Dopo Uno nessuno e centomila con Enrico Lo Verso, al Cine teatro Garibaldi di Giarre lunedì 13 febbraio è stata la volta, per il ciclo di spettacoli rivolti alla formazione degli alunni del comprensorio etneo, di un grande paladino di Francia, protagonista di opere molto amate e lette a scuola…

Rosario Marco Amato, diretto dal regista Antonello Capodici, ha dato vita alla rappresentazione de “L’Orlando pazzo” di T. Mancuso, uno spettacolo che è riuscito a fondere la più verace tradizione popolare isolana, quella dei pupi siciliani, con l’affascinante trama, una vera e propria girandola di avventure, dell’Orlando furioso ariostesco, attraverso la preziosa mediazione dell’Orlando innamorato del Boiardo.

Ma con qualcosa ancora: offrire ai giovanissimi spettatori spunti di riflessione su temi purtroppo attuali, quali le forme di amore folle che possono sfociare in gesti definitivi e atroci, di cui purtroppo son piene le cronache odierne.

E così, come per magia, sul palcoscenico, grazie alla cornice narrativa di una compagnia di pupari in azione, i paladini di latta e legno hanno assunto sembianze umane: Orlando, interpretato da un gagliardo Rosario Marco Amato, già noto ai giovani spettatori per un indimenticabile Liolà dell’anno precedente, Rinaldo, Ferraù, tutti folli d’amore per Angelica. Ma questo amor fou, complice il caso, avrà risvolti drammatici. La bella Angelica, dopo aver disprezzato i migliori cavalieri del tempo, si innamorerà di un umile fante saraceno, lasciando scornati tutti i suoi innamorati.

In scena dunque la potenza dell’amore. Ma ancor più l’insania di Orlando, incapace di accettare la scomparsa della donna amata, per la quale ha perso il sonno e il senno. Amore non corrisposto e pazzo che è stato cantato dagli attori in un dialetto siciliano che ha dato la giusta atmosfera al racconto.

Infine molto applauditi gli esperti pupari e qualche domanda inquietante degli alunni, nel consueto dibattito post spettacolo, a Rosario Marco Amato: come sono riusciti gli attori a cantare così bene con le pesanti armature addosso e i duelli all’ultimo sangue?

Con la passione e l’impegno. E anche questa forse è stata una delle più importanti lezioni della appassionante recita.

Silvana La Porta