tra presidi non i Pon, non progetti particolari o altri adempimenti e normative ma la persona induce a riflettere e a chiedersi che cosa è accaduto negli ultimi anni nella scuola. Si è forse persa negli ultimi tempi la dimensione semplice e diretta di quanto siano importanti le persone?

Forse sì. Eppure importantissimi sono gli alunni che ci sono affidati, con il loro bagaglio di piccoli e grandi problemi. Importanti sono le famiglie con le loro tensioni, il loro bisogno di confronto e talvolta di aiuto nel difficile mestiere di educare. Importanti sono gli educatori, i docenti, il personale della scuola, tutti sfidati quotidianamente, per tante ore, ciascuno con il proprio limite, nel rapporto con giovani e i giovanissimi, con i loro bisogni, le loro inquietudini e con la loro gioia di esplorare e di vivere.

Insomma, importanti sono le persone con le loro identità, le loro storie, i loro bisogni e fragilità: con le loro capacità e incapacità di affrontare e risolvere problemi in una sfida educativa nel nostro presente, caratterizzato dal venir meno di quelle certezze, soprattutto relazionali, affettive e di sicurezza, di cui in fondo tutti avvertiamo l’esigenza. 

E allora? Spesso scattano le paure: paura di non ricevere ciò che è dovuto, paura di non farcela, paura di non essere “curati”. Paura di essere violati e non rispettati adeguatamente dalle istituzioni che non rispondono, dalla maestra, percepita distratta, che non ha capito il bambino, o dai docenti a volte ritenuti non adeguatamente preparati, che pretendono troppo o troppo poco; paura di non essere capiti dai compagni, che non comprendono e che possono prendere in giro o addirittura far violenza, dagli altri genitori, che difendono a volte ciecamente il proprio figlio, persino in un banale alterco tra piccoli. 

È innegabilmente vero che tali fatti negativi (la lista sarebbe infinita, ma basta sfogliare i giornali o curiosare in tv) possono sempre accadere e che vanno sempre prevenuti e, quando gravi, condannati nelle modalità adeguate. Eppure, in tutta questa condizione sempre più diffusa, assodato che bisogna intervenire con sempre maggiore efficacia, ciò che mi intimorisce maggiormente come educatore, preside e uomo è la paura. Una paura che a volte rischia di sfuggire di mano e divenire irrazionale. 

Una paura come fenomeno sempre più diffuso, quasi contagioso: la paura dell’altro percepito sempre con diffidenza, di un altro di cui non bisogna fidarsi, quasi segua interessi privati e prevaricanti, di un altro avvertito come antagonista, che non è per me e che mi vuol comunque “fregare”, perché distratto, incapace, avviluppato nel guscio dei suoi interessi individualistici e contrastanti con quelli miei e con quelli sociali. 

Questa diffidenza timorosa, questa paura, favorisce il progressivo dissolversi della capacità di dialogo, di ascolto aperto, di solidarietà, di coesione… di amicizia, col conseguente venir meno di quei naturali rapporti di fiducia, che costituiscono l’elemento fondante e il sentimento più importante nel garantire un’armonia tra attori, che sono sempre più individui e sempre meno persone

È evidente che si tratta di un tema che va ben oltre la scuola e riguarda le società contemporanee e, oltretutto, vastissima è la letteratura su questi temi e numerose sono le suggestioni che in tal senso riverberano financo nell’arte e nella filosofia. 

Per questo credo che, in un momento come l’attuale, come gente di educazione e di scuola convenga ritornare sulla persona, convenga orientarsi e investire sulla persona (nell’alto significato e valore etico, morale e sociale del termine) e sui rapporti tra le persone. Questo costituisce la (nostra) sfida straordinariamente più importante. Per costruire e ri-costruire insieme una scuola di tutti, con uno sguardo alle persone reali: muovendo dall’attenzione ai bisogni di ciascuno, alle sue mancanze, e protesi insieme a tradurle con creatività in azioni e relazioni positive, volte alla ricerca e all’affermazione di un bene comune, di tutti e di ciascuno. 

Sì! È questo il volto (umano) atteso, oggi più che mai, dall’emergenza educativa.

https://www.ilsussidiario.net/news/educazione/2018/11/2/scuola-torniamo-alla-persona-per-battere-le-paure-e-la-disgregazione/1797789/

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Autori. Francesco Lorusso

Francesco Lorusso, nato a Bari nel 1953, è docente di lettere nella scuola media. E’ stato docente supervisore ai tirocini della Ssis Puglia per l’area linguistico-letteraria, dal 2001 al 2007.
Negli anni accademici 2005-06 e 2006-07 è stato docente universitario a contratto di organizzazione e progettazione dei servizi socio-educativi nel corso di laurea magistrale in programmazione dei servizi educativi e formativi, facoltà di scienze della formazione dell’Università di Bari.
Dirigente scolastico di scuola secondaria di 1° grado dall’a.s. 2007-2008, è attualmente in servizio nella Scuola Massari Galilei di Bari.
E’ presidente regionale della sezione pugliese Disal 2016.
https://www.ilsussidiario.net/autori/francesco-lorusso/

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Manifesto DiSAL per una nuova dirigenza delle scuole

Tivoli, marzo 2013

http://www.disal.it/Objects/Pagina.asp?ID=17742

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Dirigenti Scuole Autonome e Libere

Associazione professionale dirigenti scuole statali e paritarie  – Ente qualificato dal MIUR alla formazione

 Comunicato

Una scuola delle persone

Il Consiglio nazionale di DiSAL a Perugia

 Si svolgerà a Perugia presso l’Hotel Giò Centro Congressi il Consiglio nazionale dell’Associazione DiSAL dei dirigenti scolastici sul tema: “Una scuola dellepersone. Azione direttiva, corresponsabilità e autonomia”

Il Seminario di studio intende mettere a tema domande, emergenze, nuovi segni, aperture rintracciabili nell’oggi della vita delle nostre scuole, degli ambienti educativi, delle nuove generazioni per individuare linee di azione, priorità, prospettive, attenzioni e modelli. Per cominciare fin da ora ad impostarli, a gestirli e a innovare la direzione delle scuole.

Questi i temi principali:

  • al centro la persona e le persone. Allora i temi professionali centrali e decisivi per una autentica direzione di scuola devono essere quelli della ferialitá relazionale: lo staff, ma anche le forme della comunicazione (interna ed esterna), i possibili alleggerimenti della dimensione burocratica, una gerarchizzazione delle richieste da fare ai docenti, la gestione delle occasioni collegiali più funzionale a renderle incontri tra persone, la dimensione dell’incontro con le famiglie, le problematiche disciplinari con gli studenti….
  • la scuola come luogo di incontro dove tutti massimizzano il loro bene ed il bene comune.
  • Il cambiamento del modo di lavorare tra persone, tra dirigente scolastico e docenti, tra docenti e docenti, tra docenti e studenti e come tenerne conto
  • quali le prospettive per la direzione di scuole, oggi, tra attuazioni di deleghe legislative e innovazioni.

il necessario rilancio dell’autonomia scolastica, a 20 anni dalla pubblicazione del DPR 275 del 1999: un’autonomia ancora da esplorare che può essere rilanciata proprio come dimensione e strumento per giocare la responsabilità piena delle persone che quotidianamente fanno la scuola.

“Attraverso questo Seminario di studio  – afferma Ezio Delfino presidente nazionale di DISAL –  oltre 60 responsabili nazionali dell’Associazione di presidi statali e non statali metteranno insieme linee di azione e prospettive, partendo dalla realtà di molte esperienze positive e aperture rintracciabili nell’oggi della vita delle nostre scuole”.

Le sessioni di lavoro del Consiglio vedranno il contributo, tra gli altri, di Luigi Berlinguer politico ed accademico, già Ministro dell’Istruzione, di Stefano Gheno docente di Gestione delle risorse umane all’Università S. Cuore di Milano e di Carmela Palumbo Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR.

Una tre giorni di lavoro dentro la sfida culturale odierna che un’Associazione di dirigenti scolastici non può non preoccuparsi di intercettare e comprendere ed alla quale offrire strumenti per sostenerla.

Milano, 20 ottobre  2018

Ufficio stampa DiSAL

http://www.disal.it/Objects/Pagina.asp?ID=26335

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Sede nazionale  via Legnone 20, 20158   Milano   –     tel. 02-69000940   –    email: segreteria@disal.it

Consiglio nazionale DISAL

Seminario di studio e di formazione per dirigenti scolastici e responsabili di direzione, statali e non statali

 Una scuola delle persone

Azione direttiva, corresponsabilità e autonomia

giovedì 25, venerdì 26, sabato 27 ottobre 2018

 –          PERUGIA   –

Hotel Giò Centro Congressi

via Ruggero D’Andreotto, 19

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‘Non basta spalancare gli occhi. Occorre capire quello che si vede’ (J. Millet)

La crisi odierna del sistema scolastico ‘costringe a tornare alle domande, ed esige da noi risposte nuove o vecchie purchè scaturite da un esame diretto” (H. Arendt).

Il Consiglio nazionale DiSAL intende mettere a tema domande, emergenze, nuovi segni, aperture rintracciabili nell’oggi della vita delle nostre scuole, degli ambienti educativi, delle nuove generazioni per individuare linee di azione, priorità, prospettive, attenzioni e modelli. Per cominciare fin da ora ad impostarli, a gestirli e a innovare la direzione delle scuole.

Il titolo è:  ‘Una scuola delle persone. Azione direttiva, corresponsabilità e autonomia’

Una tre giorni di lavoro dentro la sfida culturale odierna che un’Associazione di dirigenti scolastici non può non preoccuparsi di intercettare e comprendere ed alla quale offrire strumenti per sostenerla.

Temi principali

  • Al centro la persona e le persone. Allora i temi professionali centrali e decisivi per una autentica direzione di scuola devono essere quelli della ferialitá relazionale: lo staff, ma anche le forme della comunicazione (interna ed esterna), i possibili alleggerimenti della dimensione burocratica, una gerarchizzazione delle richieste da fare ai docenti, la gestione delle occasioni collegiali più funzionale a renderle incontri tra persone, la dimensione dell’incontro con le famiglie, le problematiche disciplinari con gli studenti….
  • Scuola come luogo di incontro dove tutti massimizzano il loro bene ed il bene comune.
  • Com’è cambiato il modo di lavorare tra persone, tra dirigente scolastico e docenti, tra docenti e docenti, tra docenti e studenti. Come tenerne conto?
  • Quali le prospettive per la direzione di scuole, oggi, tra attuazioni di deleghe legislative e innovazioni?
  • Quali servizi associativi sviluppare.

http://www.disal.it/Objects/Pagina.asp?ID=26335

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Lorenzo Barbagli UNA SCUOLA PER LE PERSONE

Pedagogia e didattica relazionale: senso, architetture, strategie e strumenti per l’insegnamento

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Ma nella scuola non c’è quasi alcuna traccia di loro. Nella scuola di oggi non c’è pedagogia.
E questa assenza si sente.
Si vede nella solitudine degli studenti, nello sperdimento degli insegnanti, nell’organizzazione didattica che manca di umanità.
A causa di numerosi fattori quali famiglie disgregate, conflittualità sociale, solitudini individuali, messaggi fuorvianti, i giovani sono sempre più complessi e riottosi e la scuola per loro è una noiosa obbligazione e non più un’occasione di incontro con il
mondo e di esperienza di vita.
Le famiglie per i professori sono ormai un pericolo da cui difendersi piuttosto che una risorsa collaborativa. Gli strumenti ed i supporti didattici a disposizione degli insegnanti, sono assolutamente obsolescenti e fragili rispetto ai canali ed ai tempi dell’attenzione e dei processi di apprendimento a cui sono abituati i giovani di oggi.
Il sistema scuola, pensato da Gentile nei primi del ‘900, sopravvissuto a suon di rattoppi politici e all’assenza di un ripensamento generale che lo mettesse al passo dei tempi, appare ormai vetusto ed incapace di supportare l’insegnante nella quotidianità.
Ad essere sinceri a volte pare che il sistema scuola sia pensato per non funzionare o comunque per rendere inefficace il lavoro dei professori.
Le politiche sulla scuola invece vanno avanti a suon di parole al vento e slogan promozionali, imitando superficialmente i peggiori modelli dell’istruzione internazionale. Inseguiamo i miti dell’imprenditoria e della competitività facendo decidere loro come impostare la scuola.
Ho sempre pensato che il mestiere dell’insegnante rientrasse tra i più importanti e difficili del mondo, e sono arrabbiato perché ogni giorno che passa, inseguendo il mito dell’imprenditoria e dell’individualismo, la scuola perde un pezzo della sua anima e della sua identità.

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http://www.ittmarcopolorimini.gov.it/wp-content/uploads/2017/01/Una-scuola-per-le-persone-estratto.pdf

https://www.mondadoristore.it/scuola-persone-Pedagogia-Lorenzo-Barbagli/eai978886466415/

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