Pubblichiamo un bell’intervento di Maria Concetta Trovato, presidente regionale dell’Andis, sul concorso dirigenti. Lineare, pulito ed efficace, propone di sollevare i presidi vincitori, che si apprestano a ripetere il concorso, dal corso di formazione che hanno già sostenuto. Per il resto la sentenza della magistratura è legge.Chissà quali reazioni avrà suscitato. Approvazione? Plauso sfrenato? O riprovazione feroce?…

 


Il Direttore Generale della Regione Sicilia, in data 08/01/2010, ha reso pubblico il Decreto dicostituzione della Commissione giudicatrice per la rinnovazione del Corso-concorso ordinario, già indetto con DDG del MIUR del 22/11/2004.

La chiacchierata vicenda, come noto, vede coinvolti n. 426 docenti che, in seguito all’approvazione della graduatoria generale di merito, a partire dall’anno scolastico 2007/08 erano stati assunti nel ruolo della dirigenza scolastica.
Il tutto prende le mosse dalle sentenze del C.G.A. per la Regione Siciliana, n. 477/09 e 478/09 e delle successive decisioni sui ricorsi per l’ ottemperanza del giudicato, n. 1064 e n. 1065/09.
L’annullamento della procedura dall’atto di nomina della sottocommissione, infatti, costringe l’Amministrazione, pena commissariamento, a rinnovare la procedura rimettendo in gioco sia coloro che, dichiarati vincitori, stanno esercitando la funzione, sia coloro che, non avendo superato tutte le prove, sono rimasti fuori dalla graduatoria di merito.

Come prevedibile, le sentenze del CGA hanno sollevato un vespaio:
• da un lato i ” dirigenti congelati” , come loro stessi si definiscono, che invocano il diritto al riconoscimento di un ruolo che ritengono legittimo a tutti gli effetti;
• dall’altro i ricorrenti e coloro che, per ovvie ragioni, plaudono all’annullamento determinato dalle sentenze del CGA.

L’A.N.D.I.S ( Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), pur avendo in diverse occasioni, per le vie informali, espresso solidarietà personale per la vicenda umana, ha ritenuto di non poter assumere alcuna posizione a sostegno dei ” vincitori” o dei ” ricorrenti” , nella convinzione che uno STATO DI DIRITTO fondato sulla tripartizione dei poteri, imponga l’ottemperanza ai giudicati della Magistratura, fermo restando il diritto delle parti lese di far valere le proprie posizioni nelle sedi giurisdizionali opportune.

Il silenzio dell’ A.N.D.I.S, presumibilmente interpretato come mancanza di sostegno ai n. 426 vincitori, in effetti, voleva solo essere testimonianza del rispetto dei Dirigenti Scolastici per l’Ordinamento Costituzionale e per il ruolo della stessa dirigenza, fortemente attaccata dall’onda mediatica di discredito già prima della conclusione dell’iter concorsuale in oggetto.

L’ANDIS riconosce la dignità del ruolo dei dirigenti scolastici che, quotidianamente, lottano per affermare la legalità in forza dei principi democratici che ispirano la nostra Carta Costituzionale.
Sul piano umano comprendiamo il malessere e l’ansia dei colleghi che, pur avendo già sostenuto un iter concorsuale lungo ed estenuante, sono costretti a dimostrare ” per la seconda volta” di essere legittimati all’esercizio della funzione.
L’onestà intellettuale e l’etica professionale che ci contraddistinguono ci impongono di non agire giocando sulle emozioni, affermando solo ciò che gli altri vorrebbero sentirsi dire, ma di rimanere lucidi anche a costo di essere ” impopolari”.
La procedura annullata, infatti, in assenza di giudicato contrario, non ci sembra possa trovare altri spazi legittimi di percorribilità, diversi dalla rinnovazione.

Per questo motivo, pur auspicando che i 426 colleghi, per molti aspetti vittime dell’accaduto, riescano a far valere le loro ragioni nelle sedi giurisdizionali più idonee, pensiamo che, al momento, l’unica richiesta legittima sia quella del riconoscimento del servizio svolto nell’esercizio delle funzioni.

L’ANDIS, nelle cui fila militano anche numerosi colleghi di indiscutibile professionalità, coinvolti in questa spiacevole vicenda,
CHIEDE,
inoltre, che i n. 426 facenti funzione in forza dell’articolo 1 comma 2 bis della legge n. 190 del 21/12/2009, siano esentati dall’obbligo di tirocinio e di formazione, in quanto abbondantemente assolto sul campo.

La vicenda ” de quo”, infine, ci offre lo spunto per fare alcune riflessioni in merito alla gestione dei concorsi per il reclutamento dei dirigenti scolastici.

La gestione regionale, alla sua prima applicazione, è stata fonte di non poche discriminazioni in ordine alla credibilità ed alla trasparenza delle procedure attivate nelle diverse regioni d’Italia, con evidente pregiudizio per le Regioni del Sud e della Sicilia.
Il documento licenziato dal recente Congresso Nazionale ANDIS, a tal proposito, recita testualmente ” Per quanto riguarda il reclutamento dei dirigenti scolastici, occorre che sia garantito appieno il rispetto su procedure e modalità di attuazione dei concorsi. Se da un lato il concorso regionale è la logica conseguenza della riforma del Titolo V, dall’altro va scongiurato il rischio – purtroppo tutt’altro che teorico – di gravi condizionamenti socio-politici. E’ perciò necessario, se non il ritorno ad un concorso nazionale, almeno garantire la piena regolarità delle procedure e l’uniformità di comportamento della Commissioni”.

Noi riteniamo, inoltre, che ulteriore garanzia di trasparenza sia l’adozione di criteri noti in anticipo, da adottare per la nomina dei componenti la Commissione.

Va senz’altro evitata la discrezionalità dei Direttori generali regionali a favore dell’adozione di criteri oggettivi, quali ad esempio:
• la dichiarazione di disponibilità da parte dei dirigenti interessati;
• gli anni di servizio effettivo nel ruolo della dirigenza scolastica;
• il possesso di titoli culturali e professionali.

L’ANDIS auspica una rapida conclusione della vicenda sia per chiudere una delle pagine meno edificanti nella storia del reclutamento dei dirigenti scolastici sia per ridare serenità a quanti, oggi, si ritrovano ” come color che son sospesi” , in attesa di ” giudizio”.

Maria Catena Trovato
( presidente regionale ANDIS – Sicilia )

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