http://monolite.files.wordpress.com/2007/09/kernel.png?w=319&h=350Lo sviluppo di Linux è totalmente in mano al mercato: il 75% del codice kernel è frutto del lavoro di professionisti ben pagati. Il dato è stato extrapolato da un recente rapporto presentato al Linux.conf.au 2010 da Jonathan Corbet, fondatore di LWN.net. (da tomshw.it)

 

 

Lo sviluppo di Linux è totalmente in mano al mercato: il 75% del codice kernel è frutto del lavoro di professionisti ben pagati. Il dato è stato extrapolato da un recente rapporto presentato al Linux.conf.au 2010 da Jonathan Corbet, fondatore di LWN.net.

In pratica, analizzando il kernel Linux tra il 24 dicembre 2008 e il 10 gennaio 2010 è stata rilevata un’attività di sviluppo pari a: 2,8 milioni di linee di codice, 55mila cambiamenti importanti e la transizione dalla versione 2.6.28 alla 2.6.32. Ebbene, tutto questo lavoro è stato portato avanti per il 18% da sforzi volontari, per il 7% da attività non classificabile, e per il 75% da specialisti pagati.

Fra le aziende più attive: Red Hat con il 12%, Intel con l’8%, IBM e Novell con rispettivamente il 6%, e infine Oracle con il 3%. “A prescindere dalle rivalità commerciali, lo sviluppo congiunto del kernel funziona bene”, ha sottolineato Corbet.

Da rilevare la mancanza di contributi di aziende come ad esempio Google, che si affidano a sistemi Linux senza però partecipare sensibilmente allo sviluppo del kernel. (da tomshw.it)


Dario D’Elia