Assemblea d’istituto degli studenti: un preside è attento alle norme, ai diritti dei docenti e alle sentenze. Un preside-sceriffo gli va contro.

Molto interessante una recente circolare (11.11.2016, n. 070) rivolta dal dirigente scolastico Peppino Tilocca al personale docente e non docente e alla Dsga dell’IISS A. De Castro di Oristano, in Sardegna. Una circolare lineare, assolutamente corretta perché applicativa delle norme vigenti, peraltro più volte oggetto di sentenze dei Tribunali del lavoro proprio nei termini espressi dal dirigente scolastico Tilocca…

Oltre a invitare a leggere le sentenze, il rinvio è alla normativa vigente in materia di assemblee studentesche, ai D.P.R. 416/74 e 297/94, fonti primarie del diritto, e al comma 8 dell’articolo 13 del Decreto legislativo 297/94. In essi non è previsto alcun obbligo di presenza dei docenti alle assemblee di istituto degli studenti nelle distinte ipotesi, rispettivamente, di fuori dell’orario delle lezioni e  in orario di lezione. Figuriamoci l’eventuale presenza dei docenti nella funzione di “vigilanti”, assolutamente impossibile e in violazione delle norme vigenti quali fonti primarie del diritto. Tuttavia, l’imposizione, illegittima, dei presidi “disattenti” alle norme vigenti e comunque disinformati ai docenti a essere presenti alle assemblee studentesche risulta purtroppo alquanto diffusa. Una delle sentenze, la prima, che hanno decretato “insussistente in capo ai docenti l’obbligo a presenziare alle assemblee studentesche d’istituto, fermo restando l’obbligo di rilevazione delle presenze e delle assenze all’inizio della prima ora della mattinata a cura dei docenti in servizio in tale orario in ciascuna classe” è stata proprio quella pronunciata il 29 maggio 2007 (con sentenza depositata in cancelleria il 25 settembre 2007) dal Tribunale di Cagliari, Sezione lavoro.

Recentemente c’è stato il caso di due docenti (dell’Uil-scuola) dell’Istituto scolastico superiore di Avezzano (il Tecnico-industriale E. Majorana) che si erano rifiutati di aderire all’ordine, che gli veniva imposto dalla dirigente scolastica, di essere presenti a scuola durante l’assemblea studentesca dell’istituto. Conseguentemente, erano stati sanzionati dalla dirigente scolastica, addirittura “senza preventiva contestazione degli addebiti” e senza avere avuto “la possibilità di essere ascoltati a loro difesa”, con la sospensione della retribuzione e l’interruzione del rapporto di lavoro,  e con conseguenze concernenti gli aspetti pensionistici, previdenziali, di carriera, di ferie e di tredicesima mensilità (vd. Salvatore Braghini, MondoDiritto 2016). Si tratta di due docenti (Rsu), assistiti dall’Ufficio legale della Uil-scuola, sostenuti anche da altri sindacati, potendosi peraltro configurare un comportamento antisindacale da parte della dirigente scolastica. Comunque, è stato e rimane un fondamentale esempio da parte delle Rappresentanze sindacali unitarie e dei sindacati della scuola. E non può non rappresentare un principio fondamentale per le Rappresentanze sindacali unitarie operanti nelle singole scuole.

In definitiva, nei giorni di svolgimento delle assemblee studentesche, la presenza dei docenti non è affatto un obbligo. Se ne hanno il piacere (e comunque se lo desiderano), i docenti possono assistere (ma giammai da “vigilanti”), in qualità di ospiti, per il tempo che ciascuno deciderà, alle assemblee d’istituto e a quelle di classe. E qualora l’assemblea d’istituto avesse a svolgersi in ambiente esterno alla scuola (sempre che il Comune o la Provincia non mettesse a disposizione a titolo gratuito il salone necessario, pur risultando un obbligo qualora l’istituto scolastico non avesse locali adeguati), l’affitto di un salone o di una sala cinematografica sarebbe a carico degli studenti (delle famiglie degli studenti), come in molti Comuni purtroppo accade, corrispondendo ciascuno/a degli studenti e delle studentesse uno o due euro, o anche di più se viene per loro proiettato un film. Svolgendosi l’assemblea studentesca in ambiente diverso da quello di normale frequenza delle lezioni, non è  affatto compito dei docenti accompagnarli. Sulle assemblee studentesche d’istituto, anche con precise informazioni e osservazioni giuridiche, Gilda degli insegnanti, Orizzonte Scuola, Aetnascuola, Rete Scuole, Associazione Nazionale Docenti, Diritto scolastico, i siti dei sindacati della scuola e altri siti scolastici hanno pubblicato guide, schede e articoli (tra gli autori, Lucio Ficara, Luciano Serbenski, Salvatore Braghini, Vincenzo Pascuzzi). La ricerca è alquanto facile, compresa quella concernente le sentenze pronunciate dai Tribunali, Sezione lavoro, e le norme di legge, ovvero le fonti normative, fonti primarie del diritto.

Ritorniamo al preside attento alle norme, ai diritti dei docenti e alle sentenze della magistratura, contrastato dal preside-sceriffo che gli rema contro e che vorrebbe gli insegnanti tutti “vigilanti”, obbligati dai presidi, che in questo caso violerebbero le fonti primarie del diritto, a essere presenti in qualità di “vigilanti” nelle assemblee studentesche d’istituto. A Polibio, come per tante problematiche scolastiche, tra le quali quelle riguardanti i comportamenti autoritari di presidi-padroni nei confronti del personale docente, degli ata e di dsga, questa volta è stata trasmessa per posta elettronica (è indicata in calce ai suoi articoli) la copia di una lettera (Cagliari, 17 novembre 2016) del segretario regionale della Sardegna per DirigentiScuola-Di.S.Conf. Giannetto Cadau indirizzata al Direttore Generale dell’U.S.R. per la Sardegna e, p.c., al ministro Stefania Giannini, al Miur Direzione generale per il personale scolastico, alla dottoressa Sabrina Capasso e alla Procura regionale della Corte dei conti (avente per oggetto: “I.I. De Castro, Oristano: Assemblea Studenti”), con a essa allegata la “Cir. 070” (Oristano, 11.11.2016, “oggetto: Assemblea di istituto, obblighi per il personale docente”) del dirigente scolastico Peppino Tilocca al personale docente e non docente e alla Dsga dell’IISS “A. De Castro” di Oristano, in Sardegna.

Si tratta di fonti primarie, fondamentali per uno storiografo. Polibio ha sempre verificato l’esistenza dei documenti che gli sono stati inviati. Questa volta ne ha trovato conferma nel sito regionale di Cagliari in Sardegna e in quello nazionale (con sede operativa a Foggia, in Puglia) di DirigentiScuola-Di.S.Conf. Polibio, che di documenti ne ha ricevuti moltissimi, e peraltro li ha sempre ritenuti assolutamente necessari per procedere con i suoi circostanziati articoli, così da potersi dire – come peraltro è presente ed è stato scritto in molti siti che si occupano di questioni scolastiche (Associazione Nazionale Docenti, Gilda Venezia, Rete Scuole, Aetnascuola, Diritto Scolastico), a proposito della sentenza n. 2762 del 4 ottobre 2016 emessa dal giudice dott.ssa M. Angela Marchesiello del Tribunale civile di Foggia (integralmente pubblicata dai siti indicati) –  che gli articoli di Polibio sono colmi di verità. E sempre a Foggia, il quotidiano “l’Attacco” ha pubblicato, il 22 ottobre dell’anno in corso, l’articolo di Lucia Piemontese, nell’intera pagina 11.

Viene premesso che la DirigentiScuola-Di.S.Conf. (nonostante le  numerose sentenze dei giudici del lavoro – l’ultima, recentissima, è la n. 7331 del giudice del lavoro di Foggia, riportata sul sito regionale della Flc-Cgil Puglia – che hanno annullato, perché illegittimi, i provvedimenti riguardanti le sanzioni disciplinari della sospensione dal servizio e dalla  retribuzione fino a dieci giorni comminate dai dirigenti scolastici ai docenti, e conseguentemente condannando, se è contenuto nella sentenza, la soccombente amministrazione al pagamento delle spese processuali) è fortemente impegnata nel “rivendicare”, a danno dei docenti, il “diritto”, dai giudici sentenziato illegittimo perché in violazione del Contratto collettivo nazionale del comparto scuola, di infliggere ai docenti sanzioni disciplinari consistenti in sospensioni dal servizio e dalla retribuzione fino a dieci giorni. Giungendo, il 10 novembre, a scrivere, in specifici documenti (fonti primarie già acquisite da Polibio), addirittura un “nient’affatto!” alla domanda se i dirigenti scolastici debbono “attenersi a quella che si vorrebbe considerare ormai una giurisprudenza consolidata”. Nella sostanza, una posizione da presidi-padroni nei confronti dei docenti. Che in definitiva rischia di causare danno a chi, dirigente scolastico/a, da sprovveduto/a, ha dato credito a quel “nient’affatto”. Peraltro, ciascuno è responsabili del danno erariale, dato che l’insegnante arbitrariamente e illegittimamente sanzionato/a con la sospensione dal servizio e dalla retribuzione (retribuzione che gli verrà restituita, addirittura con tasso d’interesse) è stato sostituito da un/una docente supplente. Pertanto, il/la preside sarebbe obbligato nei confronti della Corte dei conti a rispondere del danno causato.

Questa, adesso, la puntuale e giuridicamente corretta circolare 070 del dirigente scolastico Peppino Tilocca dell’IISS “De Castro” di Oristano sulle assemblee d’istituto e sugli obblighi per il personale docente: “A seguito di un attento esame della normativa riguardante le assemblee studentesche di istituto ritengo che i docenti non abbiano alcun obbligo di vigilanza sulle stesse”, aggiungendo che “in mancanza di specifiche attività collegiali previste dal Piano annuale delle attività, i docenti non sono vincolati a svolgere altra prestazione lavorativa. Trattandosi tuttavia di giornata da computare per il calcolo delle presenze degli alunni ai fini della validità dell’anno scolastico, rimane in capo al docente della prima ora la verifica della presenza degli alunni a scuola. Pertanto il docente, nelle giornate di assemblea, provvederà a fare l’appello della classe assegnatagli, dopo di che sarà libero da obblighi di servizio. Non è invece richiesta la presenza a scuola dei docenti impegnati nelle ore successive alla prima. Naturalmente, nel caso in cui l’inizio dell’assemblea sia previsto alla seconda ora, il docente in orario nella prima ora svolgerà regolarmente la lezione. La scuola dovrà dare la massima pubblicazione della convocazione dell’assemblea, pertanto la segreteria provvederà a pubblicare sul sito, in evidenza, data e orario di svolgimento, di modo che le famiglie ne siano adeguatamente informate. I docenti responsabili dei servizi agli studenti di ciascuna sede provvederanno anche a verificare che il comitato studentesco organizzi autonomamente il corretto svolgimento dell’assemblea.”

Apriti cielo! Il segretario regionale della Sardegna per DirigentiScuola-Di.S.Conf. Giannetto Cadau si è precipitato a scrivere la “lettera-esposto”, datata 17 novembre 2016, inviata alle autorità, politiche e non politiche, già indicate, con allegata la copia della circolare n. 070 del dirigente scolastico Peppino Tilocca, premettendo che il “capo d’istituto”, dopo aver sostenuto di aver effettuato un attento esame (?) della normativa riguardante le assemblea d’istituto, afferma” (sì, ha scritto “afferma”) “che i docenti ‘non abbiano alcun obbligo di vigilanza sulle stesse (!)’” (per la verità, il dirigente scolastico Tilocca aveva correttamente scritto “ritengo che i docenti non abbiano alcun obbligo di vigilanza sulle stesse”. Assolutamente perfetta la circolare 070 del dirigente scolastico Tilocca. Da fargli i complimenti per l’attenzione prestata alla normativa vigente e per quanto è scritto nella circolare 070. Assolutamente corretto. Mentre c’è da esprimere intanto la disapprovazione per il punto interrogativo e per il punto esclamativo (si tratta, forse, di una derisione da restituire garbatamente al mittente?!) utilizzati dal segretario regionale Giannetto Cadau. Evidentemente, peraltro, gli è mancata qualcosa nella lettura della normativa riguardante le assemblee d’istituto; quel qualcosa a cui il dirigente scolastico Tilocca è stato puntualmente attento: la normativa vigente in materia di assemblee studentesche, e quindi sull’inesistente obbligo di presenza dei docenti, è fondata su fonti primarie del diritto. Il D.P.R. 297/94 è fonte primaria di diritto, e il suo articolo 13 al comma 8 sancisce che “all’assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al preside od un suo delegato, i docenti che lo desiderano”. Compreso: “possono” e non “debbono”, “possono” se lo “desiderano”. E c’è tant’altro da leggere, ovviamente dopo avere fatto un’attenta ricerca, sempre se si ha la competenza per la ricerca, e da comprendere, avendo una pur minima, ma essenziale, competenza giuridica. Che il dirigente scolastico Peppino Tilocca certamente ha, e non è affatto minima. A Polibio viene da pensare che il dott. Pilocca aderisca alla Flc-Cgil dirigenti scolastici.

Lo stesso Giannetto Cadau, forse perché non aveva dato attenzione al “possono”, che è tutt’altro del “debbono”, ha scritto nella nota della quale si è già detto, riferendosi all’espressione del dott. Tilocca (“a seguito di un attento esame della normativa riguardante le assemblee studentesche di istituto ritengo che i docenti non abbiano alcun obbligo di vigilanza sulle stesse”) che “l’affermazione apodittica, e alquanto temeraria, è particolarmente grave”, completando il periodo delle sue immaginifiche scene apocalittiche con l’espressione che “la gravità dell’affermazione non può essere valutata anche perché da essa può derivare una tendenza all’emulazione da parte di altri dirigenti scolastici”. Ma allora è una vera ossessione, da parte della DirigentiScuola, la pretesa di potere infliggere ai docenti la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a dieci giorni. Immaginateli mentre svolgerebbero la funzione di denunciante e quella di giudicante! C’è da sperare che non vogliano infliggerla anche ai dirigenti scolastici che rispettano la normativa riguardante le assemblee studentesche d’istituto e i diritti dei docenti! Comunque, auguriamoci che nessun dirigente scolastico (a Polibio è stato inviato anche un articolo pubblicato nel marzo del 2007 sul quotidiano cagliaritano “L’Unione Sarda”, ed è stata rinvenuta anche sul sito della Flc-Cgil) faccia “pulire i bagni agli studenti”. Certamente deprecabile la reazione di una delle madri nei confronti di quel dirigente scolastico, ma bisogna “salvaguardare la qualità del servizio scolastico” e il rapporto con gli studenti, essendo per l’Amministrazione scolastica un “dovere … l’intervenire proprio in difesa della qualità del servizio e dell’utenza”. Per farlo correttamente, è necessaria la massima attenzione.

La questione sanzioni disciplinari è rinviata a un prossimo intervento di Polibio – al momento occupato nella stesura di un documentato volume dal titolo “Cinquanta sfumature di giallo nel licenziamento della dsga del ‘Marconi’ di Foggia” – sui presidi-padroni “impegnati” nell’illegittima pretesa delle sanzioni disciplinari della sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a dieci giorni da irrogare ai docenti. Soprattutto dopo la recentissima sentenza n. 7331 del Tribunale del lavoro di Foggia che, a seguito di altre, anche altrove, ha dichiarato illegittima la sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento e dalla retribuzione per dieci giorni inflitta dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “G. Catalano-G.Moscati” di Foggia a una docente.                    A Foggia, sostanzialmente in “casa propria” (per intenderci, nel Comune in cui c’è la sede legale della Dirigentiscuola aderente alla Confedir), con riferimento al segretario generale Dirigentiscuola e segretario generale aggiunto Confedir Attilio Fratta, ex dirigente scolastico da qualche anno in pensione. Peraltro, sembra che, a proposito di dirigenti sindacali di almeno una delle organizzazioni nazionali, lo stesso Attilio Fratta, nella duplice veste di segretario generale Dirigentiscuola e di segretario generale aggiunto Confedir, abbia assunto, con una lettera-esposto inviata a numerosi destinatari (al Presidente del Consiglio dei ministri e, p.c., al ministro del Lavoro, al Procuratore generale e ai Procuratori regionali della Corte dei conti, al Comandante generale della Guardia di finanza, alle Agenzie di stampa e ai quotidiani, alla Rai, a Mediaset e ad altre reti televisive) una posizione non condivisa affatto dal segretario generale della Confedir, sia per i contenuti, sia per il “fraseggio usato”. I documenti, che riguardano la questione e quelli concernenti l’assillante pretesa di infliggere ai docenti la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a dieci giorni, anche in questo caso inviati a Polibio, e arricchiscono il suo archivio, sono colmi di interessanti particolari, da essere oggetto di prossimi articoli.

Ritornando, in conclusione, alla “lettera-esposto” del segretario regionale della Sardegna per DirigentiScuola-Di.S.Conf. Giannetto Cadau, viene detto che è fondamentale conoscere e applicare le norme di legge, ovvero le fonti normative, fonti primarie del diritto. Non è necessario indicarle a chi copre una funzione che gli impone di doverle conoscere e, ovviamente, comprendere. Si comprende l’inadeguatezza  alla ricerca e alle osservazioni giuridiche di chi, andando contro a colui che invece ha dato ampia prova di essere ottimo ricercatore e molto attento alle osservazioni giuridiche, utilizza espressioni dalle quali si deduce facilmente l’inadeguatezza. Per esempio, scrivere che l’estensore della nota, riferendosi al dirigente scolastico Peppino Tilocca, non indica, “con estrema imperizia, quali siano state le norme dallo stesso esaminate, né quelle dalle quali abbia tratto i propri convincimenti”. Mica doveva spiegargliele a lui! Continuando con un “è pertanto evidente che costui sembra ignorare che le assemblee scolastiche (in classe e d’istituto) costituiscono, a tutti gli effetti, attività didattica, sancito dalla normativa vigente (D.Lgs 297/94, artt. 12, 13, 14 – C.M. 312/1979 – C.M. 4733/2003), e che da ciò consegue l’obbligo di vigilanza gravante su tutto il personale docente in servizio, ai sensi dell’art. 2048 c.c.. Obbligo, peraltro, ribadito numerose volte dalla giurisprudenza nei vari gradi”.

Come si fa a informarlo che l’articolo 12 ha per titolo “Diritto di assemblea”; che l’articolo 13 nei  commi da 1 a 7 riguarda la richiesta, l’organizzazione delle assemblee studentesche, i rappresentanti e il comitato degli studenti, il  numero delle assemblee consentite, l’utilizzazione di ore destinate alle assemblee, e che il comma precisa che “all’assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al preside od un suo delegato, i docenti che lo desiderino” (si tratta di lingua italiana: “possono”, non “debbono”; “possono assistere … i docenti che lo desiderino”); che il solito “possono” si trova anche nel comma 8 dell’articolo 15? E  come può altresì essergli detto che il D.Leg. è “fonte primaria di diritto” a cui le circolari ministeriali debbono assolutamente attenersi? E ancora, come comunicargli, per quanto concerne l’articolo 2048 del codice civile, che l’insegnante non è genitore o datore di lavoro dello studente? Per la sicurezza nei luoghi di lavoro (quindi anche per gli insegnanti) ci sono varie componenti: il RSPP, il referente per la sicurezza, il RLS e il RSU.

In definitiva, è necessario sollecitarlo e ad aiutarlo a non pensare più agli/alle insegnanti con l’intento di “obbligarli/le a svolgere attività che non debbono affatto svolgere (nel caso di specie, c’è il dirigente scolastico Peppino Tilocca, che, dalle semplice lettura della sua circolare 070, Polibio ha certezza della sua competenza). Se in definitiva il segretario regionale della DirigentiScuola per la Sardegna Giannetto Cadau volesse un aiuto, e se il dott. Tilocca avesse disponibilità di tempo e volontà di farlo, lo chieda proprio al dirigente scolastico Peppino Tilocca.

Polibio                                                                                                                                             polibio.polibio@hotmail.it.

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