Un’ennesima rilettura di Antigone, la celeberrima e plurinterpretata tragedia di Sofocle? Ebbene sì. Così il Calatafimi Segesta Festival- Dionisiache 2018, che quest’anno ha deliziato il suo pubblico con spettacoli di ottima qualità, ha deciso di celebrare il Ferragosto, con un reading dell’Antigone affidato a un attore che ormai non ha bisogno di presentazioni, quel Vincenzo Pirrotta tanto caro allo Stabile catanese e sempre in splendida forma.

Ed è stata una serata davvero magica, complice il tramonto nel teatro di Segesta, magicamente orientato verso il Golfo di Castellammare, con lo splendido panorama del mare e delle colline a perdita d’occhio. Vincenzo Pirrotta, accompagnato alla chitarra dal chitarrista Charlie Di Vita, ha davvero saputo ricreare l’atmosfera dolorosa e tormentata del ciclo tebano, muovendo dall’antefatto lo scontro tra Eteocle e Polinice, abilmente mimato con una semplice spada e affidato a un uso della voce ormai straordinario, con una padronanza assoluta dell’emissione.

Poi il momento più appassionante: la riflessione, accompagnata dal coinvolgimento del folto e attento pubblico, sula scelta di Antigone, la sventurata figlia incestuosa di Edipo e Giocasta, che antepone la legge degli Dei a quella degli uomini. Pirrotta ha offerto una lettura colta, stratificata della tragedia sofoclea, senza mai dimenticare però di essere didascalico, accattivante, ironico quanto basta ad attualizzare una storia forte, che tanto appassionò il filosofo Hegel.

Calzanti anche i riferimenti al mondo contemporaneo, alle tragedie del terrorismo, che tanti dilemmi morali pongono di non facile soluzione, e alla corruzione dilagante, che Creonte, da buon politico, ritiene la maggiore sventura per la città.

Il momento più emozionante è stata però l’appassionata lettura del famoso Coro sulla grandezza dell’uomo, là dove Pirrotta ha davvero stabilito un feeling assoluto con gli spettatori, invitandoli a una riflessione profonda: l’uomo è grande solo se rispetta le leggi del suo paese
e la giustizia degli dèi.

L’azione individuale, fatta in un’ottica particolaristica, è destinata al fallimento. Grande lezione di vita e di moralità dunque a Segesta con un’Antigone da ricordare a lungo…

Silvana La Porta