«Alcuni studenti dicono al ministro dell’Istruzione….»…(da La Sicilia)


 


Anche quest’anno siamo vittime delle aberrazioni del sistema scolastico che non tenendo in nessun conto la continuità didattica ci condannano a cambiare metodo di studio e ad interrompere frequentemente il nostro iter formativo. Tale diffuso malcostume ci fa ritrovare ogni anno alle prese con nuovi professori, nuovi sistemi di studio e nuove abitudini. Questo comporta un enorme disagio in noi studenti che non riusciamo più a trovare le forze per inseguire sempre nuovi obbiettivi per poi alla fine dell’anno scoprire amaramente che a causa dei tagli del governo siamo costretti a dover ricominciare da zero. Ogni nostra legittima richiesta, ogni nostra sacrosanta rivendicazione risultano vane di fronte allo strapotere del governo, ma nonostante ciò non ci arrendiamo e ancora una volta ci rivolgiamo al ministro voi, chiedendo di cambiare le cose, di ascoltare la voce di chi vive la scuola, di recepire il nostro disagio e adoperarsi per riscattare un sistema scolastico ormai ginocchio. Oggi, uno dei professori che ci stanno più a cuore e da cui presto dovremo separaci, ci ha dato una grande lezione di vita, come è solito fare, dicendoci che il dover interrompere il nostro percorso comune costituirà per lui un amaro rimpianto. Sappiamo bene che questa lettera resterà semplicemente un grido nel deserto; che il ministro e i suoi dotti collaboratori non si scomoderanno per spiegarci il motivo per cui il prossimo anno non potremo più essere seguiti dal nostro prof, ma nonostante questa battaglia sembrerebbe fatalmente destinata al fallimento noi sentiamo il dovere morale di non lasciar nulla di intentato affinché questa bella esperienza umana e didattica non venga brutalmente recisa. Ci sono state lacrime, amarezze e piccoli conflitti, confronti serrati e momenti di tensione, ma tutto ciò ha contribuito a farci crescere a ha reso ancor più significativi gli insegnamenti che il nostro prof di lettere ci ha regalato e che vanno ben oltre le semplici nozioni scolastiche. E’ così raro incontrare professori con i quali si instaurano rapporti di profonda stima, rispetto e simpatia reciproci come in questo caso e adesso che un tale equilibrio era stato raggiunto ci troviamo di fronte al solito dramma di fine anno: salutare chi ci ha dato tanto e ricominciare da zero con nuovi docenti… e tutto ciò in virtù dei meccanismi ministeriali che noi non comprendiamo e che sono lontani mille anni luci dalla quotidianità scolastica. Questa separazione obbligata segnerà di certo negativamente il nostro iter didattico e personale. In considerazione di ciò chiedendo al ministro di muoversi per garantirci il nostro inviolabile diritto alla continuità scolastica non ci sembra di pretendere troppo, vogliamo solo che i nostri diritti di studenti siano rispettati. Sì, esatto: semplicemente rispettati! La cosa assurda è che spesso, con estrema superficialità, noi studenti veniamo etichettati come soggetti passivi, demotivati e disinteressati, ma se così fosse avremmo mai fatto tutto questo trambusto per farci sentire? Noi rivendichiamo con forza il nostro essere persone prima che studenti. Si, siamo delle persone e non degli animali e il banco in cui sediamo non è la nostra cuccia e il libri su cui studiamo non sono la nostra museruola. La continuità didattica deve essere un diritto consolidato e non un fattore casuale. Solo così, il ministro potrà creare le premesse per quella tanto sbandierata scuola migliore, di cui spesso l’abbiamo sentita parlare.
Le classi 3BL e 3F del Liceo Scientifico/Linguistico “Archimede” Acireale