Il 10 aprile a Catania si svolgerà la notte bianca per la difesa della scuola pubblica. Ore 18: 00 appuntamento in piazza Duomo; ore 19:00 presso il LSS “Boggio Lera”; ore 21:00 Gruppi di lavoro, resoconto dell’assemblea plenaria; ore 22:00 in cortile Reading di Poesie e brani letterari…

La scuola italiana, in tutti gli ordini e gradi, ha bisogno di significativi investimenti per garantire un reale diritto allo studio e un miglioramento, e adeguamento, della formazione complessiva delle giovani generazioni.

Da tanti anni, troppi, assistiamo, invece, ad un progressivo disinteresse nei confronti dei problemi dell’istruzione. Prima si è rimesso in discussione il funzionamento della scuola primaria, un segmento dell’istruzione che rappresentava, per la qualità del lavoro svolto, una punta di eccellenza all’interno del panorama europeo. Senza nessun progetto didattico innovativo, solo per risparmiare, si è così ritornati indietro, rinunciando alla presenza di più docenti che garantiva pluralità nel lavoro e maggiori opportunità per un insegnamento individualizzato. Ora si sta cercando di smantellare l’istruzione secondaria di secondo grado. Si vuole così completare un processo di stravolgimento della funzione stessa della scuola. Negando validità al dettato Costituzionale (art.34)
 Invece di modificare tutto questo,il governo Berlusconi con la controriforma Gelmini-Tremonti (così come prima di loro hanno fatto L. Berlinguer e L. Moratti) applica, oggi, una politica di tagli generalizzati con l’unico obiettivo di risparmiare su un diritto costituzionalmente garantito: quello all’istruzione.

Viene spacciata per riforma una proposta che si limita a diminuire il numero di ore scolastiche (contrariamente a quanto avviene negli altri paesi europei, secondo la “strana idea” che studiando meno si studia meglio. Ceno, sarebbe stato interessante discutere sul tempo scuola. su come eventualmente distribuirlo in modo più coerente. per far si che le scuole funzionino durante l’intera giornata. Ma per far questo sarebbe necessario destinare maggiori risorse alla scuola. Invece, senza preventivamente discutere su nuovi programmi scolastici e quindi senza indicare un progetto organico di istruzione, il Governo cancella sperimentazioni, discipline. ore di lavoro. Cancella innovazioni didattiche che, in diversi indirizzi. avevano reso la scuola più coerente rispetto alle articolazioni del mondo del lavoro.

Quale persona di buon senso può pensare che in meno ore si farà meglio? Chi può sostene- re che meno ore di Laboratorio. menu ore delle discipline di indirizzo, la cancellazione e/o il curricolo ridimensionamento di materie importanti come la Musica e il Diritto renderanno più proficuo il lavoro? – Come si può chiamar riforma (qualcuno spudoratamente aggiunge “epocale”) un insieme generalizzato di tagli? In quest’anno scolastico questi hanno riguardato 50.000 lavoratori precari della scuola (Docenti e ATA), più di 1500 nella provincia di Catania. Noi non vogliamo esclusivamente difendere i posti di lavoro (anche se non proviamo alcuna vergogna nel farlo. non stiamo parlando di feste o festini). VOGLIAMO DENUNCIARE IL FATTO CHE IN QUESTE CONDIZIONI SARA SEMPRE PIO DIFFICILE FARE SCUOLA. Una società che non investe nell’istruzione è destinata ad un inevitabile declino. L’Italia ha bisogno di più laureati, di più diplomati… Tutti devono potere accedere all’istruzione, nessuno deve scegliere precocemente l’ lndirizzo scolastico da seguire, nessuno deve essere allontanato dallo studio per motivi economici. Nessuna scuola deve chiedere un Euro In più ai propri allievi per integrare I mancati finanziamenti statali. Se “la coperta”  è corta,ci sono tanti altri settori nei quali lo Stato può, e deve, risparmiare.

Nei prossimi mesi ci impegneremo per:

Costruire una riforma dal basso della scuola secondaria superiore, fondata su un biennio unitaria, se non unico, attenta alle esigenze di sviluppo del territorio.

Spiegare a tutti, utilizzando anche le ore delle assemblee sindacali e le ore
pomeridiane, cosa accadrà qualora questa controriforma dovesse realizzarsi.

“La scuola è aperta a tutti […l I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”
 e tentando di vanificare il ruolo di promozione sociale che, dall’ istituzione della scuola media unica in poi, aveva contraddistinto il nostro sistema scolastico. Un sistema certamente migliorabile. ma attento a garantire a tutti non solo il diritto all’alfabetizzazione ma anche la formazione di un sapere critico.

Quali sono i problemi della scuola italiana oggi?
Servono innanzitutto strutture scolastiche adeguate, dotate di tutti i requisiti perché
si possa lavorare In sicurezza e In locali dignitosi, un numero elevatissimo di edifici
 scolastici, infatti, non possiede neanche il prescritto certificato di agibilità. Nonostante le
tragedie degli anni passati, da questo punto di vista non è cambiato nulla.
E’ aumentato il numero di alunni per classe (sino a 33-35). Quale persona di buon senso
 può pensare che si possa lavorare proficuamente dovendo interloquire contemporaneamente con oltre 20  alunni? Quale didattica personalizzata può essere proposta in un contesto simile?

Per risparmiare. è stato ridotto il numero di ore dedicate al sostegno: in tali condizioni
 diviene più difficile lavorare a progetti di integrazione e, soprattutto, viene negato, come
afferma la corte Costituzionale (sentenza n. 80, febbraio 2010), un diritto primario, e cioè
che -ciascun disabile è coinvolto in un processo di riabilitazione finalizzato ad un suo
 completo inserimento nella società, processo all’interno del quale l’istruzione e
l’integrazione scolastica rivestono un ruolo di primo piano.
Nel caso di assenza per malattia degli Insegnanti è sempre più difficile, data la scarsità di
 Fondi a disposizione delle scuole, procedere, in tempi brevi, alle necessarie sostituzioni,
lasciando sempre più spesso gli allievi in balia di se stessi.
Infine, la costante riduzione del personale Amministrativo e dei Collaboratori Scolastici aggiunge difficoltà a difficoltà.
 II tutto in un quadro di progressiva privatizzazione della scuola, di riduzione degli spazi
democratici di confronto e di attacco agli Organi Collegiali. nell’ottica di un aumento

La scuola italiana, in tutti gli ordini e gradi, ha bisogno di significativi investimenti per garantire un reale diritto allo studio e un miglioramento, e adeguamento, della formazione complessiva delle giovani generazioni.

Da tanti anni, troppi, assistiamo, invece, ad un progressivo disinteresse nei confronti dei problemi dell’istruzione. Prima si è rimesso in discussione il funzionamento della scuola primaria, un segmento dell’istruzione che rappresentava, per la qualità del lavoro svolto, una punta di eccellenza all’interno del panorama europeo. Senza nessun progetto didattico innovativo, solo per risparmiare, si è così ritornati indietro, rinunciando alla presenza di più docenti che garantiva pluralità nel lavoro e maggiori opportunità per un insegnamento individualizzato. Ora si sta cercando di smantellare l’istruzione secondaria di secondo grado. Si vuole così completare un processo di stravolgimento della funzione stessa della scuola. Negando validità al dettato Costituzionale (art.34)
 Invece di modificare tutto questo,il governo Berlusconi con la controriforma Gelmini-Tremonti (così come prima di loro hanno fatto L. Berlinguer e L. Moratti) applica, oggi, una politica di tagli generalizzati con l’unico obiettivo di risparmiare su un diritto costituzionalmente garantito: quello all’istruzione.

Viene spacciata per riforma una proposta che si limita a diminuire il numero di ore scolastiche (contrariamente a quanto avviene negli altri paesi europei, secondo la “strana idea” che studiando meno si studia meglio. Ceno, sarebbe stato interessante discutere sul tempo scuola. su come eventualmente distribuirlo in modo più coerente. per far si che le scuole funzionino durante l’intera giornata. Ma per far questo sarebbe necessario destinare maggiori risorse alla scuola. Invece, senza preventivamente discutere su nuovi programmi scolastici e quindi senza indicare un progetto organico di istruzione, il Governo cancella sperimentazioni, discipline. ore di lavoro. Cancella innovazioni didattiche che, in diversi indirizzi. avevano reso la scuola più coerente rispetto alle articolazioni del mondo del lavoro.

Quale persona di buon senso può pensare che in meno ore si farà meglio? Chi può sostene- re che meno ore di Laboratorio. menu ore delle discipline di indirizzo, la cancellazione e/o il curricolo ridimensionamento di materie importanti come la Musica e il Diritto renderanno più proficuo il lavoro? – Come si può chiamar riforma (qualcuno spudoratamente aggiunge “epocale”) un insieme generalizzato di tagli? In quest’anno scolastico questi hanno riguardato 50.000 lavoratori precari della scuola (Docenti e ATA), più di 1500 nella provincia di Catania. Noi non vogliamo esclusivamente difendere i posti di lavoro (anche se non proviamo alcuna vergogna nel farlo. non stiamo parlando di feste o festini). VOGLIAMO DENUNCIARE IL FATTO CHE IN QUESTE CONDIZIONI SARA SEMPRE PIO DIFFICILE FARE SCUOLA. Una società che non investe nell’istruzione è destinata ad un inevitabile declino. L’Italia ha bisogno di più laureati, di più diplomati… Tutti devono potere accedere all’istruzione, nessuno deve scegliere precocemente l’ lndirizzo scolastico da seguire, nessuno deve essere allontanato dallo studio per motivi economici. Nessuna scuola deve chiedere un Euro In più ai propri allievi per integrare I mancati finanziamenti statali. Se “la coperta”  è corta,ci sono tanti altri settori nei quali lo Stato può, e deve, risparmiare.

Nei prossimi mesi ci impegneremo per:

Costruire una riforma dal basso della scuola secondaria superiore, fondata su un biennio unitaria, se non unico, attenta alle esigenze di sviluppo del territorio.

Spiegare a tutti, utilizzando anche le ore delle assemblee sindacali e le ore
pomeridiane, cosa accadrà qualora questa controriforma dovesse realizzarsi.

“La scuola è aperta a tutti […l I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”
 

La scuola italiana, in tutti gli ordini e gradi, ha bisogno di significativi investimenti per garantire un reale diritto allo studio e un miglioramento, e adeguamento, della formazione complessiva delle giovani generazioni.

Da tanti anni, troppi, assistiamo, invece, ad un progressivo disinteresse nei confronti dei problemi dell’istruzione. Prima si è rimesso in discussione il funzionamento della scuola primaria, un segmento dell’istruzione che rappresentava, per la qualità del lavoro svolto, una punta di eccellenza all’interno del panorama europeo. Senza nessun progetto didattico innovativo, solo per risparmiare, si è così ritornati indietro, rinunciando alla presenza di più docenti che garantiva pluralità nel lavoro e maggiori opportunità per un insegnamento individualizzato. Ora si sta cercando di smantellare l’istruzione secondaria di secondo grado. Si vuole così completare un processo di stravolgimento della funzione stessa della scuola. Negando validità al dettato Costituzionale (art.34)
 Invece di modificare tutto questo,il governo Berlusconi con la controriforma Gelmini-Tremonti (così come prima di loro hanno fatto L. Berlinguer e L. Moratti) applica, oggi, una politica di tagli generalizzati con l’unico obiettivo di risparmiare su un diritto costituzionalmente garantito: quello all’istruzione.

Viene spacciata per riforma una proposta che si limita a diminuire il numero di ore scolastiche (contrariamente a quanto avviene negli altri paesi europei, secondo la “strana idea” che studiando meno si studia meglio. Ceno, sarebbe stato interessante discutere sul tempo scuola. su come eventualmente distribuirlo in modo più coerente. per far si che le scuole funzionino durante l’intera giornata. Ma per far questo sarebbe necessario destinare maggiori risorse alla scuola. Invece, senza preventivamente discutere su nuovi programmi scolastici e quindi senza indicare un progetto organico di istruzione, il Governo cancella sperimentazioni, discipline. ore di lavoro. Cancella innovazioni didattiche che, in diversi indirizzi. avevano reso la scuola più coerente rispetto alle articolazioni del mondo del lavoro.

Quale persona di buon senso può pensare che in meno ore si farà meglio? Chi può sostene- re che meno ore di Laboratorio. menu ore delle discipline di indirizzo, la cancellazione e/o il curricolo ridimensionamento di materie importanti come la Musica e il Diritto renderanno più proficuo il lavoro? – Come si può chiamar riforma (qualcuno spudoratamente aggiunge “epocale”) un insieme generalizzato di tagli? In quest’anno scolastico questi hanno riguardato 50.000 lavoratori precari della scuola (Docenti e ATA), più di 1500 nella provincia di Catania. Noi non vogliamo esclusivamente difendere i posti di lavoro (anche se non proviamo alcuna vergogna nel farlo. non stiamo parlando di feste o festini). VOGLIAMO DENUNCIARE IL FATTO CHE IN QUESTE CONDIZIONI SARA SEMPRE PIO DIFFICILE FARE SCUOLA. Una società che non investe nell’istruzione è destinata ad un inevitabile declino. L’Italia ha bisogno di più laureati, di più diplomati… Tutti devono potere accedere all’istruzione, nessuno deve scegliere precocemente l’ lndirizzo scolastico da seguire, nessuno deve essere allontanato dallo studio per motivi economici. Nessuna scuola deve chiedere un Euro In più ai propri allievi per integrare I mancati finanziamenti statali. Se “la coperta”  è corta,ci sono tanti altri settori nei quali lo Stato può, e deve, risparmiare.

Nei prossimi mesi ci impegneremo per:

Costruire una riforma dal basso della scuola secondaria superiore, fondata su un biennio unitaria, se non unico, attenta alle esigenze di sviluppo del territorio.

Spiegare a tutti, utilizzando anche le ore delle assemblee sindacali e le ore
pomeridiane, cosa accadrà qualora questa controriforma dovesse realizzarsi.

“La scuola è aperta a tutti […l I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”
 e tentando di vanificare il ruolo di promozione sociale che, dall’ istituzione della scuola media unica in poi, aveva contraddistinto il nostro sistema scolastico. Un sistema certamente migliorabile. ma attento a garantire a tutti non solo il diritto all’alfabetizzazione ma anche la formazione di un sapere critico.

Quali sono i problemi della scuola italiana oggi?
Servono innanzitutto strutture scolastiche adeguate, dotate di tutti i requisiti perché
si possa lavorare In sicurezza e In locali dignitosi, un numero elevatissimo di edifici
 scolastici, infatti, non possiede neanche il prescritto certificato di agibilità. Nonostante le
tragedie degli anni passati, da questo punto di vista non è cambiato nulla.
E’ aumentato il numero di alunni per classe (sino a 33-35). Quale persona di buon senso
 può pensare che si possa lavorare proficuamente dovendo interloquire contemporaneamente con oltre 20  alunni? Quale didattica personalizzata può essere proposta in un contesto simile?

Per risparmiare. è stato ridotto il numero di ore dedicate al sostegno: in tali condizioni
 diviene più difficile lavorare a progetti di integrazione e, soprattutto, viene negato, come
afferma la corte Costituzionale (sentenza n. 80, febbraio 2010), un diritto primario, e cioè
che -ciascun disabile è coinvolto in un processo di riabilitazione finalizzato ad un suo
 completo inserimento nella società, processo all’interno del quale l’istruzione e
l’integrazione scolastica rivestono un ruolo di primo piano.
Nel caso di assenza per malattia degli Insegnanti è sempre più difficile, data la scarsità di
 Fondi a disposizione delle scuole, procedere, in tempi brevi, alle necessarie sostituzioni,
lasciando sempre più spesso gli allievi in balia di se stessi.
Infine, la costante riduzione del personale Amministrativo e dei Collaboratori Scolastici aggiunge difficoltà a difficoltà.
 II tutto in un quadro di progressiva privatizzazione della scuola, di riduzione degli spazi
democratici di confronto e di attacco agli Organi Collegiali. nell’ottica di un aumento
smisurato del potere dei Presidi-Manager. Nel passato si sono tentale molte inutili scorciatoie, cercando di far ricadere sui Docenti le responsibilità di questa situazione. Studenti e famiglie sanno bene quanto sia complicato far funzionare, in queste codizioni, la scuola.
 Certo non si può migliorare i1 lavom degli Insegnanti ma. se lo si vuole davvero, occorre investire  energie in una tale direzione. Non sproloquinre proponendo di pagare il
personale in base a ipotetiche valutazioni delle prestazioni.  Se si vuole riformare la scuola occorre fare in modo che tutti i docenti siano messi nelle condizioni di lavorare bene. Non
abbiamo bisogno di ipotetici Docenti di serie A.
La scuola o funziona tutta,o non funziona.

INVITIAMO TUTTI I  COLLEGHI A RAGIONARE E DECIDERE INSIEME
LE FORME DI LOTTA Più OPPORTUNE.