Accordo precari e assunzioni retrodatate. Commenti pro e contro Di Menna (Uil-scuola): Un cambio di passo rivoluzionario rispetto alla tradizione…

 

Il contratto sulla carriera dei docenti precari che saranno immessi in ruolo è stato firmato all’Aran dai sindacati del comparto scuola, con esclusione della Cgil-scuola che si riserva di farlo dopo che il Governo avrà dato alcune risposte alle sollecitazioni politiche su stabilizzazione e copertura degli organici.

Contemporaneamente alla sottoscrizione dell’accordo il Miur e la Ragioneria Generale dello Stato definivano la quota di posti (10.000) per le assunzioni in ruolo con retrodatazione giuridica al 2010-11 (e con il conseguente utilizzo delle vecchie graduatorie ad esaurimento).

Non è ancora del tutto chiaro se, oltre a questa prima quota di posti, a settembre verranno anche utilizzati tutti i 67 mila posti (docenti e Ata) previsti dall’intesa di un circa un mese fa tra sindacati e i ministri Gelmini e Brunetta.

Sui 10 mila posti retrodatati vi sono ovviamente valutazioni opposte. Mentre la Lega che si è battuta da mesi in vario modo (ricordate il bonus mancato dei 40 punti per i docenti precari non trasferiti) esprime soddisfazione per la decisione della quota, alcune rappresentanze sindacali minori, soprattutto presenti nei territori meridionali, esprimono critiche e minacciano ricorsi.

Sull’accordo di ieri ci sono commenti favorevoli da parte dei firmatari.

Quel che è accaduto in questi giorni – ha commentato il segretario generale Uil Scuola, Massimo Di Menna – è un esempio positivo di sindacato utile e di relazioni sindacali moderne. Un cambio di passo rivoluzionario rispetto alla tradizione, per più ragioni.

In questi mesi abbiamo convinto il Governo, negoziato in sede contrattuale, in un confronto basato sul merito delle questioni. Soggetti contraenti che determinano un risultato. E il risultato è sotto gli occhi di tutti, ottenuto per via pattizia, con un contratto”. In effetti, la trattativa tra sindacati della scuola e Governo ha dell’eccezionale, visto che è stata portata a termine in appena due settimane, tanto da farla definire un accordo “lampo” che, però, dà un futuro“lungo”  a tante persone in cerca di stabilità professionale.