I “motivi personali” richiesti dal personale della scuola a norma di CCNL, in quanto motivi potestativi,       vanno dichiarati anche in via generica…(da ceripnews)

 

 

 

 

(p.e.: accompagnare il coniuge/figlio dal medico) e non è legittimo “scandagliare” sulle motivazioni correlate. Lo ha deciso il giudice del lavoro di Sciacca (Ag) con una sentenza depositata il 25 ottobre scorso.
Ne dà notizia ItaliaOggi/Azienda Scuola di ieri (12 novembre) precisando che i “motivi personali” riguardano non solo i tre giorni di permesso, ma anche i sei giorni di ferie, sempre che queste ultime vengano richieste per motivi personali o familiari.
Nell’articolo di Carlo Forte (“I permessi personali non vanno scandagliati”) pubblicato nella Testata sopra citata, si precisa anche che secondo il giudice “non è necessario indicare nell’istanza dove si verificherà il fatto personale o familiare posto a fondamento della domanda”. Ne consegue che l’interessato, nella domanda, deve raccontare il fatto che integra il motivo personale o familiare, ma non è tenuto a riferirne i particolari. Di conseguenza, “la prassi di anticipare la domanda anche con un colloquio con il Ds, deve intendersi come mero atto di cortesia”.