altCriticò gli intellettuali iper-nazionalisti, croati, serbi e bosniaci
che aiutarono i “signori della guerra” nel conflitto dei Balcani
Da Il Messaggero…





«Molto devo alla mobilitazione internazionale», ha dichiarato soddisfatto e commosso lo scrittore Predrag Matvejevic, commentando l’annullamento della sentenza che lo condannava a cinque mesi di carcere e che sarebbe divenuta esecutiva oggi. La Corte Suprema croata aveva condannato Matvejevic per aver criticato gli intellettuali iper-nazionalisti, croati, serbi e bosniaci che aiutarono i “signori della guerra” ad infiammare il conflitto nei Balcani.La sentenza contro Matvejevic, uomo di cultura, scrittore raffinato e fermo sostenitore dell’ideale europeo, era una sentenza davvero troppo pesante per un Paese che aspira a diventare il ventottesimo Stato membro dell’Unione Europea. La Croazia infatti non stava rispettando la libertà di espressione, che è una delle basi di ogni democrazia, come anche riconosciuto dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani e dall’articolo 11 della Carta dell’Unione Europea. «Molto devo alla mobilitazione internazionale – ha detto Matvejevic -, all’appello lanciato da Le Monde, alla solidarietà della stampa italiana e alle tante manifestazioni di stima e affetto espresse dai miei lettori».
Le Monde aveva infatti invitato a sottoscrivere un appello per la sua liberazione, firmato tra gli altri da Claudio Magris, Umberto Eco, Bernard-Henri Levy, Salman Rushdie, dai filosofi Michael Foessel e Peter Sloterdijk, e dal presidente della Commissione Nazionale Italiana Unesco, Giovanni Puglisi. Matvejevic ha ribadito che «bisognava prendere posizione o tradire se stessi». Per una volta almeno si possono smentire le sue parole «i veri vincitori, quelli che sanno difendere i valori, perdono il più delle volte le loro battaglie».