Una proposta originale della collega Teresa APONE : APPRENDISTATO IN CLASSE PER I FUTURI MINISTRI DELL’ISTRUZIONE…(da sindacatoscuola athena)

 

APPRENDISTATO IN CLASSE PER I FUTURI MINISTRI DELL’ISTRUZIONE

 

 

Sono una docente di scuola superiore di quarantaquattro anni, da sedici anni lavoro nel mondo della scuola e sono stata immessa in ruolo nel duemilasette.

 

La mia vita da precaria non è finita e non finirà mai.

Illusioni sul mio mestiere e su tutti i disagi che esso comportava, non ne ho avute sin dal primo momento, da quando ho dovuto lottare con leggi e leggine, con il groviglio delle graduatorie, tra le tantissime domande da compilare, le abilitazioni, i ricorsi, i punteggi, le scuole di montagna e alla fine dell’anno, la domanda di disoccupazione.

 

Chi mi impediva di fare serenamente il mio lavoro era lo STATO!

Lo stato ha ostacolato il mio lavoro ogni anno, in ogni momento, ha svilito sempre più, con i suoi continui stravolgimenti, la mia voglia di insegnare.

 

Amo molto il mio mestiere, ma per compiere ogni giorno il mio dovere di docente e per infondere ogni giorno ai miei allievi la giusta dose di speranza e di fiducia , ho bisogno di uno STATO che viaggi in sintonia con la mia voglia di educare, semplicemente uno stato che mi metta nelle condizioni di far bene il mio mestiere.

 

Le classi – pollaio sono state uno dei tanti modi per minare la qualità dell’insegnamento.

 

Si propone il recupero per chi non ce la fa. Non ce la fanno in molti, nonostante i nostri sforzi. Perchè? La risposta la può dare anche l’allievo meno capace, è un calcolo matematico. La proporzione è uno a trenta: gli allievi sono troppi. L’insegnante deve spiegare, catturare l’attenzione e la curiosità dei più recalcitranti, degli alunni più difficili, accertarsi che tutti abbiano compreso. Controllare il lavoro svolto a casa, correggerlo , interrogare. Svolgere programmi stravolti e ampliati dall’ultima riforma, correggere i compiti, prepararli, aggiornarsi. Studiare strategie alternative per i più deboli, organizzare il recupero e tanto altro ancora.

 

Nonostante la nostra grande voglia di fare , l’organizzazione strategica per riuscire a fare al meglio, parecchi alunni non raggiungono gli obiettivi prefissati. Gli allievi che non hanno alle spalle una famiglia che possa seguirli sono i più esposti e non sempre basta il recupero a scuola. A fine anno ti senti come don Chisciotte contro i mulini a vento.

 

Poi ti alzi una mattina e c’è un notizia sul tavolo della cucina che accompagna il tuo caffè: il ministro Profumo, che tanto dice di conoscere la scuola, ha una nuova idea: dare più lavoro agli insegnanti a costo zero.

 

Il ministro, penso, saprà che chi fa le sue diciotto ore, bene, come si deve, a fine settimana è stanco, anche perché non sono solo le diciotto ore settimanali che l’insegnante dedica alla scuola, in quanto, a casa ,solo per correggere le quattrocento annuali (in media) verifiche sommative, più le altrettante verifiche formative, più le ore di preparazione, aggiornamento, programmazione supera di gran lunga il conteggio.

 

Un’ idea, però, ce l’ho anch’io: il prossimo ministro della Pubblica Istruzione, prima di legiferare svolga un apprendistato di sei mesi nella scuola pubblica, con ventinove alunni in classe, semmai al sud, in periferia, pagandosi la benzina per la sede lontana da casa, con il suo portafoglio.

 

Se riuscirà a fare bene il suo dovere di docente, nonostante tutto, poi provi a parlare di SCUOLA E A LEGIFERARE!

 

Teresa Apone