Approvata la Riforma della secondaria superiore con un colpo di scena: tagliate le ore…nelle altre classi

Si è appena conclusa a Palazzo Chigi la riunione del Cdm: è stata naturalmente approvata la Riforma della secondaria superiore: ci saranno sei licei, undici istituti tecnici, sei professionali…(da Tuttoscuola)

 


Il Consiglio dei Ministri approva dunque i tre Decreti presidenziali relativi:
• Decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei
• Decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente norme sul riordino degli istituti tecnici
• Decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente norme sul riordino degli istituti professionali

 

Cdm cambia le superiori. Gelmini: Epocale

Il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato i tre decreti presidenziali che, dal prossimo anno scolastico (2010-2011), riformano l’istruzione superiore con il riordino di licei, istituti tecnici e istituti professionali.

La riforma delle scuole superiori (licei, istituti tecnici e professionali) partirà solo dalle classi prime, come hanno chiesto le commissioni parlamentari, i sindacati e il Consiglio nazionale della pubblica istruzione.

Ma per conseguire i risparmi previsti dalla legge 133 del 2008,all’articolo 64, in tutti gli indirizzi fin dal prossimo anno, ci sarà un taglio delle ore che riguarderà seconde, terze e quarte classi. Le ore si ridurranno a 32 al massimo in tecnici e professionali e a 30 nei licei per terze e quarte, 27 per le seconde. I criteri per la decurtazione sono già stati stabiliti: saranno toccate le materie che hanno 99 o più ore annue, quindi quelle fondanti. Comunque ciascuna di esse non potrà essere tagliata per più del 20%.

Si tratta, spiega in una nota il ministero dell’Istruzione, di una “riforma epocale” che partirà dal 2010 e che “segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano”.

L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923. Con questa riforma, aggiunge il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, si vuole: “Fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione; razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie; caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale e articolare il primo biennio in alcune discipline comuni, anche al fine di facilitare l`adempimento dell`obbligo di istruzione e il passaggio tra i vari percorsi; riconoscere ampio spazio all`autonomia delle istituzioni scolastiche e infine consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le carenze”.

Alla riforma dei licei si accompagna quella dell’istruzione tecnica e professionale che, evidenzia il Ministero, “era attesa da quasi 80 anni”. Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall’anno scolastico 2010-2011 come scuole dell’innovazione.

 

Effetto riforma
Ridotti gli orari delle classi non a riforma
Ridotti gli orari delle seconde, terze e quarte dei tecnici e dei professionali anche se non a riforma

In attesa di conoscere i testi dei regolamenti approvati questa mattina dal Consiglio dei ministri, trapelano alcune indiscrezioni comunicate ieri ai sindacati nel corso dell’incontro del sottosegretario Pizza presso il Miur.

Tra le altre, sembra certo che le classi dei tecnici e dei professionali successive al primo anno e che non andranno subito a riforma, si vedranno ridotto l’orario settimanale di lezione da settembre. Una riduzione che non toccherà però le classi dell’ultimo anno che andranno all’esame.

A renderlo noto sono stati gli stessi sindacati della scuola che, in proposito, non hanno nascosto la loro contrarietà perché la riduzione di orario equivale a riduzione di insegnanti.

Francesco Scrima, segretario nazionale della Cisl-scuola, è molto critico e dichiara che il taglio di fatto sovverte l’impianto di corsi già avviati, costringendo a decurtare le discipline di maggiore consistenza con criteri che appaiono scarsamente plausibili e quasi indecifrabili anche dal punto di vista ‘tecnico’.

Anche i segretari di altri sindacati della scuola criticano questa parte dei regolamenti e ritengono che essa rappresenti, in qualche modo, lo scambio finanziario (mancate economie) per avere annullato l’iniziale previsione di far partire contestualmente a riforma i primi due anni delle superiori, anziché, come di fatto è stato ora deciso, soltanto dal primo anno.

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