Torna Aida al Mythos Opera Festival, ideato dal maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara, nell’incantevole scenario del Teatro greco di Taormina per uno spettacolo con tanto pubblico e grande successo. Una messa in scena convincente quella del 12 agosto, senza naturalmente i classici elefanti e cammelli dell’Arena di Verona, con una scenografia essenziale ma efficace, animata da  elementi scenografici stilizzati (la piramide, la tomba, l’obelisco rivisitati in chiave moderna) e strutture triangolari pronte a cambiar colore a seconda dei vari momenti della celeberrima opera verdiana, un’opera in cui il grande Maestro, appunto perché d’occasione, ricercava esiti drammatici molto particolari.

Eppure, senza grandi effetti speciali, il risultato, grazie alla bravura dei cantanti e alla regia molto attenta di Attilio Colonnello, che il direttore artistico del Mythos Opera Festival, Nino Strano, ha voluto fortemente dopo le numerose regie di Aida a Luxor e che è stato coadiuvato abilmente da Marco Strano,  è stato soddisfacente per i numerosissimi spettatori che hanno gremito il teatro di Taormina.

In primis per la magnifica performance delle due cantanti principali. Il soprano americano Emma Mc Dermott, che avevamo avuto modo di apprezzare in Tosca l’anno scorso,  ha incarnato una dolcissima Aida con un’interpretazione emozionante e sentita e una voce sempre adeguata agli stati d’animo, in particolare nella capacità di assottigliamento del fiato e del volume; Giovanna Casolla, cantante verace specializzata in ruoli “duri” (come quello di Turandot che ha interpretato per ben 500 volte), ha reso giustizia alla figura di Amneris, sfoderando appieno la sua principale caratteristica, quella di soprano drammatico adatto anche a ruoli mezzosopranili, manifestando un grande carisma interpretativo e notevole ricchezza di sfumature nel fraseggio.

Bravo anche il giovane Roberto Cresca nel ruolo di Radames che, dopo una misurata “Celeste Aida”, si è riscaldato via via con il procedere dello spettacolo, fino a riscuotere calorosi applausi nell’ultima dolente aria. Bravi anche Andrea Zese in Amonasro, drammatico ma misurato,  Matteo Benvenuti nel Messaggero, Alexis Trejos in Ramfis, Angelo Sapienza nel Ree Zuly Inirio nella Sacerdotessa.

Attenta e puntuale la direzione del maestro Marco Boemi, tra i più stimati direttori d’orchestra contemporanei, che ha guidato con bacchetta sapiente la brava Orchestra Filarmonica della Sicilia;  il Coro lirico mediterraneo, diretto da Alessandra Pipitone e presieduto da Nuccio Anselmo, ha offerto una prova soddisfacente, sottolineando le belle parti corali dell’opera.

Grande serata dunque di musica lirica a Taormina. Il Mythos Opera Festival si conferma vetrina di talenti e uno degli appuntamenti ormai irrinunciabili dell’estate siciliana.

Silvana La Porta